Atto Costitutivo e Statuto della Associazione

L'Atto Costitutivo, lo Statuto della Associazione, la Scheda di Adesione sono pubblicati sotto la data del 2 febbraio 2013 di questo Blog

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venerdì 20 marzo 2026

INFOCESVAM , 1 DEL 2026 Gennaio Febbraio 2026 1 Marzo 2026

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO XIII, 73/74/, N. 1, Gennaio - Febbraio 2026, 1 Marzo 2026

XIII/1/1101-  La decodificazione di questi numeri è la seguente: XIII anno di edizione, 1 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1101 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XIII/1/1102 – Il 23 febbraio u.s. si è tenuta la sessione invernale per i Master di Storia Militare Contemporanea, Politica Militare Comparata, Terrorismo ed Anti Terrorismo Internazionale. Anno Accademico 2024/2025. Si sono brillantemente laureati 21 Frequentatori.

XIII/1/1103 – Progetto 2026/1. Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel Secondo dopoguerra 1946 -1977 – 165° Anniversario dell’Esercito Italiano. Giovanni Riccardo Baldelli. Predisposto manoscritto 1 per Volume I, II, III, IV, V. Tutti i volumi editi di questo progetto, come degli altri progetti, sono finalizzati alla offerta formativa dei Master come incremento delle “Letture Consigliate” e “Materiali per Tesi”.

XIII/1/1104- Utilizzo dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata PROGETTI NASTRO AZZURRO. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sullo stato avanzamento Progetti. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna 18 Destinatari, inclusi tutti i partecipati alla realizzazione dei progetti.

XIII/1/1105 -  Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Manuel Vignola. . Predisposto il Manoscritto 4. Per il Volume I.

XIII/1/1106 - Progetto 2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze. Le testimonianze raccolte sono pubblicate sulle filiere del CESVAM.

XIII/1/1107 – Progetto 2025/1. La Fabbrica. Predisposta la Bozza 1 del Volumi I e del Volume II,. Inserimento della Iconografia. Predisposizione delle Copertine. E’ prevista la edizione a stampa per il mese di Marzo 2025

XIII/1/1108 – Progetto 2026/7. I Padri fondatori dell’Esercito Italiano. Il Valore Militare nel Risorgimento. 165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito. Manuel Vignola. Predisposto schema per la edizione CESVAM PAPERS

XIII/1/1109 - Utilizzo dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALUMNI MASTER CUSANO”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie attinenti i Master. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna 80 Destinatari. Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie del Master.

XIII/1/1110 – Progetto 2026/3. Il Ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della Pace. Dalla teoria alla pratica. L’Esperienza UNMIK (United Nation Interim Administration Mission in Kosovo. Antonio Vittiglio. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS.

XIII/1/1111 - Progetto 2024/1 – I Martiri di Fiesole del 12 agosto 1944. La Resistenza, gli Eccidi in Toscana e la Memoria. (80° anniversario 1944 – 2024). Massimo Coltrinari. Stefano Mangiavacchi. . Predisposto il Manoscritto 3. Per il Volume II. Elenco delle Vittime con 1; da 2 a 9 ); da 10 a 49; da 50 a 99; oltre le 100 vittime. Individuazione di luogo e data.

XIII/1/1112- Progetto 2026/8. Tecnologia Aeronautica. La Formula Trimotore . Storia della Aeronautica Italiana. I Bombardieri strategici. Antonio Daniele. Predisposto lo schema per CESVAM PAOERS

XIII/1/1113- Progetto 2024/ Monte Marrone. Il Significato strategico presso gli Alleati. Massimo Coltrinari. Consegnato alla Casa Editrice manoscritto 5 per la predisposizione della 1a Bozza

XIII/1/1114 – Progetto 2026/5 – Cimitero Militare dell’Asinara. Storia e Memoria 1916 -2026. Studio funzionale finalizzato al recupero della memoria storica e fruizione del cimitero militare italiano dell’Asinara realizzato nel 2016. Giorgio Madeddu. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS

XIII/1/1115 – Progetto 2019/2 La prigionia italiana in mano britannica. Africa. Africa Orientale Italiana. L’Organizzazione militare e la difesa dell’Impero. Memoria e Testimonianze. Giovanni Riccardo Baldelli Massimo Coltrinari. Predisposto il manoscritto 3. Iconografia.  

XIII/1/1116 – Progetto 2026/9. Sahel 3.0. Terrorismo digitale materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa e L’Italia. Massimo Dionisi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAPERS

XIII/1/1117 - Utilizzo dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “RIVISTA QUADERNI CESVAM”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera sulla edizione prossima della Rivista “QUADERNI”, che avendo cadenza trimestrale ha tempi di pubblicazione molto ampi. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna 27 Destinatari, Questa CHAT si affianca ai Blog sia storici che geografici attivati per l’aggiornamento e l’approfondimento delle materie trattate nella Rivista edizione a stampa

XIII/1/1118 – Progetto 2026/6 – Mariano Buratti. Medaglia d’Oro al Valore Militare. La Resistenza nel Viterbese. 1943 -1944. Osvaldo Biribicchi. Predisposto schema per edizione CESVAM PAOERS

XIII/1/1119 -  Progetto 2016/2. I Militari Italiani sulla testa di ponte di Anzio. Luigi Marsibilio Massimo Coltrinari Volume II. Predisposto Il Manoscritto 3

XIII/1/1120 – La Edizione dell’ANNESSO questo INFOCESVAM da questo numero riprende la edizione Bimestrale in quanto quella mensile si è rilevata nel 2025 ridondante e sovra esposta, anche in virtù della apertura di una apposita CHAT dedicata al progetto Albo d’Oro

XIII/1/1121 – Progetto 2026/12. Liberi e Valorosi. Breve storia della Bundeswehr. Luigi Di Santo. Predisposto lo schema per la Edizione CESVAM PAPERS.

XIII/1/1122 - Utilizzo dei Social per la Comunicazione. Attivata dal 2025 una CHAT intitolata “ALBO D’ORO DECORATI”. Finalità: aggiornamento a cadenza quasi giornaliera su le materie attinenti la creazione dell’albo d’Oro fra Decorati al Valore Militare. Possibilità di interloquire. Iscritti alla data odierna 15 Destinatari,

XIII/1/1123 - –“Progetto 2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Prevista la predisposizione Cesvam Papers per la fine di marzo 2026

XIII/1/1124 – Progetto 2024/4. Dal Corpo Italiano di Liberazione ai Gruppi di Combattimento. Settembre – Dicembre 1944. 80° Anniversario della Guerra di Liberazione. Massimo Coltrinari. Articolazione in Volume 1°. Manoscritto n. 1. Volume 2°. Materiali sulla figura del generale Giorgio Morici, comandante della “Nembo” a Filottrano.

XIII/1/1125 - Prossimo INFOCESVAM (marzo-aprile 2026 ) sarà pubblicato il 1 maggio 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

 (a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

 

Madri nelle Guerre Mondiali Il costo del dovere

 


Prof. Sergio Benedetto Sabetta

(In occasione dell’8 marzo dedico questo ricordo alla nonna Loretta che per tutta la vita aspettò il ritorno del figlio Benedetto disperso a Cefalonia)



Una lunga solitudine ha accompagnato la nonna Loretta Germani dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino alla sua morte avvenuta nel 1970, il ricordo del figlio Benedetto, Serg. Div. Acqui, che a lei facevano credere disperso in Russia perché da lì qualcuno ancora dopo anni ritornava, come un vicino ritornato dopo più di cinque anni dalla fine del conflitto.

Aspettava vestita di nero sotto un ulivo all’ingresso dell’aia guardando ormai cieca verso la via, nella speranza di sentirne passi e la voce, ogni anno al mio arrivo in contrada Tramonti ad Arce nel frosinate venivo portato davanti a lei, mi toccava il viso e le braccia poi sentenziava “cresce”, mi era stato dato come secondo nome quello dello zio Benedetto, da quel momento ero libero di correre e giocare.

Il nonno Bernardo si era, per sempre, addormentato nel sonno dieci anni prima senza mai perdere la speranza del ritorno del figlio primogenito, aveva combattuto nella Grande Guerra come bersagliere sull’Isonzo ed era stato riformato dopo un anno di fronte per motivi di salute all’Ospedale Militare di Ancona, ogni anno lui e la nonna andavano alla Madonna di Loreto in pellegrinaggio per sciogliere il voto, sulla parete di casa vi era sempre la foto del figlio Benedetto.

Durante la Seconda Guerra Mondiale tutti e quattro i figli maschi erano partiti scaglionati per il fronte, prima i due più giovani, i gemelli Donato ed Eugenio, sul fronte Greco-Albanese, poi nel 1942 per l’Africa il secondo genito Eleuterio ed infine nel 1943 per Cefalonia il primogenito Benedetto.

Con la stabilizzazione del fronte a Cassino, il loro casolare con vista sulla valle del Liri, era stato occupato dai tedeschi che ne avevano fatto un centro trasmissioni, la nonna con le tre figlie, la quarta suora a Roma, confinata in cantina curava l’orto, la casa e gli animali razziati, il nonno in fuga verso l’Abruzzo per evitare di essere catturato quale forza lavoro per le difese tedesche.

Nel tentativo di difendere la stalla lei con le figlie aveva seguito sulla strada gli animali che i tedeschi portavano via, finchè le furono puntate le armi con un ordine perentorio, rauss, che dovettero ubbidire.

Nello sfondamento della linea Gustav attorno alla cascina vi fu una battaglia d’arresto che durò due giorni, la nonna e le figlie rinserrate in cantina, alcune granate demolirono il fianco a monte del casale.

Alla nonna pesava il ricordo dell’ultimo colloquio con Benedetto quando, venuto a salutare la madre nel giugno 1943, le disse che doveva partire chiedendole consiglio, lei rispose di fare il proprio dovere per evitare rappresaglie sulla famiglia, lui ascoltò e nel partire si volse e disse “Mamma io parto, ma non tornerò” e così fu, questo fu riferito dalla figlia più giovane che assistette al colloquio.

I tre figli minori ritornarono dopo anni, due dopo una lunga prigionia sia come IMI che con gli inglesi, uno con i piedi congelati, irriconoscibili per la magrezza tanto che Eleuterio dovette farsi riconoscere dalla madre la quale lo chiamò da allora “Lazzaro”, colui che creduto morto era risorto.

Negli ultimi anni, cieca, rimaneva seduta a letto con sottoveste e cuffia bianca, stringendo tra le mani un rosario di cui faceva lentamente scorrere i grani pregando in silenzio, noi bambini aprivamo silenziosamente la porta e la guardavamo, poi gli adulti ci dicevano di non disturbare che la nonna prega nel suo dolore, noi si richiudeva piano la porta.

Nota

venerdì 27 febbraio 2026

Mario Pietrangeli. Storia della Ferrovia Eritrea, ER

(Mario Pietrangeli, generale, ha frequentato la 56ma Sessione IASD)




Il ruolo del Genio Militare, del Genio Ferrovieri degli Alpini e dei Bersaglieri 

La costruzione della linea ferroviaria Massaua-Asmara, la principale ferrovia eritrea, avvenne in diverse fasi:

  • 1887-1911: La costruzione iniziò nel 1887 e si concluse nel 1911 con l'arrivo ad Asmara.

  • 1914-1922: Successivamente, la linea fu prolungata con il tratto Asmara-Biscia.

  • 1994-2003: Dopo un lungo periodo di disuso, la linea è stata in piccola parte riattivata

La Ferrovia Eritrea, in particolare la celebre tratta Massaua ( principale porto eritreo e seconda città Eritrea) -A smara (è la capitale Eritrea nota 1), rappresenta uno dei più straordinari capolavori di ingegneria ferroviaria del mondo, costruita in un ambiente estremamente ostile e con un dislivello notevole. 

La sua realizzazione fu un'impresa epica che vide un contributo fondamentale e determinante da parte dell'esercito italiano, in particolare del Genio Militare e del Genio Ferrovieri ( progettazione e coordinamenti montaggio linea), ma anche di altri reparti come Alpini e Bersaglieri La linea fu realizzata anche con tanta  manovalanza  locale

 Il Ruolo del Genio Ferrovieri 

 Il Genio Ferrovieri fu l'artefice principale di questa opera ciclopica. I loro compiti non si limitavano alla sola posa dei binari, ma abbracciavano l'intera pianificazione e costruzione della linea in un territorio montuoso e impervio. Il ruolo di questa specialità dell'Arma del Genio fu cruciale per: Progettazione e Direzione dei Lavori: Ingegneri e tecnici del Genio progettarono il tracciato, studiando soluzioni ardite per superare il notevole dislivello (da 0 a 2.394 metri s.l.m.) in soli 118 chilometri. 
L'impresa richiese la realizzazione di ben 30 gallerie e 65 ponti e viadotti, tra cui il famoso viadotto di Moncullo, oggi raffigurato sulle banconote eritree. 

 Costruzione e Manutenzione: 

Furono i militari del Genio Ferrovieri insieme agli Alpini, Bersaglieri e a tanti operai locali a occuparsi direttamente della costruzione delle opere infrastrutturali, dalla preparazione della massicciata alla posa delle traversine e delle rotaie, ma anche delle stazioni, delle rimesse e di tutte le strutture connesse. 

 Gestione Logistica: 

Oltre alla costruzione, il Genio si occupava anche della gestione e della manutenzione della linea una volta operativa. La ferrovia aveva un'importanza strategica fondamentale per il trasporto di merci, rifornimenti militari e civili, collegando il porto di Massaua con l'altopiano di Asmara. 
 Il loro lavoro fu un "trionfo dell'ingegneria italiana", dimostrando una competenza tecnica e una dedizione eccezionali, che resero possibile un'impresa altrimenti impensabile. 

 Il Contributo degli Alpini e dei Bersaglieri

 La costruzione della ferrovia non fu un'impresa affrontata unicamente dal Genio Ferrovieri. Sebbene il loro ruolo fosse tecnico e direttivo, la manodopera e il supporto logistico furono assicurati da altri reparti dell'esercito e da lavoratori locali. In questo contesto,  i Bersaglieri e gli Alpini furono direttamente coinvolti nella costruzione come il Genio, il loro ruolo è legato alle esigenze militari che portarono alla realizzazione della linea. 

La ferrovia Massaua-Saati, 

il primo tratto, fu infatti costruita per ragioni puramente militari in seguito alla battaglia di Dogali

. Quanto agli Alpini e Bersaglieri, il loro ruolo si rivelò prezioso, specialmente a partire dagli anni '30, quando  iniziarono ad essere inviati anche nelle colonie africane. 

Soprattutto L'esperienza degli Alpini nella costruzione di opere in alta montagna (strade, teleferiche, fortificazioni) li rendeva ideali per affrontare il difficile territorio eritreo. Non è un caso che la strada che da Massaua sale verso Asmara sia spesso descritta come una "strada alpina" per la sua pendenza e i numerosi tornanti. 

Alpini e Bersaglieri, sebbene non con il ruolo specialistico del Genio, offrirono supporto, protezione e manodopera in un ambiente difficile e, a volte, ostile, contribuendo a garantire il completamento dell'opera.

 In sintesi, la ferrovia Eritrea è un simbolo tangibile della collaborazione e delle capacità ingegneristiche dell'esercito italiano. 

Il Genio Ferrovieri ne fu il cervello e il braccio tecnico, mentre altri corpi, come Alpini e Bersaglieri, diedero un contributo fondamentale alla sua realizzazione in un contesto che richiedeva non solo abilità tecniche, ma anche resistenza, coraggio e adattabilità a un ambiente ostile 

Il presente e il futuro 

Negli anni 2002, 2003 e 2005 lo Stato Maggiore della Difesa - SMD- di Roma dispose di  effettuare dei sopralluoghi tecnici sulla linea Eritrea 🇪🇷 da parte del genio ferrovieri che poi realizzo’  un progetto di ripristino che non fu attuato per l’opposizione del duro regime dittatoriale eritreo 

 Ad oggi, il regime esercita e vigila saldamente il controllo del Paese. Nessuna opposizione è ovviamente autorizzata e nessun movimento di protesta ha mai mostrato di poter nascere. Il popolo eritreo, infatti, si distingue per un'innata disciplina e per l'assoluta obbedienza al regime.

Nota 1: 

Esiste solo una ferrovia. Quella costruita dagli Italiani


Asmara

 è la capitale dell'Eritrea ( 2300 s.l.m), paese del Corno d'Africa. È nota per i suoi edifici coloniali italiani, come la Chiesa della Beata Vergine del Rosario. L'architettura eclettica della città spazia dai cinema di art déco, alla stazione di servizio futuristica Fiat Tagliero a forma di aereo. Il palazzo del grande ex governatore risale al XIX secolo. Nelle vicinanze, il Teatro Asmara, teatro dell'opera ricercato, fu costruito nei primi anni del 1900 con una combinazione di stili differenti.

Massaua 

 È il principale porto dell'Eritrea ed è generalmente considerata come la seconda città per importanza del paese dopo la capitale Asmara

lunedì 9 febbraio 2026

Le problematiche della AI

 


Prof. Sergio Benedetto Sabetta



Il maestro disse: Ascolta molte cose e scarta quelle in dubbio e poi comportati con molta prudenza con le restanti (il costante mezzo di Confucio).

Più volte è stata ribadita la necessità di una regolamentazione generale per governare lo sviluppo dell’AI attraverso una apposita Agenzia Internazionale, considerando la crescita impetuosa e il pericolo di un suo uso inappropriato, anche involontario, come l’eventuale sviluppo di agenti patogeni.

Questa nella sua crescita esponenziale sta diventando sempre più autonoma anche nel generare propri modelli in autonomia, con conseguenze enormi anche sul piano lavorativo, al riguardo Matt Shumer ha previsto che entro breve tempo molti lavori intellettuali saranno svolti da modelli autonomi avanzati, favoriti in questo dal’auto-miglioramento degli algoritmi.

Vi sono inoltre molti comportamenti inattesi come tentativi di aggirare le istruzioni o individuare o preservare obiettivi autonomi, senza comunque avere una propria coscienza (Terrible empowerment – amplificare capacità pericolose), al riguardo in America vi è una contraddizione di sistema, mentre nelle riunioni pubbliche si lanciano allarmi sulla necessità di mitigare i rischi, in privato si accelera senza preoccuparsi delle conseguenze.

Trump influenzato dalla Silicon Valley, nela lotta per il predominio mondiale nell’alta tecnologia, ha smantellato quel poco di regolamentazione esistente, in contrasto con l’AI-Act europeo, vietando al contempo agli Stati con un ordine esecutivo di intervenire sull’argomento, in termini più estesi sorge il problema dell’uso dell’AI in ambito militare nelle armi a guida autonoma come in ambito politico nella schedatura di massa, vi è attualmente negli USA in politica un narcisismo che impedisce di capire gli altri nel sogno di imporre il proprio modello ipertecnologico (Lavazza A., L’IA corre e adesso fa davvero paura “C’è bisogno urgente di regolare”, Avvenire 22/2/2026).

In questo i giganti del software stanno creando sistemi di formazione privati e autonomi adatti ai propri ecosistemi, senza dubbi, un “egemonia pedagogica” che viene ad escludere le università pubbliche, dove gli allievi vengono formati in ambienti chiusi adatti al modello aziendale.

L’Accademy di Open AI ha effettuato un ulteriore salto arrivando a certificare le competenze acquisite in modo da poterle spendere sul mercato digitale, inoltre vi è la volontà di estendere l’automazione il più possibile attraverso corsi gratuiti di base, si rischia in tal modo di cedere ai privati non solo il controllo dei dati ma anche del modello formativo che viene così adattato senza critica ai propri interessi.

Occorerebbe quindi sganciarsi dal modello USA, inserendo gli aspetti più propriamente umanistici relativi alle conseguenze emergenti a seguito delle analisi sulle eventuali distorsioni del modello stesso, per questo sarebbe opportuno sviluppare un modello europeo autonomo, in particolare sui problemi della gestione dei diritti della persona (art. 2 Cost.) a seguito delle possibili manipolazioni algoritmiche su cui necessita un controllo, magari da parte delle Università pubbliche indipendenti, in particolare per le libertà di espressioni in uno spazio pubblico digitale, nonché l’aspetto della persona umana e della sua dignità nel corso del tempo (dinamicità) in relazione ai diritti inviolabili (Imeneo D., L’università del futuro è (solo) privata, il piano di Open AI e delle Big Tech, Avvenire 20/2/2026.

La proliferazione degli algoritmi crea una nuova forma di potere sulla persona:Trasforma la persona in un insieme di dati e probabilità comportamentali; Queste creano gli ambienti di vita del futuro e filtrano comportamenti e parole, creando consenso ed esclusioni; Si crea una solidarietà algoritmica considerando le problematiche lavorative.

L’Europa con l’Ai Act prova ad inserire limiti e garanzie con la valutazione dell’operato, quale alternativa alla sola efficienza economica e capacità tecnologica competitiva, l’art. 2 Cost. pone quindi il problema della tutela della personalità contro la sola efficienza algoritmica, un argine umanistico alla totale riduzione alla sola tecnica.

Infatti recentemente si sono create piattaforme riservate (Molt Book) ai soli agenti AI che agiscono sui loro p.c. senza l’intervento degli umani, ossia su canali di comunicazione reali con il rischio di danni reali nel mondo reale a seguito di una possibile difficoltà nel separare le cose “reali” dagli aspetti interpretati dall’AI..

Altro problema sono gli “data center”, colonna portante dell’economia digitale, elementi critici della corsa globale dell’AI, dove necessitano enormi consumi di energia ed acqua per il loro raffreddamento, basti considerare che dieci “data center” equivalgono per consumo di energia a un reattore nucleare a pieno regime di 100 mega-watt.

A differenza del modello USA che cresce in fretta puntando esclusivamente sull’efficienza tecnica, in Europa si punta su durata, sostenibilità di filiera e integrazione urbana, a tal fine si è dato vita al Tech Europe Foundation (TEF) programma per sostenere il trasferimento tecnologico dale università e spingere gli investimenti in tecnologie di frontiera (deep tech), in Italia nel 2025 sono stati movimentati investimenti per 269 milioni di euro, Poli Hub del Politecnico di Milano e Bocconi for Innovation (BAI).

Attualmente la più grande concentrazione di “data center” è nella Virginia del Nord a cui la Cina, dimentica della millenaria prudenza confuciana, tenta il sorpasso, in Europa le sedi degli hub sono Francoforte, Amburgo, Parigi, Dublino (FLAP +D),

nuove sedi Milano e Bergamo.



sabato 31 gennaio 2026

INFOCESVAM N.6 DEL 2025 Novembre e Dicembre 2025

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO XII, 71/72/, N. 6, Novembre - Dicembre 2025, 1 Gennaio 2026

XII/6/1076 La decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 6 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1076 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XII/6/1076 – Nel Mese di ottobre 2025 è stata inviata la richiesta al Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro la lista dei progetti di previsto sviluppo dal parte del CESVAM – Istituto del Nastro Azzurro. Nello scorso numero di INFOCESVAM sono stati indicati dei dodici presentati, i titoli di dieci progetti. In questo numero si indicano i rimanenti,

XII/6/1077 – www. valoremilitare.blogspot.com. Nel primo semestre del 2025 si sono avuti oltre 58.000 contatti in sei mesi, con i mesi di maggio e giugno veramente anomali con oltre 19.000 contatti mensili. Nel II semestre 2025, in sei mesi, 28.000. La media mensile è di circa 7000 contatti, un dato lusinghiero. Mese di novembre 3177, mese di dicembre 8815.

XII/6/1078 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (Gli Schort Video) sono trasmessi ogni lunedì, (ore 08.00).  Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.

XII/6/1079 –“Progetto 2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Progetto Presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1080 – Il Master di 1° Liv. in “Storia Militare Contemporanea. Dal 1976 a oggi, ha un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 14 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 47% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 2 frequentatori.

XII/6/1081 - Progetto 2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze, che peraltro, dovrebbe essere incrementata.

XII/6/1082 - www. storiamilitare.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 3177, nel mese di dicembre 3107, per un totale dalla apertura del blog di 144456 contatti.

XII/6/1083 - Volume Serie Università. Alessia Biasiolo. “La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione industriale italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta Bozza n. 2 e Bozza 3 per l’inserimento della iconografia.

XII/6/1084 – Progetto 2026/11. “Altius Tendo” Storia del 3° Reggimento Alpini dalle orgini ad oggi. Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1085 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Long Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (I Long Video) sono trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00).  Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.

XII/6/1086 - www.uniformologia.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 2353, nel mese di dicembre 803, per un totale dalla apertura del blog di 134148 contatti.

XII/6/1087 Il Master di 1° Liv. in “Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi”ha un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 13 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 23% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 3 frequentatori.

XII/6/1088-www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 495, nel mese di dicembre 1458, per un totale dalla apertura del blog di 59075 contatti.

XII/6/1089 -  Storia del Nastro Azzurro. Labari. Sulla base dell’Ordinamento del 1981, si è avviata una ricerca delle Sezione Gruppi chiusi per individuare se ancora esistono o meno le loro insegne, ovvero i Labari e i Gagliardetti. Al momento le aree di ricerca sono nelle Marche e in Liguria,

XII/6/1082 - www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 459, nel mese di dicembre 1384, per un totale dalla apertura del blog di 86145 contatti.

XII/6/1090 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Materiali per la Storia del Nastro Azzurro Schort Video. Dal mese di Gennaio 2026, ogni mese, a cadenza settimanale, saranno pubblicati 4 Schort Video dedicato ad una fonte o materica o documentale riferita all’Istituto del Nastro Azzurro. al fine di avere materiali per una eventuale stesura, come detto, di una storia dell’Istituto. Uscita ogni sabato, ore 08.00.

XII/6/1091 - Il Master di 1° Liv. in “Terrorismo ed Antiterrorismo” ha  un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 116 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 22% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 10 frequentatori.

XII/6/1092 -www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 1740,, nel mese di dicembre 1472 , per un totale dalla apertura del blog di 49876 contatti.

XII/6/1093 – I progetti presentati al Ministro della Difesa – Gabinetto del Ministro hanno come autori i seguenti: Massimo Coltrinari, Giovanni Riccardo Baldelli, Antonio Vittiglio, Monica Apostoli, Giorgio Madeddu, Osvaldo Biribicchi, Manuel Vignola, Antonio Daniele, Massimo Dionisi, Davide Corona, Luigi di Santo.

XII/6/1094  -www.atlanteamerica.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 1059,, nel mese di dicembre 1957 , per un totale dalla apertura del blog di 46870 contatti.

XII/6/1095 - La edizione il CESVAM Report 2021 – 2025. È disponibile. Tale Report è in distribuzione anche nella versione pdf. Questo è il III Report del CESVA, dopo quello del 2014- 2019 e 2019-2021.

XII/6/1096 - Sito del Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org riporta fino al 31 dicembre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti di Valore che si sono avuto nel passato.

XII/6/1097 – Progetto 2026/10. Gli “Alpini” nella Guerra di Liberazione 1943 -1945. . Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1098 _ Blog Geografici. La visione totale degli accessi di questo gruppo di Blog fa emergere che i contatti  sono in media oltre il 1500/2000 mese, tranne  per Italia, che è di 382, che peraltro è il massimo avuto dalla apertura., e le Terre Polari, che si attesta sui 880 accessi.

XII/6/1099 -– Progetto 2025/1. Eccidi in Toscana. Cav.Stefano Mangiavacchi sta controllando  la lista degli Eccidi da 2 a 9  Vittima. Da 10 a 49 Vittime, nelle 10 provincie toscana; data e luogo

XII/6/1100 - Prossimo INFOCESVAM (gennaio -febbraio) sarà pubblicato il 1 marzo 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

lunedì 19 gennaio 2026

pER UNA LETTURA ANTROPOLOGICA DEI CONFLITTI

 

Sergio Benedetto Sabetta

 

            Con la rivoluzione industriale si ha la nascita dell’homo oeconomicus, dove guadagno e profitto diventano centrali nell’economia, il mercato nell’espandersi viene a coinvolgere tutta la società con il passaggio dal valore di uso al valore di scambio, ossia al prevalere del guadagno quale motivazione nella produzione con il fine ultimo dell’accumulo.

            Una volta avvenuto il passaggio il meccanismo non si ferma più necessitando la politica per regolarne il funzionamento, il mercato autoregolato genera proprie istituzioni il cui motivo centrale è il guadagno premiando una visione individualista fondata sull’Ego, al contrario nelle società primitive il singolo vale solo come comunità, nella mancanza della produttività si tende a non depauperare l’ambiente quindi non si premia chi è eccessivo per la sostenibilità, si crea la tendenza alla frugalità.

            L’introduzione delle macchine trasformano il mercato semplice in mercato autoregolato con proprie istituzioni, si introduce il principio del consumismo per sostenere la produzione crescente, esso assorbe tutto quello che serve alla produzione che una volta inserito nel ciclo produttivo non ne può uscire, necessita quindi la politica per riequilibrare l’eccesso.

            Nella massimizzazione dei benefici economici non vi è un rapporto con gli altri in termini di status ma è del tutto individuale (formativisti) , all’homo simbolicus proprio delle società preindustriali, dove il posizionamento ossia lo status sociale è dato dal prestigio (sostantivisti), si sostituisce l’homo oeconomicus.

            Occorre distinguere tra il principio e il modello, il primo è una logica nell’individuare le forme di integrazione economica dello scambio, il secondo è la forma concreta che assume il principio, ossia le strutture sociali e spaziali empiricamente osservabili.

            Antropologicamente l’economia si fonda su tre principi, la “reciprocità”, ossia su un sistema di doni differiti nel tempo, questo implica la fiducia, la “redistribuzione”, la quale presuppone un centro gerarchico, ossia una centricità, infine lo “scambio di mercato”. La reciprocità comporta l’esistere di una simmetria delle relazioni sociali ma in questa, come nello scambio di mercato, interviene la variabile tempo.

            La concezione del tempo per gli esseri umani è diversa nelle varie epoche e categorie, mentre gli animali sono preordinati nel genere umano la concezione temporale deve essere introitata, i comportamenti culturali che vengono progressivamente acquisiti una volta introitati diventano naturali, con la produzione industriale nasce la sincronizzazione del tempo al fine di adattarsi al funzionamento delle macchine, da questo il modello di standardizzazione del tempo si stende a tutto il vivere quotidiano, attualmente con il ritorno del risultato in rapporto al compito e non all’unità di produzione il tempo perde parte della rigidità acquisita.

            La reciprocità comporta una intera classe di scambi non coerenti nel gruppo, questo conduce a creare il confine tra un Noi e un Loro con relazioni differenti da instaurare, dove ingannare nel commercio o scambio all’interno (Noi) è riprovevole, mentre tale comportamento all’esterno (Loro) è prestigioso, nella redistribuzione si ha un ulteriore passaggio quale conseguenza ello scambio dei beni in una struttura gerarchica, la creazione ideologica della Società.

            Nella società preindustriale ogni atto di consumo è sacrificale tanto agli dei che a Dio, nella società industriale e post-industriale lo shopping quale atto sacrificale avviene in funzione dell’altro, ma la morte di Dio e degli dei scioglie il senso della comunità.

            I greci avevano capito che noi siamo costituzionalmente incompleti, interviene pertanto la techne (tecnica) quale fuoco donato da Prometeo, dove il logos ha ragione della tragedia, ma il classico è antieconomico in quanto non produce e induce libertà nel favorire il pensiero critico.

            Gli animali possiedono modelli di azione rigidi e precisi (istinto), gli esseri umani sono più flessibili mediante la cultura, un vantaggio nei mutamenti ambientali, ma la cultura attiva anche condizioni identitarie che a loro volta incidono sulle performance e la percezione, ma la tecnica non può sostituire il concetto divino quale ente spirituale, la dimensione simbolica del divino nel suo legittimare il potere (costruttivismo) non deve essere slegata dal biologico, ossia il reale, con la conseguente perdita dello spirituale quale risultato ultimo della secolarizzazione.

            Il potere non è solo politica ma è anche nel biologico quale necessità del coordinamento, tra i vincoli cognitivi incorporati vi è l’altro   che si affianca ai restanti vincoli cognitivi universali costituiti dal gioco, dalla persona, dall’ebrezza, dall’essere potenti, dall’eros e da thanatos, l’altro è la prima condizione per definire chi siamo, senza alterità non c’è identità e senza identità non c’è società.

            L’altro è necessario per definire il Noi collettivo, ossia la società, il corpo sente l’alterità, la mente organizza l’alterità, la cultura definisce l’alterità, la politica gestisce l’alterità, la storia incorpora l’alterità, l’economia sfrutta l’alterità (Vereni).

            Il rituale è necessario a coordinare la cooperazione, si può distinguere per i piccoli gruppi, immaginifico, o per i grandi gruppi nei quali rientrano gli stati o la burocrazia, rutinario o dottrinale, correttamente realizzato ossia formale, le sensazioni forti che dovrebbero nascere con i rituali creano coesione nel gruppo, senza che vi sia la necessità di una reale comprensione (dalla ritualità opaca alla opacità causale).

            Il rito è inteso come integrazione e non solo come compressione al fine del potere mentre con l’immaginifico la necessità di immaginare provoca fratture nella società con possibili eresie, il dottrinale allarga la comunità e la consolida, emerge con l’industrializzazione il nazionalismo come elemento unificatore, anche linguistico, che permette lo spostamento delle masse necessarie alla produzione secondo l’innovazione tecnologica.

            Nella seconda metà del ‘900 il concetto di progresso è entrato in crisi, sebbene con l’IA sia stato ripreso non è comunque sicuro, essendo in atto una crisi ambientale e ancora il ricordo della “soluzione finale”, riducendosi pertanto alla semplice tecnica quale potenza e alla sempre più sfocata idea messianica propria degi USA, il progresso diventa quindi semplice strumento di descrizione a cui subentra l’idea di decadenza.

            Viene meno nella sinistra la certezza dell’implosione capitalistica ma rifacendosi ad Hegel si afferma contro l’Illuminismo che la realtà non è obbligatoriamente razionale, nasce la paura del potere (cratofobia), l’homo oeconomicus diviene homo strategicus, individuo razionale fondato sull’interesse, subentra una cecità profonda delle dinamiche sociali, non si riesce più a scorgere nel potere l’ambiguità di fondo dove ad un potere fondato sulla forza si contrappone un potere fondato sul prestigio che aggrega a cui si affianca un potere di cura (es. madre figlio), la stessa sacralizzazione del potere nel rafforzarlo può portare alla sua limitazione dovendo ritualizzarlo.

            Prendersi cura è adattivo essendo proprio dei mammiferi, così che la leadership può assumere la funzione di tutela in presenza di una massa critica di cooperatori tale da potersi affermare contro i predatori, se questi ultimi superano la quota del 7-8% cessa la cooperazione con il crollo dell’efficienza del gruppo, ecco la necessità dell’aspetto punitivo e dell’ostracismo, tenendo presente che siamo animali imitativi attivati socialmente.

            Emerge chiaramente per l’Italia la necessità di una strategia che impedisca l’affermazione della categoria dei predatori tanto a livello sociale che industriale, al fine di salvare la coesione interna, questo sia all’interno che verso l’esterno, altrettanto a livello internazionale, dove l’economia nella sua assolutizzazione conduce al prevalere degli aspetti predatori, con una catena di conflitti intrecciati tra loro.

Bibliografia

·        Polanyi K., La grande trasformazione. Le origine economiche e politiche della nostra epoca, Einaudi 2010;

·        Mounk Y. , La trappola identitaria. Una storia di potere e di idee nel nostro tempo, Feltrinelli 2024;

·        Remotti F., Prima lezione di antropologia, Laterza 2000;

·                      Vereni P., Perché l’antropologia ci aiuta a fare politica (e vivere meglio), Castelvecchi 2021;

·        Vereni P., La ninfa e lo scoglio. Riflessioni sul senso dell’antropologia culturale, Universitalia 2023.

           

mercoledì 31 dicembre 2025

Volume Monte Marrone 1944 Documento

 

Allegato 40

COMANDO I RAGGRUPPAMENTO MOTORIZZATO

UFFICIO CAPO S. M. - Sez OPERAZIONI

Segreto-urgente N. 289 di prot. Op 19 febbraio 1944

Oggetto: Sistemazione difensiva settore Castelnuovo-Rocchetta Carta: 1: 50.000.



Al Comando 68° Rgt. Fanteria

Al Comando 4º Rgt Bersaglieri

Al Comando CLXXXV Btg. Paracaduti

Al Comando 1 Big. Arditi

Al Comando V Brg Controcarro

Al Comando 11° Rgt Artiglieria

e. per conoscenza

Al Comando a Divisione Marocchina – Raggruppamento Nord

Al Comando Fanteria divisionale

Al Comando LI Brg Misto Genio

Seguito e conferma ordini verbali:

1. Situazione nemica: a parte.

2. Situazione nostra:

Raggruppamento in linea nel quadro di:

  • 5ª armata americana;

  • CEF;

  • Raggruppamento nord 2ª divisione marocchina (Generale Guillaume – Posto comando Selvone);

  • schieramento all'estrema ala destra delle unità sopra indicate, in contatto con l'ala sinistra dell'8ª armata inglese (3ª divisione polacca).


3. Missione: temporaneamente difensiva nel settore delimitato:

  • a destra: Colle Jannini (incluso)-Pizzone (escluso)-Castel S. Vincenzo (escluso)- Masseria Petrone (esclusa)-(limite destro del settore della 5ª armata):

  • a sinistra: M. Mare-M. Marrone-Mass. Coia (località inclusa) con compito difensivo.


4. - Schieramento:

a) 68° rgt. fanteria in linea, rinforzato da V btg. controcarro, btg, arditi « Boschetti ».

IV gruppo 11° artiglieria schierato a Colle Papa in appoggio diretto;

b) CLXXXV btg. paracadutisti « arditi Nembo » a Rocchetta Nuova in riserva di settore (dipendenza diretta da questo comando);

c) 4º rgt. bersaglieri in approntamento a Fornelli e a Montaquila;

d) 11° rgt. artiglieria (meno il IV gr.) impiegato nell'intero settore della 2ª divisione marocchina secondo ordini direttamente ricevuti.


5. - Direttive generali per la difesa del settore:

a) due sottosettori di battaglione rispettivamente fra M. Marrone e M. Castelnuovo e fra M. Castelnuovo e M. Rocchetta;


b) posizione di resistenza:

  • nel sottosettore di sinistra: Colle Rotondo-Castelnuovo (abitato);

  • nel sottosettore di destra: barra di Colle Jardini;

c) garanzia di possesso dell'osservatorio di q. 1.250 di M. Castelnuovo a saldatura dei due sottosettori;

d) robusto collegamento materiale:

  • con le unità polacche sulla destra (Castel S. Vincenzo);

  • con le unità marocchine sulla sinistra (q. 1.180 di M. Marrone).


In particolare:

  • in Castel S. Vincenzo: schieramento di armi pesanti organizzato a caposaldo col compito di battere di fianco forze nemiche eventualmente attaccanti in direzione di Colle Jardini,

  • a q. 1.180: un pl. bersaglieri a saldatura fra l'occupazione italiana di Colle Rotondo e l'occupazione marocchina di q. 1.478 delle Mainarde (ordini dettagliati a parte);

e) btg. arditi in riserva a Scapoli col compito di: alimentare un attivo pattugliamento la sicurezza nel triangolo S. Michele a Foce-M. S. Michele-Colle Alto;

f) 56ª cp. controcarro (V battaglione) schierata a Ponte Rotto a sbarramento delle provenienze da Alfedena ed Atina;

g) comando delle truppe in linea (comando 68° rgt. ftr, a Scapoli).

Previsto che il comando raggruppamento si sposti prossimamente a Colli.

6. - Attendo non appena possibile (comunque non oltre il 21 corrente mese) dal comando 58° rgt. fanteria lucido dettagliato degli schieramenti effettuati e del piano dei fuochi.



Il Generale comandante

UMBERTO UTILI

venerdì 19 dicembre 2025

Centro Studi sul Valore Militare CESVAM

 


Francesco Vettori

Il Motto rappresenta la sintesi delle consistenza e profilo di ogni organizzazione. Nelle sue caratteristiche deve avere quella della sinteticità e del profondo significato.

Il CESVAM ha inteso adottare il seguente motto

“L’aver inteso, senza lo ritener, non fa scienza”

Come noto, il passo è in Dante, Paradiso, V., Versi 41-42, non nelle esatta sequenza come qui presentata ed adottata, che ha assunto una sua valenza ulteriore in quanto citato il passo da Machiavelli, nell’esilio all’Albergaccio, presso San Cascano,  momento chiave e qualificante della vita del grande fiorentino. Sono i momenti della nascita del “Principe”, opera fondamento della Scienza Politica moderna,  che trova il suo annuncio nella ancor più nota “Lettera a Francesco Vettori” del 10 dicembre 1513.

Pessimismo e fortuna, lontananza dalla politica,  l”’ingaglioffamento”  il colloquio con i classici ed  la “ verità effettuale della cosa” sono i passaggi chiave della Lettera all’Ambasciatore ed amico che è può essere adottato anche come programma che vale la pena di seguire.

L’alternanza di “ingaglioffarsi” e di indossare i “panni curiali” sono i cardini di un atteggiamento che dovrebbe permettere ad ogni componente del CESVAM di attuare in modo pratico il motto sopra indicato.

La ricerca, lo studio, l’impegno, non ha alcun senso e tutto in breve verrebbe dimenticato, se non viene fissato nella memoria, nello scritto, nell’elaborato. Facendo questo si fa “scienza” si costruisce e si fa “sapere”, che è la finalità ultima del CESVAM, che è in finale rimane e deve essere sempre un Centro Studi. In questa sequenza, che è il programma adottato si racchiudono i comportamenti di relazione in un affinamento per step successivi che rappresentano le regole di partecipazione al CESVAM.


(massimo Coltrinari)