Atto Costitutivo e Statuto della Associazione

L'Atto Costitutivo, lo Statuto della Associazione, la Scheda di Adesione sono pubblicati sotto la data del 2 febbraio 2013 di questo Blog

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venerdì 24 febbraio 2017

Una nota di Carlo Trezza

ato e Russia
Incontri e scontri militari a Nord e a Sud
Carlo Trezza
22/02/2017
 più piccolopiù grande
Alla Conferenza sulla Sicurezza (Wehrkunde) di Monaco di Baviera è stato affrontato anche quest'anno il rischio crescente rappresentato dagli incontri ravvicinati tra unità terrestri, navali ed aeree appartenenti alla Federazione russa e a Paesi Nato, che rischiano a volte di sfociare in veri e propri incidenti dalle conseguenze incalcolabili.

A rendersi principale interprete di questa preoccupazione è stato lo European Leadership Network ( Eln) che da alcuni anni è in prima linea nel monitorare questo fenomeno. Le credenziali di questo gruppo europeo, basato a Londra e collegato con la Nuclear Threat Initiative americana, sono corroborate dalla sua natura politicamente "non partisan" e dal fatto che ne sono parte eminente esponenti del mondo diplomatico, militare ed accademico europeo con una significativa partecipazione di personalità russe.

Trattati non applicati o in discussione
Che sia un organismo non governativo ad assumere l'iniziativa in questo campo non deve sorprendere visto che i meccanismi preposti alla gestione di tale situazione non sono attualmente utilizzabili. La luna di miele del dialogo Nato/Russia è da tempo tramontata. Le azioni russe in Georgia, Crimea e Ucraina ed il disconoscimento da parte di Mosca del Memorandum di Budapest, che prevedeva il rispetto dell'integrità territoriale dell'Ucraina, hanno lasciato un segno difficilmente cancellabile.

Dal 2007 Mosca non applica più il trattato sulle Armi convenzionali in Europa (Cfe) e viene oggi persino messo in discussione il trattato Usa/Russia (Inf) del1987 che aveva portato all'eliminazione dei missili nucleari americani e russi a raggio intermedio schierati in Europa.

La regola del consenso ha sinora impedito al foro multilaterale più appropriato, l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), di affrontare efficacemente questi problemi. Le prime misure volte ad evitare gli scontri e per costruire la fiducia risalgono al 1975 e vennero successivamente rafforzate.

In aggiunta a tali intese generali venne stipulata a partire dal 1989 una serie di accordi bilaterali dedicati proprio ad evitare incidenti in alto mare (Inc Sea) ed a prevenire attività militari pericolose anche in terra e nella acque territoriali (Dma) tra la Russia e alcuni Paesi della Nato.

Più esercitazioni, più rischi
L'attuale clima di tensione ha condotto a un accrescimento delle esercitazioni militari in tutti gli scacchieri, rendendo più frequenti e probabili gli incidenti e gli scontri. Ne sono testimonianza eventi drammatici come l'abbattimento di un velivolo passeggeri malaysiano nello spazio aereo dell'Ucraina nel 2014, o l'abbattimento, l'anno successivo, di un caccia russo ai confini tra Turchia e Siria.

Sulla questione incontri/scontri militari lo Eln ha pubblicato recentemente un ampio rapporto, nonché un piano di azione. Tra le raccomandazioni che vengono suggerite c’è, oltre alla effettiva applicazione delle intese già esistenti, la "tolleranza zero" per eventuali comportamenti irresponsabili, l'allargamento della normativa Inc Sea e Dma ad altri Paesi Nato, la riattivazione del dialogo per prevenire incidenti aerei.

A Monaco la scorsa settimana i maggiori esponenti di Eln (Des Browne, Wolfgang Ischinger, Sam Nunn, Igor Ivanov) hanno proposto misure addizionali come comunicazioni "military-to-military", sottolineando "il rischio inaccettabile di incidenti aerei che conducono a conflitti militari e politici".

Già nel 2015 i maggiori esponenti di Eln sollevarono pubblicamente la questione direttamente con il ministro degli Esteri russo Lavrov, evocando in particolare il rischio rappresentato dallo spegnimento degli "trasponders" per l'identificazione reciproca dei velivoli militari.Sta emergendo ra tra le parti la propensione a dare una soluzione almeno a questa questione che è prioritaria.

Dal Baltico al Mediterraneo
Il rapporto Eln e le affermazioni dei suoi dirigenti sono prevalentemente focalizzati sullo scacchiere settentrionale e sull'area del Baltico. È necessario approfondirne la dimensione mediterranea. Il ritorno della presenza russa nel Mediterraneo, le operazioni militari in Siria, la sempre delicata gestione degli stretti, il traffico di esseri umani, le scaramucce tra greci e turchi, sono sviluppi che accrescono i rischi di incidenti.

È dunque nell'interesse di tutti trovare un modus vivendi anche per il Mare Nostrum. Questo argomento è stato a suo tempo affrontato autorevolemente dal professor Natalino Ronzitti dello IAI in un suo studio del 2010 intitolato "The Law of the Sea and Mediterranean Security". Alcuni Paesi dell'area, tra cui il nostro, hanno già sottoscritto accordi sulla prevenzione degli incidenti in alto mare: l'Italia lo ha fatto non solo con la Russia ma anche con la Tunisia. Meno diffuse sono le intese volte a mitigare gli incidenti nelle acque territoriali e su terra (Dma).

L'ideale sarebbe che sulla questione degli "hazardous incidents" si giungesse a un'intesa a livello globale anziché Paese per Paese e che l'attenzione fosse dedicata d'ora in avanti anche all'area meridionale/mediterranea. Non solo la Nato, ma anche l'Unione europea, sempre più attiva militarmente nel Mediterraneo per la questione dei rifugiati/migranti, è chiamata ad assumersi accresciute responsabilità. Nel rapporto Eln si suggerisce che la questione venga affrontata nel quadro del "Regional Seapower Symposium per il Mediterraneo ed il Mar Nero" che l'Italia ospita dal 2015.

Sarebbe necessario inoltre rilanciare i meccanismi dell'Osce nell'area mediterranea che non hanno sinora avuto molto successo. L'Italia presiederà l'Osce nel 2018 e quest'anno già presiede il gruppo di contatto con i partner mediterranei. Con un ministro degli Esteri siciliano come Angelino Alfano, che ha già maturato una lunga esperienza sui dossier mediterranei, e con un segretario generale dell'Osce di nazionalità italiana, l’ambasciatore Lamberto Zannier, il nostro Paese ha le carte in regola per fare progredire questa complessa materia.

L'Ambasciatore Carlo Trezza è Senior Adviser dello IAI per la Non proliferazione e il Disarmo e Coordinatore del Gruppo italiano del European Leadership Network.

giovedì 23 febbraio 2017

I Mercoledi del Nastro Azzurro. 1 marzo 2017 ore 17. piazza galeno 1 Roma Invito

ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO

FRA COMBATTENTI DECORATI AL V.M.

(Ente Morale R.D. 31 maggio 1928 n. 1308)
Piazza Galeno, 1 - 00162 ROMA


Federazione Provinciale di Roma Roma, 22 febbraio 2017

Comunicato Stampa



Mercoledì 1 marzo 2017
presso la Sala Convegni dell'Istituto del Nastro Azzurro Piazza Galeno,1 – Roma
dalle ore 17,00 alle ore 19,00
si terrà il 6° incontro del 2° ciclo
de "I Mercoledì del Nastro Azzurro"

verranno presentati i volumi

'Caschi Blu Italiani'

'ReportagEsercito'

a cura di 'Informazioni della Difesa'
rivista dello Stato Maggiore della Difesa


Interverranno:
Stefano Pighini, Tommaso Gramiccia, Massimo Coltrinari, Mario Renna, Giuseppe Tarantino


Il Presidente Nazionale del Nastro Azzurro Gen. Carlo Maria Magnani ha dato la sua adesione.




contatti.centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org



giovedì 9 febbraio 2017

Save the Date.

Mercoledì 1 marzo 2017 . Istituto del Nastro Azzurro. Ore 17.00
PiazzaGaleno 1
Presentazione del volume.
L'Esercito Italiano dalla Grande Guerra ad oggi
Roma, Ministero della Difesa
2016

Di Giuseppe Tarantino

martedì 17 gennaio 2017

La Battaglia di Sedowa. Studio e ricostruzione





LA RICOSTRUZIONE E LO STUDIO DELLA BATTAGLIA DI SEDOVA
 DEL 3 LUGLIO 1866
 TRA PRUSSIANI ED AUSTRIACI 

E PRESENTATO CON POST NEI MEDI 
DI OTTOBRE, NOVEMBRE E DICEMBRE 2016

IN

www. coltrinaristoriamilitare.blogspot.com





Prima Fase 7,30


Seconda Fase 11,30

  Terza fase fase 13,30


Quarta fase   15,30

Il Campo di Battaglia di Sedowa



martedì 10 gennaio 2017

Un intervento dell'Amb. Trezza, già Vice direttore allo IASD

Cyber
Il contributo italiano alla lotta contro la minaccia cibernetica
Carlo Trezza
05/01/2017
 più piccolopiù grande
La diatriba circa le cyberinterferenze di Mosca nella campagna elettorale Usa costituisce un'ulteriore testimonianza della natura potenzialmente destabilizzante per la pace e la sicurezza internazionali dello strumento cibernetico.

Cyber, ennesimo possibile terreno di conflitto
L'era cyber èiniziata da oltre trent'anni ed è inutile elencarne gli enormi benefici. Da circa un decennio si sta tuttavia rivelando un'arma a doppio taglio, visto che dopo la terra, il mare, l'aria e lo spazio extra atmosferico il cyber è divenuto il quinto possibile terreno di conflitto.

Il primo episodio di un suo impiego offensive risale al 2007, quando le strutture vitali dell'Estonia vennero paralizzate per giorni da un attacco cyber che proveniva, secondo alcuni, dalla Russia. Un altro vistoso evento si verificò nel 2010 con la messa fuori uso di numerose centrifughe dell'impianto di arricchimmento iraniano di Natanz da un "verme" cibernetico denominato "Stuxnet".

In questo caso l'iniziativa fu attribuita a Stati Uniti o a Israele. Nessuno ha mai rivendicato questi attacchi nè i Paesi colpiti hanno messo in opera i meccanismi internazionali previsti per tali circostanze. L'Iran non fece ricorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'Estonia non attivò i meccanismi di difesa e sicurezza della Nato e dell'Unione europea, Ue.

Impreparati davanti all’arma cibernetica
La comunità internazionale si trova impreparata sul piano normativo di fronte alle peculiarità della "arma" cibernetica ed è problematica l'assimilazione di quest'ultima ad altri tipi di armamento. È difficile, come si è visto, individuarne i responsabili, siano essi gli stati, entità non statuali o privati cittadini.

Il suo impiego non è visibile, non fa scorrere il sangue ed è difficilmente documentabile attraverso i mezzi di informazione. Gli addetti ai lavori sono sconosciuti e si trovano a volte a migliaia di chilometri da dove un attacco è avvenuto: essi non possono essere quindi assimilati alla figura dei combattenti come contemplata dal diritto bellico e da quello umanitario. Nel mondo cyber, i confini tra gli stati diventano irrilevanti.

Per disciplinare il possesso e l'uso di armi in terra, in mare e nell'aria esistono da anni norme specifiche. Anche nel caso dello spazio, che era sinora l'ultimo arrivato, si sono raggiunti, nel giro di appena un decennio dopo il lancio del primo Sputnik, accordi che vegliano all'uso pacifico dell'outer space.

Così non è stato per il settore cibernetico. Molti stati si sono affrettati a militarizzarlo creando strutture di comando per gestire sul piano della difesa e dell'offesa questa nuova realtà. Non sono stati altrettanto solerti nel ricercare norme volte ad impedire una spirale armamentistica.

Il manuale di Tallin sul cyberwarfare
Occorre dare atto alla Nato di aver stabilito proprio a Tallin, all'indomani dell'attacco informatico subito dall'Estonia, un Centro cooperativo di eccellenza nel campo cibernetico che ha proceduto tra l'altro alla pregevole pubblicazione del "Manuale di Tallin". Si tratta di un'utile ricognizione delle norme internazionali già vigenti che sono applicabili alla cyberwarfare.

La questione cyber viene affrontata anche a livello europeo. Sinora l'attenzione dell'Ue si è focalizzata principalmente sul versante civile attraverso la creazione dell'agenzia Enisa (European Network and Information Security Agency) mentre nella nuova Strategia globale presentata da Federica Mogherini nel giugno scorso il paragrafo sul cyber è improntato a un approccio prevalentemente difensivo volto a mitigare la minaccia e a raffozare la resilienza delle infrastrutture critiche. La strategia Ue più focalizzata sulla non proliferazione e l'arms control risale all'ormai lontano 2003 e non contempla evidentemente la questione cibernetica.

Questo documento, approvato sotto presidenza italiana, merita di essere aggiornato. Sarebbe opportuno che in tale cornice l'Ue approfondisse gli aspetti polititico-militari della minaccia cyber. La sola individuazione della normativa generica già in atto non è sufficiente. Occorre stabilire una normativa ad hoc.

Codici di condotta, primo passo per il controllo del cyber
In tal senso, si va orientando lo sforzo effettuato dalle Nazioni Unite il cui Segretario Generale ha nominato un gruppo di esperti governativi per individuare disposizioni dedicate alla casistica cibernica. Si tratta essenzialmente di misure di fiducia e sicurezza, codici di condotta che potrebbero costituire, come spesso avviene, il primo passo verso un’intesa nel campo del controllo degli armamenti vero e proprio.

Anche il gruppo G7 si è cimentato in questa problematica. L'anno scorso in Giappone i leader dei Sette approvarono un testo dal titolo "Promoting security and stability in cyberspace" in cui, oltre alla normativa generale già applicabile, si vuole fare un passo in più concependo nuove norme, ancorchè per ora solo volontarie ed applicabili solamente in tempo di pace, tagliate specificamente per il cyber.

I G7 preconizzano inoltre un approccio comprensivo ("multi-stakeholder approach") che deve includere non solo gli stati, ma anche la società civile, ivi compresa la "comunità tecnica". Nel 2017, il gruppo dei Paesi più industrializzati sarà capeggiato proprio dall’Italia e la palla si troverà nel nostro campo anche per quanto riguarda il cyber.

Tra gli stakeholders individuati dai Sette non può mancare il mondo accademico che già svolge un ruolo sia sotto il profilo didattico sia nel campo della ricerca. Alcuni studiosi hanno predisposto progetti di accordi internazionali che però non sono ancora approdati sui tavoli negoziali.

È una felice coincidenza che proprio in concomitanza con l'inizio della presidenza italiana si terrà dall'8 gennaio 2017 ad Andalo nel Trentino un interessante convegno a sfondo educativo dedicato specificamente alla problematica cyber cui parteciperanno specialisti internazionali del mondo accademico e tecnico. È organizzato da Isodarco (International School on Disarmament and Research on Conflicts) un ente non governativo italiano che dal 1966 promuovel'educazione e la ricerca nel campo del disarmo e che ha ricevuto in occasione del suo 50mo anniversario l'alto riconoscimento del Presidente degli Stati Uniti.

Anche questo convegno potrà dare un utile contributo di pensiero nella direzione di quel passo in più sul fronte normativo che è necessario per affrontare questa crescente minaccia.

L'Ambasciatore Carlo Trezza è Senior Adviser dello IAI per il Controllo degli Armamenti e la Non-Proliferazione.
 

giovedì 29 dicembre 2016

Inagurazione dell'Anno Accademico


FORMAZIONE, DIFESA E INDUSTRIA: UN APPROCCIO INTEGRATO A SOSTEGNO DEL SISTEMA PAESE
Lectio magistralis e cerimonia d’apertura dell’anno accademico al CASD.

16 novembre 2016, 
Ill Presidente della Repubblica, inaugura la sessione CASD

Il resoconto dell'evento è pubblicato sulla rivista
"Quaderni" del Nastro Azzurro
N. 3/4 2016
 a firma di
 Chiara Ginesti

(info: senioresiasd@libero.it)




domenica 18 dicembre 2016

Collaborazione "Quaderni del Nastro Azzurro"

NORME DI COLLABORAZIONE AI
QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO



La collaborazione ai “Quaderni del Nastro Azzurro” è aperta a tutti, in particolare ai Soci, ai Giovani, agli Studenti ed ai Cultori di Storia Militare, secondo le modalità di cui a seguito
E’ completamente gratuita, sotto ogni forma, in particolare
 per i membri del CESVAM, Centro Studi sul Valore Militare,
 per i componenti la Direzione, la Redazione ed il Comitato dei Collaboratori dei “Quaderni”
 per i collaboratori in genere, per gli autori, per i Soci del Nastro Azzurro
e per chiunque collaborasse in forme varie ai “Quaderni”.
La struttura e l’approccio di ricerca per articoli, saggi brevi, saggi ricerche e note  è quella della applicazione integrale del Metodo Storico, così come illustrato ed indicato nel volume “La “Ricostruzione di un avvenimento Storico Militare”, Roma Società Editrice Nuova Cultura, Università la Sapienza, 2009, in particolare il paragrafo 2 del Capitolo II: “La Tecnica Procedurale
La non adozione del “Metodo Storico” ai contributi comporta la non accettabilità dei medesimi.
Chi volesse collaborare è pregato di prendere preventivamente contatto con il
Direttore dei “Quaderni”:Massimo Coltrinari (direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
al fine di stabilire argomento, modalità e scopo della collaborazione, onde evitare situazioni non produttive. In quella sede si stabiliranno le modalità tecniche di invio.
Tutti i collaboratori, autori e traduttori garantiranno la piena disponibilità di ogni proprietà letteraria sulle loro opere, sugli originali tradotti, sul materiale fotografico ed iconografico ed esonerano “Quaderni” da ogni responsabilità. La collaborazione comporta “ab inizio”automaticamente l’accettazione di tutte le norme stabilite
Ulteriori informazioni di dettaglio sono su www.cesvam.blogspot.com post in data settembre – ottobre 2015





venerdì 11 novembre 2016

Lanzarotto Malocello

Nel numero di novembre ( pagina 23) del periodico mensile   VIVI TENERIFE è pubblicata in versione bilingue italiano/spagnolo la notizia del gemellaggio tra Distretto italiano 108L e il Distretto spagnolo 116B dei LIONS INTERNATIONAL che sarà realizzato in occasione del VII Centenario della scoperta delle Isole canarie da parte del navigatore italiano di Varazze Lanzarotto Malocello. 

 Ulteriiori notizie:
avv.licata@tiscali.it
Per l’edizione completa di Vivi Tenerife vedere il  seguente link:  http://www.vivilecana




venerdì 21 ottobre 2016

Lorenzotto Malocello

Lions italiani e spagnoli gemellati nel nome del navigatore varazzino Lanzarotto Malocello 

di Redazione - 09 ottobre 2016 - 15:58

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lanzarotto malocello
    Nel quadro delle attività celebrative internazionali programmate per l’anno in corso ed il prossimo 2017 dal “Comitato Promotore delle Celebrazioni del VII Centenario della scoperta delle Isole Canarie da parte del navigatore italiano Lanzarotto Malocello (1312-2012) sarà realizzato dall’INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUB il Gemellaggio tra il Distretto LIONS 108L d’Italia (Lazio, Umbria e Sardegna) e il Distretto LIONS 116B di Spagna (Extremadura, Andalucia, Ceuta e Melilla e Isole Canarie).
    L’iniziativa, come dichiara il Presidente del Comitato Promotore delle Celebrazioni malocelliane Avv.Alfonso Licata, membro del Lions Club Roma Pantheon, nasce da una proposta dello stesso Comitato Promotore ed è finalizzata alla valorizzazione storiografica della grande impresa di scoperta dell’Arcipelago Canario compiuta 700 anni fa dall’insigne navigatore ligure di Varazze Lanzarotto Malocello nonchè a rinsaldare il legame già esistente da secoli tra i due Paesi europei attraverso l’interscambio culturale tra le due aggregazioni distrettuali lionistiche comprendenti centinaia di Clubs Lions al servizio della comunità internazionale.

    L’Atto, teso a stimolare e promuovere vincoli di amicizia e fratellanza reciproca,- che vedrà, tra gli altri, la partecipazione dei Governatori Dott. Eugenio Ficorilli (Distretto 108L) e Cipriano Dorta Chavez (Distretto 116B), del Responsabile Service Internazionali Gen. Stefano Murace e dello stesso Presidente del Comitato Malocello Avv.Alfonso Licata – riveste un particolare significato simbolico poiché si attuerà in coincidenza e nel contesto della Celebrazione mondiale del 1° Centenario della fondazione di INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUB ,tra le maggiori Organizzazioni di Servizio esistenti.

    Più informazioni su

    Lorenzotto Malocello. Gemellaggio Lions

    Con il gemellaggio tra Club Lions continuano le iniziative ed attività del Comitato Malocello
    comitato-malocello-2016_gemellaggio-tra-lions-club-internationalNel quadro delle attività celebrative internazionali programmate per l’anno in corso ed il prossimo 2017 dal “Comitato Promotore delle Celebrazioni del VII Centenario della scoperta delle Isole Canarie da parte del navigatore italiano Lanzarotto Malocello (1312-2012)”, il Comitato Malocello rende noto che sarà realizzato dall’International Association of Lions Club il gemellaggio tra il Distretto Lions 108L d’Italia (Lazio,Umbria e Sardegna) e il Distretto Lions 116B di Spagna (Extremadura, Andalucia, Ceuta e Melilla e Isole Canarie).
    L’iniziativa, come dichiara il Presidente del Comitato Promotore delle Celebrazioni malocelliane Avv. Alfonso Licata, membro del Lions Club Roma Pantheon, nasce da una proposta dello stesso Comitato Promotore ed  è finalizzata alla valorizzazione storiografica della grande impresa di scoperta dell’Arcipelago Canario compiuta 700 anni fa dall’insigne navigatore ligure, di Varazze, Lanzarotto Malocello nonché a rinsaldare il legame già esistente da secoli tra i due Paesi europei attraverso l’interscambio culturale tra le due aggregazioni distrettuali lionistiche comprendenti centinaia di Club Lions al servizio della comunità internazionale.Lanzarotto-Malocello-copertina-del-libro-di-Licata-in-italiano-e-inglese
    L’Atto, teso a stimolare e promuovere vincoli di amicizia e fratellanza reciproca, – che vedrà, tra gli altri, la partecipazione dei Governatori Dott. Eugenio Ficorilli (Distretto 108L) e Cipriano Dorta Chavez (Distretto 116B), del Responsabile Service Internazionali Gen. Stefano Murace e dello stesso Presidente del Comitato Malocello Avv. Alfonso Licata – riveste un particolare significato simbolico poiché si attuerà in coincidenza e nel contesto della Celebrazione mondiale del 1° Centenario della fondazione di International Association of Lions Club, tra le maggiori Organizzazioni di Servizio esistenti.
    Il 24 settembre Varazze ha celebrato la giornata del Lanzarottus Day 2016: … pdf post in versione scaricabile … >>
    Info: Club Lions

    domenica 9 ottobre 2016

    Gemellaggio LIONS di Italia e Spaga


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    Comitato Promotore per le Celebrazoni del VII centenario della scoperta di Lanzarote e delle Isole Canarie da parte del navigatore italiano Lanzarotto Malocello (1312-2012)


    COMUNICATO STAMPA

    Nel quadro delle attività celebrative internazionali programmate per l’anno in corso ed il prossimo 2017 dal “Comitato Promotore delle Celebrazioni del VII Centenario della scoperta delle Isole Canarie da parte del navigatore italiano Lanzarotto Malocello (1312-2012)” si rende noto che sarà realizzato dall’INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUB il Gemellaggio tra il Distretto LIONS 108L d’Italia (Lazio,Umbria e Sardegna) e il Distretto LIONS 116B di Spagna (Extremadura, Andalucia, Ceuta e Melilla e Isole Canarie).
    L’iniziativa , come dichiara il Presidente del Comitato Promotore delle Celebrazioni malocelliane Avv.Alfonso Licata, membro del Lions Club Roma Pantheon , nasce da una proposta dello stesso Comitato Promotore ed  è finalizzata alla valorizzazione storiografica della grande impresa di scoperta dell’Arcipelago Canario compiuta 700 anni fa dall’insigne navigatore ligure di Varazze Lanzarotto Malocello nonchè a rinsaldare il legame già esistente da secoli tra i due Paesi europei attraverso l’interscambio culturale tra le due aggregazioni distrettuali lionistiche
    comprendenti centinaia di Clubs Lions al servizio della comunità internazionale  .
    L’Atto, teso a stimolare e promuovere vincoli di amicizia e fratellanza reciproca,- che vedrà, tra gli altri, la partecipazione dei Governatori Dott.Eugenio Ficorilli (Distretto 108L) e Cipriano Dorta Chavez (Distretto 116B), del Responsabile Service Internazionali Gen.Stefano Murace e dello stesso Presidente del Comitato Malocello Avv.Alfonso Licata -  riveste un particolare significato simbolico poiché si attuerà in coincidenza e nel contesto della Celebrazione mondiale del 1° Centenario della fondazione di INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUB  ,tra le maggiori Organizzazioni di Servizio esistenti.

    Roma,9 ottobre 2016

    Per info e contatti:

    martedì 4 ottobre 2016

    Mercoledi del Nastro Azzurro. Invito Mercoledi 5 ottobre 2016


    ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO
    FRA COMBATTENTI DECORATI AL V.M.
    (Ente Morale R.D. 31 maggio 1928 n. 1308)
    P.zza Galeno, 1 00162 ROMA
    Federazione Provinciale di Roma Roma, 28 settembre 2016

                           INVITO

    Mercoledì 5 ottobre 2016 presso la Sala Convegni dell'Istituto del Nastro Azzurro di Piazza Galeno, 1- Roma, dalle ore 17,30 alle ore 19,00 riprendono gli incontri dei "Mercoledì del Nastro Azzurro";una Conferenza del dott. Marco Formato su " Menotti Garibaldi

    un eroe di due monti "

    Il Dott. Marco Formato tratterrà i seguenti temi:

    -Cenni su Menotti "figlio d'arme";

    -Con i Mille a fianco del padre;

    -Menotti deputato

    -Menotti imprenditore

    Saranno presenti all'iniziativa, il Presidente della Federazione Provinciale di Roma Dott. Stefano Pighini, il Cons. MdL Tommaso Gramiccia, Ideatore e Responsabile dei "Mercoledì del Nastro Azzurro" la Sig.ra Maria Stefania Ravizza Garibaldi e la Sig.ra Annamaria Menotti.

    Il Gen. Massimo Coltrinari, Direttore della rivista "Quaderni del Nastro Azzurro" traccerà un breve profilo di Menotti Garibaldi nel contesto storico dell'epoca.


    Il Dott. Marco Formato è nato a Parma il 5 febbraio 1983, è laureato in "arte, spettacolo, immagine multimediale"(Università di Parma). Ha ricevuto vari riconoscimenti per il suo impegno di animatore culturale a Parma e provincia. E' Vicepresidente del Comitato parmense dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano.

    Cons. MdLTommaso GRAMICCIA


    lunedì 3 ottobre 2016

    Ripresa dopo la pausa estiva

    Riprendiamo dopo la pausa estiva l'attività dei Seniores. Come prima novità, metteremo ogni settimana su questo blog una frase celebre, con l'autore. Ogni socio può scrivre il suo commento, tanto per tenerci in contatti.

    Frase I.  

    Ennio Flaiano

    Leggere è niente,
    il difficile è dimenticare ciò che si è letto

    mercoledì 31 agosto 2016

    Programma in elaborazione

     
    E' in corso  di elaborazione il programma delle attività per il prossimo semestre
     Chiunque avesse proposte ed idee può inviarle tramite questo post

    mercoledì 13 luglio 2016

    Una Iniziativa della Federazione del Nastro Azzurro di Potenza


    AZZURRO CHE VALORE” 


    è l’iniziativa che intende ricordare quei valorosi sportivi impegnati nel corso del primo conflitto mondiale, come soldati delle armi, capaci di distinguersi nel corso della guerra per eroismo e, pertanto, decorati al Valor Militare.



    PREMESSA STORICA
    (Gen. Giorgio Seccia)

    Con il conflitto mondiale, lo sport in generale, ed il calcio in particolare, ebbero una grande eco sulla società civile. I cittadini-soldato e la loro psicologia stanno forgiando il mondo moderno; Benedetto Croce criticherà l’abitudine a conferire alle pratiche sportive meriti troppo elevati, poiché osservò che nella maggior parte dei casi “i giovani sportisti, diventavano anche nazionalisti, imperialisti, dinamici, futuristi; attivisti tutto tondo che stavano generando la guerra mondiale”.
    Le mobilitazioni e l’apertura del conflitto privano la società delle fasce più giovani della popolazione, richiamate al fronte; determinando contemporaneamente la sospensione dei campionati sportivi nazionale, causando anche forti contrasti. Tuttavia chiunque partì al fronte con la passione dello sport nel cuore, non lo fece se non portando con se nello zaino la “magica sfera di cuoio”.
    Il pallone rotola in trincea, e addirittura anche i comportamenti da bordo campo verranno trapiantati nel clima delle trincee, dando il là a nuove forme di vitalità calcistiche.
    In Gran Bretagna, patria del football, ritrova spazio il calcio femminile, dove ragazze impiegate nelle fabbriche di munizioni per sostituire gli uomini al fronte, trovano il loro svago ad una realtà faticosa e difficile, trovando in esso anche una via per l’emancipazione sociale, affiancato ad un qualificante sentimento di contribuire allo sforzo nazionale.
    Il pallone non smette di rotolare neppure nei campi per prigionieri di guerra: nei campi di Ruhleben, di Sigmundshergerg, ad esempio, vengono organizzati tornei dove si trovano a giocare fianco a fianco vecchie glorie e nuove leve accomunate dal destino nelle trincee.
    Le autorità militari, notato il grande valore di questa attività, non esitarono ad attrezzare campi da calcio improvvisati a ridosso delle linee del fronte. Comunque in patria il mondo del pallone non si era del tutto fermato, infatti campionati e tornei regionali a fini di beneficienza per i soldati al fronte perdurarono durante tutto lo sforzo bellico.
    Le società calcistiche, di tutti i belligeranti, sono tutte accomunate dal triste destino di molti dei propri iscritti, caduti in battaglia: giocatori, allenatori, dirigenti, tutti vennero indistintamente colpiti dal conflitto, tant’è che il generale britannico Horace Smith-Dorrien si domandò se non fossero proprio questi caduti i “migliori uomini dei reparti”. Non possiamo esserne certi, tuttavia molti di questi risulteranno decorati, e in gran parte alla memoria!
    Per chi tornava a casa, l’esperienza della guerra non portò nulla di positivo, né all’uomo, né all’atleta.

    G.SECCIA, Il calcio in guerra, Gaspari Editore, 2011

    ISTITUTO NAZIONALE DEL NASTRO AZZURRO”
    L’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valore Militare (o più semplicemente Nastro Azzurro) è una associazione di tutti i Decorati di Medaglia al Valor Militare, dalle guerra d’indipendenza fino a oltre la seconda guerra mondiale. L’istituto fu fondato a Roma il 24 febbraio 1923 per iniziativa di Ettore Viola (Medaglia d’Oro) e dal pittore Maurizio Barricelli, che vollero assumere il 26 marzo come data ufficiale della fondazione, in memoria dell’istituzione da parte di Carlo Alberto di Savoia Carignano delle Medaglie al Valor Militare. Nei fatti la data di riferimento sarà il 21 aprile, giorno in cui il Capo del Governo conferirà l’Orifiamma Nazionale in Campidoglio.
    Possono far parte dell’Istituto i Decorati di medaglia al Valor Militare (Soci Ordinari); Soci Ordinari sono anche i decorati dell’Ordine Militare d’Italia (già di Savoia), della Croce d’Onore alle vittime del terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero, e delle Medaglie al Valore dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Soci d’Onore sono i Reparti delle Forze Armate, le Province e di Comuni con Bandiera o Gonfalone decorato dalla medaglia al Valor Militare ( sono per esempio Soci d’Onore della Federazione Provinciale di Biella e Vercelli: la città di Biella- Medaglia d’Oro al Valor Militare- , il Reggimento Artiglieria a Cavallo “Voloire” (Milano)- 1 Medaglia d’Oro al Valor Militare, 5 Medaglie d’Argento al Valor Militare, 1 Medaglia di Bronzo al Valor Militare- ed il 52° Reggimento Artiglieria Terrestre “Torino” (Vercelli)- 1 Medaglia d’Oro al Valor Militare, Medaglia di Bronzo al Valor Militare). Possono inoltre continuare nella Grande Tradizione dell’Istituto i congiunti ed i discendenti di Decorati (Soci Aderenti) e tutti coloro che, pur non discendenti di un Decorato, condividono gli Alti Ideali dell’Istituto (Soci Simpatizzanti).
    Oggi l’Istituto, con sede ancora a Roma, si articola in Federazioni Provinciali, Sezioni e Gruppi: dalla sua fondazione, 90.000 sono gli iscritti decorati al Valor Militare. In 90 anni di storia il Nastro Azzurro ha mantenuto fede ai propri Statuti, svolgendo un'opera importante e affiancando iniziative di carattere patriottico a un’attività sociale che mirassero a rafforzare il concetto di Patria, fondamento prima di qualsiasi popolo che si riconosca in una bandiera. Con il periodico Nastro Azzurro, l’Istituto tramanda la memoria di quegli Eroi che, senza distinzioni di religione, classe o ideologia politica, hanno portato nel mondo l’Eroismo del Soldato italiano, Patria comune di Vincitori e Vinti.
    I compiti dell’Associazione AZZURRO CHE VALORE, in collaborazione con l’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, concernono la promozione dell’attività culturale sulla Grande Guerra, Interesse perseguito autonomamente o in collaborazione con privati cittadini, associazioni, aziende pubbliche e private, enti e istituzioni mediante elaborazioni di studi e ricerche che vertano su:

    • Sportivi partecipanti alla Prima Guerra Mondiale:

    • Sportivi caduti e/o decorati al Valor Militare:

    • Ricerca fotografica ed iconografica su eventi sportivi e su uomini dello sport relativi al periodo della Guerra 14/18;

    • Raccolta di cimeli e documentazione storica di società sportive operanti negli anni della Prima Guerra Mondiale e riproduzione storica di maglie, palloni, etc.;

    • Costituzione di un'emeroteca tematica;

    • Creazione di un fondo bibliotecario specifico e pubblicazione di ristampe anastatiche sul tema dello sport nella Grande Guerra;

    • Censimento delle strutture sportive intitolate a sportivi caduti in guerra;

    • Iniziative e commemorazioni di personaggi dello sport;

    • Consulenza storico-sportiva in ambito rievocativo, artistico, teatrale, cinematografico, espositivo (mostre varie) ed in tutte le circostanze in cui vengano presentate attività che afferiscono alle finalità statutarie.

    L’ASSOCIAZIONE “AZZURRO CHE VALORE”
    L'Associazione “Azzurro che Valore” promossa dalla Federazione Prov.le di Potenza del Nastro Azzurro, è una associazione apartitica ed apolitica di tutti gli studiosi, appassionati, cultori di storia sportiva e di tematiche legate alla Grande Guerra, sorta in occasione delle celebrazioni centenarie del primo conflitto mondiale.
    Essa si realizza in collaborazione con gli studiosi di storia sportiva e militare, in contatto con federazioni sportive, con enti militari, culturali e di ricerca scientifica locali e nazionali nonché le associazioni combattentistiche e d’arma.
    L'Associazione propone un programma annuale di manifestazioni culturali e sportive, pubblicazioni culturali di studi e documentazione, curate da un apposito ufficio editoriale. Per il perseguimento delle finalità sopra enunciate, l'Associazione si propone di svolgere attività di ricerca, di formazione, di consulenza e di informazione e qualsiasi altra attività affine ritenuta necessaria e utile.

    ln particolare, l’Associazione si propone di:

    • Organizzare convegni, conferenze, giornate di studio, dibattiti, seminari, proiezioni di filmati e documentari, lezioni, mostre di materiale e documentazione; organizzare gruppi di studio e ricerca;
    • Ideare, realizzare ed editare pubblicazioni e simili, articoli e ricerche anche servendosi di portali internet e qualsiasi mezzo di comunicazione verrà ritenuto adatto a tale scopo.
    Istituire borse di studio:

    • Partecipare a conferenze, seminari e manifestazioni, come occasioni per promuovere le potenzialità dei principi su cui l’Associazione si fonda e come momenti di elaborazione, e istanze di arricchimento della sfera culturale:
    • Organizzare eventi in collaborazione con società e associazioni sportive; organizzare viaggi per promuovere incontri e scambi con altre realtà operanti nello stesso settore o affini.

    (nota a cura del dott. Federico Mammarella)