Atto Costitutivo e Statuto della Associazione

L'Atto Costitutivo, lo Statuto della Associazione, la Scheda di Adesione sono pubblicati sotto la data del 2 febbraio 2013 di questo Blog

Per la traduzione dall'Italiano in altre lingue e viceversa, utilizzare "Traduttore" situato alla fine della pagina del blog

sabato 31 gennaio 2026

INFOCESVAM N.6 DEL 2025 Novembre e Dicembre 2025

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

____________________________________________________________________

ANNO XII, 71/72/, N. 6, Novembre - Dicembre 2025, 1 Gennaio 2026

XII/6/1076 La decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 6 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1076 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XII/6/1076 – Nel Mese di ottobre 2025 è stata inviata la richiesta al Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro la lista dei progetti di previsto sviluppo dal parte del CESVAM – Istituto del Nastro Azzurro. Nello scorso numero di INFOCESVAM sono stati indicati dei dodici presentati, i titoli di dieci progetti. In questo numero si indicano i rimanenti,

XII/6/1077 – www. valoremilitare.blogspot.com. Nel primo semestre del 2025 si sono avuti oltre 58.000 contatti in sei mesi, con i mesi di maggio e giugno veramente anomali con oltre 19.000 contatti mensili. Nel II semestre 2025, in sei mesi, 28.000. La media mensile è di circa 7000 contatti, un dato lusinghiero. Mese di novembre 3177, mese di dicembre 8815.

XII/6/1078 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (Gli Schort Video) sono trasmessi ogni lunedì, (ore 08.00).  Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.

XII/6/1079 –“Progetto 2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Progetto Presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1080 – Il Master di 1° Liv. in “Storia Militare Contemporanea. Dal 1976 a oggi, ha un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 14 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 47% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 2 frequentatori.

XII/6/1081 - Progetto 2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze, che peraltro, dovrebbe essere incrementata.

XII/6/1082 - www. storiamilitare.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 3177, nel mese di dicembre 3107, per un totale dalla apertura del blog di 144456 contatti.

XII/6/1083 - Volume Serie Università. Alessia Biasiolo. “La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione industriale italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta Bozza n. 2 e Bozza 3 per l’inserimento della iconografia.

XII/6/1084 – Progetto 2026/11. “Altius Tendo” Storia del 3° Reggimento Alpini dalle orgini ad oggi. Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1085 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Long Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (I Long Video) sono trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00).  Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.

XII/6/1086 - www.uniformologia.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 2353, nel mese di dicembre 803, per un totale dalla apertura del blog di 134148 contatti.

XII/6/1087 Il Master di 1° Liv. in “Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi”ha un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 13 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 23% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 3 frequentatori.

XII/6/1088-www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 495, nel mese di dicembre 1458, per un totale dalla apertura del blog di 59075 contatti.

XII/6/1089 -  Storia del Nastro Azzurro. Labari. Sulla base dell’Ordinamento del 1981, si è avviata una ricerca delle Sezione Gruppi chiusi per individuare se ancora esistono o meno le loro insegne, ovvero i Labari e i Gagliardetti. Al momento le aree di ricerca sono nelle Marche e in Liguria,

XII/6/1082 - www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 459, nel mese di dicembre 1384, per un totale dalla apertura del blog di 86145 contatti.

XII/6/1090 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Materiali per la Storia del Nastro Azzurro Schort Video. Dal mese di Gennaio 2026, ogni mese, a cadenza settimanale, saranno pubblicati 4 Schort Video dedicato ad una fonte o materica o documentale riferita all’Istituto del Nastro Azzurro. al fine di avere materiali per una eventuale stesura, come detto, di una storia dell’Istituto. Uscita ogni sabato, ore 08.00.

XII/6/1091 - Il Master di 1° Liv. in “Terrorismo ed Antiterrorismo” ha  un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 116 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 22% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 10 frequentatori.

XII/6/1092 -www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 1740,, nel mese di dicembre 1472 , per un totale dalla apertura del blog di 49876 contatti.

XII/6/1093 – I progetti presentati al Ministro della Difesa – Gabinetto del Ministro hanno come autori i seguenti: Massimo Coltrinari, Giovanni Riccardo Baldelli, Antonio Vittiglio, Monica Apostoli, Giorgio Madeddu, Osvaldo Biribicchi, Manuel Vignola, Antonio Daniele, Massimo Dionisi, Davide Corona, Luigi di Santo.

XII/6/1094  -www.atlanteamerica.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 1059,, nel mese di dicembre 1957 , per un totale dalla apertura del blog di 46870 contatti.

XII/6/1095 - La edizione il CESVAM Report 2021 – 2025. È disponibile. Tale Report è in distribuzione anche nella versione pdf. Questo è il III Report del CESVA, dopo quello del 2014- 2019 e 2019-2021.

XII/6/1096 - Sito del Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org riporta fino al 31 dicembre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti di Valore che si sono avuto nel passato.

XII/6/1097 – Progetto 2026/10. Gli “Alpini” nella Guerra di Liberazione 1943 -1945. . Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1098 _ Blog Geografici. La visione totale degli accessi di questo gruppo di Blog fa emergere che i contatti  sono in media oltre il 1500/2000 mese, tranne  per Italia, che è di 382, che peraltro è il massimo avuto dalla apertura., e le Terre Polari, che si attesta sui 880 accessi.

XII/6/1099 -– Progetto 2025/1. Eccidi in Toscana. Cav.Stefano Mangiavacchi sta controllando  la lista degli Eccidi da 2 a 9  Vittima. Da 10 a 49 Vittime, nelle 10 provincie toscana; data e luogo

XII/6/1100 - Prossimo INFOCESVAM (gennaio -febbraio) sarà pubblicato il 1 marzo 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

lunedì 19 gennaio 2026

pER UNA LETTURA ANTROPOLOGICA DEI CONFLITTI

 

Sergio Benedetto Sabetta

 

            Con la rivoluzione industriale si ha la nascita dell’homo oeconomicus, dove guadagno e profitto diventano centrali nell’economia, il mercato nell’espandersi viene a coinvolgere tutta la società con il passaggio dal valore di uso al valore di scambio, ossia al prevalere del guadagno quale motivazione nella produzione con il fine ultimo dell’accumulo.

            Una volta avvenuto il passaggio il meccanismo non si ferma più necessitando la politica per regolarne il funzionamento, il mercato autoregolato genera proprie istituzioni il cui motivo centrale è il guadagno premiando una visione individualista fondata sull’Ego, al contrario nelle società primitive il singolo vale solo come comunità, nella mancanza della produttività si tende a non depauperare l’ambiente quindi non si premia chi è eccessivo per la sostenibilità, si crea la tendenza alla frugalità.

            L’introduzione delle macchine trasformano il mercato semplice in mercato autoregolato con proprie istituzioni, si introduce il principio del consumismo per sostenere la produzione crescente, esso assorbe tutto quello che serve alla produzione che una volta inserito nel ciclo produttivo non ne può uscire, necessita quindi la politica per riequilibrare l’eccesso.

            Nella massimizzazione dei benefici economici non vi è un rapporto con gli altri in termini di status ma è del tutto individuale (formativisti) , all’homo simbolicus proprio delle società preindustriali, dove il posizionamento ossia lo status sociale è dato dal prestigio (sostantivisti), si sostituisce l’homo oeconomicus.

            Occorre distinguere tra il principio e il modello, il primo è una logica nell’individuare le forme di integrazione economica dello scambio, il secondo è la forma concreta che assume il principio, ossia le strutture sociali e spaziali empiricamente osservabili.

            Antropologicamente l’economia si fonda su tre principi, la “reciprocità”, ossia su un sistema di doni differiti nel tempo, questo implica la fiducia, la “redistribuzione”, la quale presuppone un centro gerarchico, ossia una centricità, infine lo “scambio di mercato”. La reciprocità comporta l’esistere di una simmetria delle relazioni sociali ma in questa, come nello scambio di mercato, interviene la variabile tempo.

            La concezione del tempo per gli esseri umani è diversa nelle varie epoche e categorie, mentre gli animali sono preordinati nel genere umano la concezione temporale deve essere introitata, i comportamenti culturali che vengono progressivamente acquisiti una volta introitati diventano naturali, con la produzione industriale nasce la sincronizzazione del tempo al fine di adattarsi al funzionamento delle macchine, da questo il modello di standardizzazione del tempo si stende a tutto il vivere quotidiano, attualmente con il ritorno del risultato in rapporto al compito e non all’unità di produzione il tempo perde parte della rigidità acquisita.

            La reciprocità comporta una intera classe di scambi non coerenti nel gruppo, questo conduce a creare il confine tra un Noi e un Loro con relazioni differenti da instaurare, dove ingannare nel commercio o scambio all’interno (Noi) è riprovevole, mentre tale comportamento all’esterno (Loro) è prestigioso, nella redistribuzione si ha un ulteriore passaggio quale conseguenza ello scambio dei beni in una struttura gerarchica, la creazione ideologica della Società.

            Nella società preindustriale ogni atto di consumo è sacrificale tanto agli dei che a Dio, nella società industriale e post-industriale lo shopping quale atto sacrificale avviene in funzione dell’altro, ma la morte di Dio e degli dei scioglie il senso della comunità.

            I greci avevano capito che noi siamo costituzionalmente incompleti, interviene pertanto la techne (tecnica) quale fuoco donato da Prometeo, dove il logos ha ragione della tragedia, ma il classico è antieconomico in quanto non produce e induce libertà nel favorire il pensiero critico.

            Gli animali possiedono modelli di azione rigidi e precisi (istinto), gli esseri umani sono più flessibili mediante la cultura, un vantaggio nei mutamenti ambientali, ma la cultura attiva anche condizioni identitarie che a loro volta incidono sulle performance e la percezione, ma la tecnica non può sostituire il concetto divino quale ente spirituale, la dimensione simbolica del divino nel suo legittimare il potere (costruttivismo) non deve essere slegata dal biologico, ossia il reale, con la conseguente perdita dello spirituale quale risultato ultimo della secolarizzazione.

            Il potere non è solo politica ma è anche nel biologico quale necessità del coordinamento, tra i vincoli cognitivi incorporati vi è l’altro   che si affianca ai restanti vincoli cognitivi universali costituiti dal gioco, dalla persona, dall’ebrezza, dall’essere potenti, dall’eros e da thanatos, l’altro è la prima condizione per definire chi siamo, senza alterità non c’è identità e senza identità non c’è società.

            L’altro è necessario per definire il Noi collettivo, ossia la società, il corpo sente l’alterità, la mente organizza l’alterità, la cultura definisce l’alterità, la politica gestisce l’alterità, la storia incorpora l’alterità, l’economia sfrutta l’alterità (Vereni).

            Il rituale è necessario a coordinare la cooperazione, si può distinguere per i piccoli gruppi, immaginifico, o per i grandi gruppi nei quali rientrano gli stati o la burocrazia, rutinario o dottrinale, correttamente realizzato ossia formale, le sensazioni forti che dovrebbero nascere con i rituali creano coesione nel gruppo, senza che vi sia la necessità di una reale comprensione (dalla ritualità opaca alla opacità causale).

            Il rito è inteso come integrazione e non solo come compressione al fine del potere mentre con l’immaginifico la necessità di immaginare provoca fratture nella società con possibili eresie, il dottrinale allarga la comunità e la consolida, emerge con l’industrializzazione il nazionalismo come elemento unificatore, anche linguistico, che permette lo spostamento delle masse necessarie alla produzione secondo l’innovazione tecnologica.

            Nella seconda metà del ‘900 il concetto di progresso è entrato in crisi, sebbene con l’IA sia stato ripreso non è comunque sicuro, essendo in atto una crisi ambientale e ancora il ricordo della “soluzione finale”, riducendosi pertanto alla semplice tecnica quale potenza e alla sempre più sfocata idea messianica propria degi USA, il progresso diventa quindi semplice strumento di descrizione a cui subentra l’idea di decadenza.

            Viene meno nella sinistra la certezza dell’implosione capitalistica ma rifacendosi ad Hegel si afferma contro l’Illuminismo che la realtà non è obbligatoriamente razionale, nasce la paura del potere (cratofobia), l’homo oeconomicus diviene homo strategicus, individuo razionale fondato sull’interesse, subentra una cecità profonda delle dinamiche sociali, non si riesce più a scorgere nel potere l’ambiguità di fondo dove ad un potere fondato sulla forza si contrappone un potere fondato sul prestigio che aggrega a cui si affianca un potere di cura (es. madre figlio), la stessa sacralizzazione del potere nel rafforzarlo può portare alla sua limitazione dovendo ritualizzarlo.

            Prendersi cura è adattivo essendo proprio dei mammiferi, così che la leadership può assumere la funzione di tutela in presenza di una massa critica di cooperatori tale da potersi affermare contro i predatori, se questi ultimi superano la quota del 7-8% cessa la cooperazione con il crollo dell’efficienza del gruppo, ecco la necessità dell’aspetto punitivo e dell’ostracismo, tenendo presente che siamo animali imitativi attivati socialmente.

            Emerge chiaramente per l’Italia la necessità di una strategia che impedisca l’affermazione della categoria dei predatori tanto a livello sociale che industriale, al fine di salvare la coesione interna, questo sia all’interno che verso l’esterno, altrettanto a livello internazionale, dove l’economia nella sua assolutizzazione conduce al prevalere degli aspetti predatori, con una catena di conflitti intrecciati tra loro.

Bibliografia

·        Polanyi K., La grande trasformazione. Le origine economiche e politiche della nostra epoca, Einaudi 2010;

·        Mounk Y. , La trappola identitaria. Una storia di potere e di idee nel nostro tempo, Feltrinelli 2024;

·        Remotti F., Prima lezione di antropologia, Laterza 2000;

·                      Vereni P., Perché l’antropologia ci aiuta a fare politica (e vivere meglio), Castelvecchi 2021;

·        Vereni P., La ninfa e lo scoglio. Riflessioni sul senso dell’antropologia culturale, Universitalia 2023.