Atto Costitutivo e Statuto della Associazione

L'Atto Costitutivo, lo Statuto della Associazione, la Scheda di Adesione sono pubblicati sotto la data del 2 febbraio 2013 di questo Blog

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giovedì 22 maggio 2014

Passeggiata al Gianicolo: Sabato 24 maggio 2014 ore 9,30



SECONDO APPUNTAMENTO DI PRIMAVERA PER LA PASSEGGIATA AL GIANICOLO
APPUNTAMENTO PER TUTTI ALLE
 9,30 DI SABATO 24 MAGGIO 2014 
DAVANTI PALAZZO SALVIATI


 PERCORSO INVERSO DELLA PRIMA PASSEGGIATA
 TUTTO AVRa' TERMINE ALLE 12,30

INFORMAZIONI
senioresiasd@libero.it

lunedì 19 maggio 2014

Il Mondo MIlitare e la donna: Brigantesse italiane dell'800.

Sala Caponi Martedi 20 maggio 2014
II Conefrenza nell'ambito del progetto biblioteca

Nota relativa al Brigantaggio


Maria Giovanna Tito, Maria Lucia Dinella, Maria Rosa Marinelli, Filomena Cianciarulo, Reginalda Rosa Cariello, Filomena Di Pote, Marianna Oliverio, Giuseppina Vitale, Arcangela Cotugno, Elisabetta Blasucci, Serafina Ciminelli, Maria Capitanio, Carolina Casale, Giocondina Marino, Teresa Ciminelli, Angela Maria Consiglio, Michelina De Cesare, Maria Maddalena De Lellis detta Padovella, Marianna Petulli: questi i nomi delle più note (non tutte) donne-brigante passate alla storia, le cui biografie (ivi compresa quella di Filomena Pennacchio) sono raccontate nel libro di Maurizio Restivo, "Ritratti di brigantesse" (Lacaita editore, 1997). "Quella delle brigantesse è la storia, come è stato giustamente sottolineato, "al femminile", di un Sud segreto e selvaggio, una storia di rabbia ed amore". Era bellissima. La descrizione più precisa ce l’ha tramandata tal sergente Sista, che la ebbe sott’occhio durante il processo: snella, carnagione olivastra, occhi scintillanti, capelli corvini e ricci, ciglia folte, labbra turgide, profilo greco. Bellissima, corteggiatissima, poverissima. Quella che doveva diventare la Brigantessa dell’Irpinia, una specie di amazzone rusticana temuta quanto amata, al secolo Filomena Pennacchio, nasce il 6 novembre 1841 a Sossio Baronia, distretto di Ariano Irpino, da Giuseppe di professione macellaio e da Vincenza Bucci, entrambi analfabeti. Una famiglia in miseria fonda e Filomena già da piccola comincia a sgobbare, fa la servetta e la ragazza di fatica nella casa di ricchi proprietari terrieri della zona. E’ splendida e in tanti le ronzano intorno, ma l’incontro fatale avviene un giorno di primavera, anno 1861, nella campagna di contrada Civita, dove lei sta lavorando: è quello con Giuseppe Schiavone, il ragazzo di 23 anni che è già un brigante conosciuto in tutta la zona e che si è dato alla macchia per evitare la leva militare. E’ amor fou, il colpo di fulmine: appena pochi mesi, e lei è già fuggita col bandito, dopo aver venduto, per 39 ducati, tutto ciò che possiede, beni e casa compresi, iniziando subito una nuova vita di brigantessa al fianco del suo uomo.
Armi in pugno
A cavallo, vestita da uomo, col fucile a tracolla, Filomena non è solo la donna del bandito - la sua druda, come la chiamano i resoconti della polizia - ma è una guerrigliera in prima persona: partecipa alle razzie, tende imboscate, fa a schioppettate con le guardie piemontesi. Non è solo la donna del capo: bella, coraggiosa, ardita, coraggiosa gli uomini della banda la ammirano e "hanno per lei cura e rispetto inimmaginabili per dei briganti". Ha ventun anni appena compiuti quando mette a segno il suo primo colpo: una spedizione punitiva in un podere di Migliano presso Trevico contro Lucia Cataldo, rea di non aver consegnato a Schiavone il denaro e gli oggetti d’oro che il bandito le aveva ingiunto di devolvere con tanto di biglietto scritto e firmato. Alla testa degli uomini Filomena irrompe, si impossessa di un bue della inadempiente, lo sgozza davanti ai suoi occhi e se ne fugge via, punizione eseguita. Da allora sono tanti i reati legati al suo nome; gli atti processuali ne forniscono un lungo elenco, sequestri, incendi, razzie, aggressioni. Come dice il tribunale di guerra di Avellino che nel 1870 la processerà e condannerà, lei è appunto la Filomena Pennacchio che "associandosi nell’agosto 1862 alla banda comandata dal famigerato capobrigante Giuseppe Schiavone ora fucilato, del quale divenne pure la druda, e col quale pure avrebbe scorso le pubbliche vie e le campagne commettendo crimini e delitti". Mesi cruenti, lei non si tira mai indietro, masserie, case padronali, possidenti patiscono le sue irruzioni, qualche ricco è preso, legato e sequestrato dentro grotte e nascondigli fra i boschi, a scopo di riscatto, pena la vita. Ha imparato a manovrare il fucile, Filomena, e, insieme agli uomini, non si sottrae nemmeno allo scontro coi soldati dell’odiato esercito piemontese. Accade il 4 luglio 1863, in località Sferracavallo, sulla consolare che da Napoli conduce a Campobasso, quando la 1a Compagnia del 45mo fanteria si imbatte nella grossa banda che per l’occasione vede riuniti i briganti di Schiavone, Michele Caruso e Teodoro Ricciardelli, oltre 60 uomini: sul terreno restano dieci soldati, un eccidio. Filomena la Spietata, ma anche la Soccorritrice: narrano che non raramente sfida la sorte per dare conforto, medicare feriti, concedere possibilità di scampo a qualche malcapitato, briganta a suo modo generosa. Affascinante, appassionata, spavalda; corre voce che per lei hanno perso la testa anche altri banditi importanti, per esempio Caruso, Crocco, Ninco Nanco, Donato Tortora; corre voce che lei non è restia a concedere a più d’uno i suoi favori, non è sicuro. E’ sicuro invece che il terribile Schiavone, il capobrigante cui i soldati danno la caccia in tutta la regione e che per lei ha abbandonato l’amante Rosa Giuliani, è perdutamente innamorato della ragazza di Sossio Baronia. Amore e morte, il dramma sta per consumarsi tra i guerriglieri dei boschi. Rosa Giuliani non perdona affatto il tradimento; divorata dalla gelosia per vendetta passa alla delazione: è lei a denunciare al delegato di Candela che "Schiavone, col capobanda Petrelli di Deliceto, e coi briganti Marcello, Rendina e Capuano, si sarebbero nascosti nella masseria Vassallo la notte tra il 25 e il 26 novembre 1864". E’ la fine. I soldati a colpo sicuro piombano sui banditi e li sorprendono tutti e cinque, arrestati vengono tradotti incatenati a Melfi e qui sono fucilati, in località Morticelli, la mattina del 28 novembre.
L’ultimo bacio

Filomena non era con loro la notte dell’agguato: prossima a partorire è infatti nascosta a Melfi, in una casa sicura, quella della levatrice, Angela Battista Prato. Prima di essere passato per le armi, Schiavone (che ha appena 36 anni) chiede e ottiene di poterla vedere per l’ultima volta. "Alla vista della Pennacchio si inginocchiò, le baciò i capelli, le mani, i piedi e chiedendole perdono la strinse fra le sue braccia e le scoccò l’ultimo bacio d’amore". Anche per Filomena è però venuto il momento della resa dei conti e dell’espiazione. Tratta in arresto - ad opera del maggiore Rossi del 29mo Battaglione bersaglieri, dicono le cronache - la temibile brigantessa, rimasta sola, disperata per la morte del suo uomo, imbocca la via del pentitismo, collabora, come si dice; e sono le sue informazioni, dicono le cronache, a permettere la cattura di caporal Agostino (Agostino Sacchietiello) e della sua banda, ivi comprese due brigantesse già sue amiche e socie,Giuseppina Vitale e Maria Giovanna Tito, la donna del "generale" Crocco. Condotta davanti al tribunale di guerra, con sentenza del 30 giugno 1865 Filomena è condannata a venti anni di lavori forzati. Poi ridotti a nove e poi a sette, con regio decreto in data 6 marzo 1870. Da allora, della Brigantessa irpina non si è mai più saputo nulla.

sabato 17 maggio 2014

Collegio MIlitare di Roma - 50° Anniversario della Costituzione


VOLUME DEDICATO AL 50° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL COLLEGIO MILITARE DI ROMA 1883 - 1933
RIPORTA INTERESSANTI FOTO E DOCUMENTAZIONE DELLA COSTRUZIONE DELLA QUARTA ALA DI PALAZZO SALVIATI E FOTO DELLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELLA LAPIDE COMMEMORATIVA ALLA PRESENTA DEL RE VITTORIO EMANUELE III


martedì 13 maggio 2014

Open Hause Roma: due belle giornate a Palazzo Salviati


                              

La "Seniores" ha avuto un ruolo nelle due giornate in cui Palazzo Salviati è stato aperto al pubblico durante  la manifestane Open Hause Roma
 Auro di Falco, della 57sessione Iasd, coadiuvato  da componenti della Segretaria Generale della Associazione, ha svolto il ruolo di Guida per i numerossimi visitatori che si sono succeduti nelle due giornate
 Ad Auro, per i complimenti e apprezzamenti ricevuti, come testimonia il libro delle firme, i complimenti di tutti noi per la sua splendida performonce. 






domenica 4 maggio 2014

Associazione Nazionale Allievi Ex Scuola MIlitare Nunziatella



Sono state avviate proficue intese con l'Associazione Nazionale Ex Allievi della Nunziatella che ha la sua sede a Palazzo Salviati. Intese che hanno permesso di prendere visione di interessanti materiali sulla storia del Collegio Militare che ha avuto sede a Palazza Salviati dal 1883 al 1943.

domenica 13 aprile 2014

Visita al Gianicolo. 12 aprile 2014. Colomba Antonietti, l'unica donna rappresentata al Gianicolo, Fontanone. Il Ritorno

 
Dal Piazzale Garibaldi, descrivendo alcuni protagonisti e la Storia di Richetto,
ci si avvia verso il Fontanone e l'Ara Sacra dei caduti della repubblica Romana del 1849
 
 
 
 
Per la scalinata e l'entrata del Bosco degli Arcadi, per
 Via Garibaldi, Porta Settimiana
 
si ritorna a Palazzo Salviati, per via della Lungara
 
La prossima visita percorrerà l'itinerario inverso, dando più spazio alla parte della Chiesa di San Pietro In Montorio, le opere di Sebastiano del Piombo ed il tempietto del Bramante e l'Accademia Spagnola 
 
 
SONO GRADITE COMMENTI E NOTE
 
PER INFORMAZIONI: senioresiasd@libero.it

Visista al Gianicolo. 12 aprile 2014. Il Segno laico del Tocco. Il Colpo di Cannone

 
La Storia diq uesta tradizione romana è stata descritta a cavallo di mezzogiorno
 
 
Nino Bixio ed il suo ruolo durante la presa di Roma nel 1870
è caratterizzante di questo evento
 

Visista al Gianicolo. 12 aprile 2014. Annita Garibaldi e le Erme

 
Il Monumento alla moglie di Giuseppe Garibaldi introduce a Piazzale Garibaldi, con il Monumento all'Eroe dei due Mondi
 
 
Il Gianicolo ospita le Erme dei protagonisti della repubblica Romana del 1849.
Le Biografie di ognuno meritano attenzione
 
Date spiegazioni davanti ai Busti di Augusto Elia, Maurizio Quadro ecc.
 

Visita al Gianicolo. 14 Aprile 2014. Faro degli Italiani

 
 
Costruito nel 1911, è dedicato alla emigrazione italiana in Argentina e nel Mondo
Un Museo della Immigrazione è presente al Vittoriano, altare della Patria, che affronta il tema della emigrazione ed immigrazione di estrema attualità
 
 
Una targa dedicata ai "desparesidos" argentini durante la dittatura militare è presente nell'area
 
 

Visita al Gianicolo. 12 aprile 2014. Anfiteatro della Quercia del Tasso

 
 D'estate in questo teatro all'aperto, Sergio Ammirata presenta commedie di Plauto. Si ha l'occasione per vedere e gustare il teatro come deve essere
 
 
 
Un momento di ripresa del fiato nel Teatro della Quercia del Tasso
 

Visita al Gianicolo. 12 aprile 2014. La Quercia sotto cui riposava Torquato Tasso

 
 
 
 
Quercia sotto cui riposava Torquato Tasso, quando usciva dal Convento di Sant'Onofrio, ancora oggi conservata.
Di fronte un Sarcofago, che occorre tenere in ordine
 

Visista al Ginicolo. 12 aprile 2014. Il Belvedere Salviati e l'Ospedale Bambin Gesù

 
 
 
Il lato nord del giardino di Palazzo Salviati confina con questo Belvedere. Si è descritto l'origine dell'Ospedale Bambin Gesù
 
 




 

Visita al Gianicolo. 12 aprile 2014. La Chiesa il Chiostro ed il Convento di Sant' Onofrio



Nel 1419 sul luogo dove in seguito sorse la chiesa di S. Onofrio, il Beato Nicolò da Forca Palena iniziò la realizzazione di un romitorio dedicato a Sant'Onofrioto.  La costruzione della Chiesa iniziò nel 1439 e corrisponde alla attuale Cappella di Sant'Onofrio. 

Il Convento eè precedente di circa un secolo l'inizio della costruzione di Palazzo Salviati



La corona d'alloro che gli doveva essere consegnata per l'inconorazione poetica sul Campidoglio fu deposta sulla sua tomba nella chiesa di Sant'Onofrio 



Visita al Gianicolo. 12 aprile 2014. L'Inizio. Il Lungotevere e Piazza della Rovere


Con Appuntamento "sotto le bandiere" davanti a Palazzo Salviati ha inizio la visita la Gianicolo

I punti che vengono illustrati sono: l'a Via della Lungara, da porta Settimiana a Porta Santo Spirito, il Porto Leonino, La presenta di Fonti nell'area, Le vicende del 1943 a Palazzo Salviati, l'Angolo in cui riprendeva fiato Giacomo Lepoardi

Ci si Avvia  Lungo la Salita di Sant'Onofrio, emtre sullo sfondo si possono guardare gli argini del Tevere, che hanno cambiato la fisonomia dell'area dalla II metà dell'Ottocento ad Oggi


giovedì 10 aprile 2014

Palazzo Salviati. La Storia



Prima Pagina di un volume del 1768 dal titolo "Roma Moderna" in cui sono elencate tutte le opere d'arte che arredavano Palazzo Salviati all'epoca.
L'Associazione ha avviato ricerca al fine di individuare queste opere.
Chi avesse ulteriori notizie in merito è pregato di prendere contatto attraverso
seniresiasd@libero.it

venerdì 4 aprile 2014

Visita al Gianicolo. Mappa. PRANZO ORE 13 ALLA LUNGARA



SI RENDE DISPONIBILE LA MAPPA DELL'ITINERARIO DELLA VISITA AL GIANICOLO DI SABATO 12 APRILE 2014

PER CHI LO DESIDERASSE, E' POSSIBILE PRENOTARE LA II COLAZIONE PRESSO LA FORESTERIA ALLA LUNGARA PER LE ORE 13. COSTO DEL MENU' FISSO A BASE DI CARNE 10.00 EURO A PERSONA

PER PRENOTARE: MANDARE UNA E MAIL A BIBLIOTECA.SM@CASD.DIFESA.IT
OPPURE CONTATTARE ADELE PIZZULLO 06 46913069