Atto Costitutivo e Statuto della Associazione
sabato 30 settembre 2023
martedì 19 settembre 2023
La Storia si Ripete
L’urbicidio di Civitavecchia, racconto
di una storia attualizzabile
di
Valentina Trogu
“La guerra è la scienza della distruzione” disse John Joseph
Abbot, politico canadese del 1800. Queste parole offrono una perfetta chiave di
lettura di ciò che è successo a Civitavecchia tra il 1943 e il 1944. Alla città
sono state inflitte ferite profonde, i punti nevralgici sono stati distrutti
con il solo chiaro intento di ledere l’identità di Civitavecchia stessa.
Un’identità che ieri come oggi si basa sul porto, il cuore pulsante di un paese
la cui unica colpa è stata quella di consentire l’attracco delle navi che
rifornivano la Sicilia, la Sardegna, la Corsica e Pantelleria.
Per ottantasette volte le Fortezze volanti B17 anglo-americane
hanno sorvolato il cielo sopra Civitavecchia per sferrare attacchi distruttivi
sulle banchine, sull’Antica Rocca – allora sede del Municipio – sulla chiesa di
San Francesco, le banche, i Comandi militari della Marina, il Forte
Michelangelo, la centrale elettrica, lo scalo ferroviario, il cimitero, sulle
case di persone innocenti vittime di una guerra in cui l’Italia ha avuto un
ruolo da protagonista.
Urbicidio, questo è il termine coniato solo recentemente –
durante la guerra in Jugoslavia – per descrivere una delle conseguenze più
devastanti di tutti i conflitti, la distruzione di intere città. E non si
tratta “solamente” di edifici che crollano, il significato della parola urbicidio
è molto più profondo. Uccidere la citta, l’urbe.
Vuole simboleggiare il massacro dell’identità, dei
riferimenti sociali e culturali. Si va oltre il voler colpire la persona fisica
per addentrarsi in un concetto più ampio in cui si può includere ogni aspetto
astratto e prettamente emotivo legato al luogo. La memoria, le tradizioni, i
profili architettonici, la guerra esige che il racconto finisca, obiettivo
finale è la distruzione dei luoghi che narrano del tempo passato e presente,
fonti di ispirazione e certezze, quegli stessi luoghi che rafforzano il senso
di appartenenza e l’identità di ogni cittadino.
Il concetto di urbicidio è associato alle guerre di epoca
contemporanea/moderna, oggi la guerra non è solamente voler conquistare
territori ma è una vera e propria strategia anti-città. Distruggere il
patrimonio artistico e culturale è parte di un disegno più grande che
racchiude in sé un duplice obiettivo, eliminare i punti strategici – come è
stata la distruzione del porto e dello scalo ferroviario per Civitavecchia
durante la II Guerra Mondiale - e colpire i valori identitari, sociali,
culturali del nemico. Si infligge così una ferita ancora più profonda,
difficilmente sanabile tanto da far assumere alle tracce lasciate dagli eventi
bellici nei tessuti urbani delle forti valenze simboliche. La fase della
ricostruzione della città diventa un momento di riscrittura del paesaggio della
memoria della città. Alcuni luoghi non sono oggetto di interventi di
restauro/ricostruzione per diventare espressione di una narrazione collettiva
volta a rimarcare la corrispondenza tra la città, la guerra e la sua memoria.
Rimane così il ricordo del paesaggio urbano durante l’evento
bellico a testimonianza dell’urbicidio di cui Civitavecchia è stata vittima tra
il 1943 e il 1944. Un paesaggio di desolazione, inanimato e inerte, calpestato
e deturpato dai bombardamenti. E perché tutto questo? Perché la città con tutto
il suo patrimonio culturale rappresentava un obiettivo strategico principale,
un bersaglio da colpire per assoggettare l’altro, il nemico, la vittima.
Possiamo risalire a due sfere di significati per spiegare
l’attacco alla nostra città durante la II guerra mondiale. Una sfera di ordine
strategico che sottolinea la necessità di sferrare un attacco a Civitavecchia
per colpire il porto ed evitare che i rifornimenti arrivassero a destinazione. E
se si parla di strategia non occorre dimenticare che la nostra città venne
usata come diversivo dall’esercito anglo-americano per sviare i servizi
d’informazione tedeschi mentre progettavano lo
sbarco sulla costa di Anzio.
Una seconda sfera, poi, più culturale che sottolinea
l’indebolimento psicologico dell’avversario nel gioco-forza della guerra, la
profanazione di un simbolo per colpire a livello più ampio un intero Stato. I
cittadini di Civitavecchia rappresentavano durante quei bombardamenti tutto il
popolo italiano, sferrare un colpo diretto alla città significava colpire
ferocemente il carattere dell’intera popolazione a testimonianza del coinvolgimento
totale della popolazione nella Guerra, non solamente i soldati, ma tutti i
cittadini furono chiamati a dare il loro contributo alla società.
I civitavecchiesi hanno dovuto assistere alla distruzione dei
propri luoghi, in migliaia hanno dovuto abbandonare la propria casa, le strade
note, i familiari, per recarsi sui monti della Tolfa e proteggere, così, la
propria vita.
Essere
costretti a prendere una decisione del genere significa perdere ogni certezza
di sicurezza che solitamente è predominante in riferimento al luogo in cui si
vive. E una volta tornati – Civitavecchia venne liberata il 9 giugno 1944 –
ritrovare una città rasa al suolo per il 95% dovendo così soggiornare nelle
caserme rimaste in piedi, senza cibo e acqua, in condizioni igieniche pessime
tanto da far scoppiare epidemie di tifo e scabbia. Solo dopo lo sbarco ad Anzio
ci fu la ripresa del porto. La Quinta Armata decise di rifornirsi a
Civitavecchia e pian piano le condizioni della popolazione migliorarono
soprattutto per l’arrivo delle derrate alimentari in scatola degli americani. Gli
uomini di oggi, bambini di allora ricordano i soldati americani dare loro
barrette di cioccolata. Due facce di una stessa medaglia, prima i bombardamenti
poi i sorrisi e la cioccolata per i bimbi, quegli stessi bambini figli della
guerra.
E poi è iniziata la ricostruzione. Il delitto contro la
città e i suoi abitanti non può essere la fine, la distruzione della città
fortunatamente non cancella la memoria di ciò che si era, della propria
cultura, delle tradizioni, della socialità anche se questo è uno degli
obiettivi dell’urbicidio. E alla memoria si collega la rinascita, la
restaurazione dei luoghi feriti dalla guerra.
Ogni città sceglie un modo diverso per rivivere dopo un
urbicidio, Belgrado è stata rasa al suolo 40 volte ed è rinata con vesti nuove,
prima romana, poi serba poi socialista e capitalista con Milosevic. La
ricostruzione ha preteso che alcuni palazzi mantenessero lo stato rievocativo
in segno di memoria, altri che venissero completamente ammodernati altri ancora
abbattuti e ricostruiti secondo il profilo dello stato attuale.
Una guerra ha distrutto anche Sarajevo e la città ha
ricominciato da capo trasformando la propria identità in un’ottica inclusiva e
multiculturale decidendo di affidando il destino nelle mani di nuove
generazioni pur sempre mantenendo un collegamento con la tradizione.
Civitavecchia
fu ricostruita lentamente grazie alla collaborazione dei cittadini; furono anni
difficili, indimenticabili che hanno consentito la rinascita di una città nuova
seppure mantenendo alcune caratteristiche del passato. Il profilo
architettonico è cambiato per sempre, rimane traccia della Vecchia città
solamente dalle foto e dai racconti di chi ha vissuto prima e dopo i
bombardamenti. Le persone sono fotografie viventi di quegli anni tremendi, hanno
avuto la possibilità e il potere sopravvivendo agli attacchi di disegnare con
le loro parole un quadro realistico dal quale avremmo dovuto apprendere
l’insegnamento più importante ossia che la guerra è distruzione.
Il sacrificio di Civitavecchia potrà essere ricordato per sempre,
nel settembre 1958 alla città venne assegnata la Medaglia d’Argento al Valore
Militare con la motivazione “Città di Civitavecchia, sottoposta senza tregua a
pesanti incursioni aeree, colpita in modo assai grave in tutti i suoi edifici e
impianti, con fermo coraggioso e fiero contegno e con i suoi numerosi caduti
dava costante prova di civismo e di profondo amore alla Patria. Nonostante le
mutilazioni e i lutti, fedele ai tradizionali ideali di libertà partecipava
attivamente alla resistenza e alla lotta clandestina”. E nel 1999 la città ha
ricevuto la Medaglia d’Oro al Merito Civile per le stesse motivazioni.
La guerra, dunque, è sì la scienza della distruzione ma
grazie alla memoria e al senso di appartenenza, da quella devastazione è
possibile rinascere e Civitavecchia lo insegna.
Facciamo
ora un salto nel tempo arrivando al 24 febbraio 2022, al giorno in cui i russi
hanno invaso l’Ucraina iniziando un conflitto che al momento non ha ancora
fine. Il collegamento salta subito agli occhi, come Civitavecchia nel 1943-1944
anche Kiev è diventata vittima di un urbicidio. I bombardamenti pianificati da
Vladimir Putin hanno distrutto palazzi, scuole, ospedali, strade rendendo la
capitale ucraina una città ferita e irriconoscibile, costringendo gli abitanti
sopravvissuti agli spietati attacchi a scappare non solo dalla propria casa,
dalla propria città ma anche dalla propria nazione.
Niente più certezze, nessuna sicurezza, solo tanta paura e
la vita che cambia improvvisamente senza avere la possibilità di fermare la
tragedia, di rassicurare i bambini che andrà tutto bene e di trovare una via di
fuga dal dolore causato dalle enormi perdite. Ragazzi mandati a combattere un
nemico che fino al giorno prima era un amico, senza avere le nozioni militari
per affrontare un combattimento e con il solo timore di perdere la vita a
guidare le proprie azioni. Quando era già successo? Durante la Prima Guerra
Mondiale, quando le atrocità furono talmente devastanti da pretendere alla fine
del conflitto che si onorassero quei giovani soldati che in nome del
patriottismo e del nazionalismo avevano sacrificato sé stessi.
Oggi come allora, la guerra interrompe le storie di vita,
descrive pagine cupe e biasimevoli per l’umanità e sottolinea ancora una volta
come l’uomo fatichi ad imparare dal passato, a riconoscere gli errori e
impegnarsi per non commetterli più. Il parallelismo tra l’urbicidio di
Civitavecchia e quello di Kiev commesso a distanza di 79 anni dà vita, dunque,
ad una seria riflessione su come l’equilibrio mondiale sia molto fragile, alla
mercé di decisioni discutibili prese da capi di nazioni che permettono troppo
facilmente alla sete di potere e di primato di reprimere l’obiettivo primario
di un leader, tutelare la propria popolazione. Basta intravedere uno spiraglio
di conquista per far scoppiare un conflitto che non lede unicamente il nemico,
gli altri ma anche sé stessi, causando perdite e devastazione all’interno dei
propri confini nazionali.
La guerra continua ad essere distruzione e per i cittadini
ucraini poter immaginare oggi il momento della ricostruzione appare molto
difficile. Le previsioni non rassicurano, Andrew Cottey professore presso il
Dipartimento di Governo e Politica dell’University College di Cork in Irlanda
ipotizza che non ci sarà nemmeno una vera conclusione leggendo nel prossimo
futuro – ed è forse uno degli scenari più auspicabili - “Un lungo scenario
di guerra, descritto come una sorta di conflitto congelato, in cui si avrà un
cessate il fuoco o un armistizio, ma il conflitto rimarrà assolutamente
irrisolto” pronto a riaccendersi alla più piccola scintilla dato che gli
insegnamenti della storia vengono ripetutamente ignorati.
sabato 9 settembre 2023
Attività CESVAM Anno 2022
1.
Dopo la realizzazione del numero
speciale dedicato al Cesvam Report settembre 2019- agosto 2021 in cui è riportato
tutta l’attività del CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare) nel periodo
considerato sono stati pubblicati, ovvero nel 2022 i seguenti numeri della
Rivista QUADERNI, supplemento del periodico nazionale “Il Nastro Azzurro,
Rivista di 128 pagine. Tale rivista, a profilo universitario di terza fascia, consta
dell’Editoriale del Presidente, due Parti, una dedicata alla Memoria con
quattro rubriche fisse (Approfondimenti, Dibatti, Archivio, Musei, Archivi e
Biblioteche, ed una parte dedicata alla Attualità Geografica con tre rubriche (Una finestra sul Mondo,
Geopolitica delle Prossime sfide, Scenari, Regioni Quadranti) Inoltre vengono
date notizie di dettaglio sulla attività del CESVAM, tra cui riportati gli
Indici mensili del supplemento in rete QUADERNI ON LINE, ad edizione
quotidiana, pubblicato sul blog www.valoremilitare.blogspot.com.
Tale edizione on line ha in media, nel 2022, dai 2000/3000 contatti mensili con
punte anche di 5000/6000Nel 2022 sono stati pubblicati i seguenti quaderni
1.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXII, 2022, n.1, 22° della Rivista Titolo” La Drappella di Nizza
Cavalleria”
2.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXIII, 2022, n.2, 23° della Rivista Titolo
Il Museo della Federazione di Bologna del
Nastro Azzurro
3.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXIV, 2022, n.3, 24° della Rivista Titolo
Albo dei Decorati al Valore Militare della
Provincia di Foggia
4.
Quaderni, Anno LXXXIII,
Supplemento XXV, 2022, n.4, 25° della Rivista Titolo
Medaglia Commemorativa del VI Congresso
Nazionale Milano 7-10 aprile 1938
Anche nel 2022 la Rivista “QUADERNI” ha
assolto alla sua primaria funzione di ricerca e studi sui temi del Valore
Militare, nel preservare la Memoria, nella diffusione dei valori statutari.
Inoltre ha assolto alla funzione di sostegno alle attività universitari.
Infatti ha pubblicato gli articoli tratti dalla ulteriore valorizzazione di
ricerca delle Tesi di Laurea approntate dai ex frequentatori dei Master che
sono entrati a far parte, come ricercatori giusta indicazione dei Bandi di
iscrizione dei Master citati
5. Sono stati predisposti nel
2022 i testi definitivi del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione e
sono stati stampati ed editi i volumi sei, sette ed otto dedicati al Compendio
e Glossario 1945 ed al Volume Percorsi di Ricerca. Ogni volume consta di circa
250 pagine
6. Sono stati pubblicati, nel 2022,
nell’ambito del Progetto “Ordinamenti. Un Ventennio di preparazione ed una
conclusione amara” i seguenti volumi:
“Il
Quadro di Battaglia dell’Esercito Italiano 10 giugno 1940 (Edizione Archeoares,
Viterbo Roma, 2022, 260 pag.), Gli Ordinamenti del Regio Esercito predisposti
tra le due guerre 1919-1939, Teso Volume I Tomo I (Edizione Archeoares, Viterbo
Roma, 2022, 270 pag); Gli Ordinamenti del Regio Esercito predisposti tra le due
guerre 1919-1939, Documenti Volume I Tomo II (Edizione Archeoares, Viterbo
Roma, 2022, 160 pag)
7. È stato pubblicato
nell’ambito della collana La Prigionia nella Grande Guerra, dopo i volumi
pubblicati nel 2021 (Volume 1 “Prigionia e Internamento, principali istituti e
lineamenti giuridici. Il valore del Combattente disarmato”. Volume 2 “La
Geografia dei campi di concentramento in Austria-Ungheria. Iconografia della
Prigionia Italiana nella duplice monarchia”. Volume 5 “La memoria. L’opera di
Padre Giovanni Minozzi durante e dopo la Grande Guerra. Le case del soldato
alla fronte e gli orfani di guerra dell’opera nazionale per il Mezzogiorno
d’Italia”.), il volume 3 “Pietro Bonci. Epistolario di Prigionia 30 mesi di
prigionia in Austria-Ungheria, sempre presso la casa Editrice Nuova Cultura
Università Sapienza Roma
8. Nel quadro del progetto
dedicato alle vicende dei militari in Russia, nel 2022 è stato pubblicato il
primo volume con il titolo 1941: una avventura non necessaria”, (Archeoaress
Viterbo, 2022, di 301 pagine.
Nella
sostanza nel 2022 il CESVAM. Centro Studi sul Valore Militare dell’Istituto del
Nastro Azzurro ha pubblicato n. 8 titoli corrispondenti a un volume in media di
circa 270-300 pagine. Considerando le vacanze estive, si può dire che il
CESVAM, grazie alla abnegazione di tutti i suoi partecipati ed alla efficienza
della segreteria generale dell’Istituto ha messo a disposizione e prodotto
circa un volume ogni mese e mezzo. Occorre infine ricordare che i volumi sono
editi a sostegno della offerta formativa che l’Istituto ha messo in atto
attraverso la attivazione dei Master di 1° Livello (di cui sotto),
9. Il CESVAM pubblica dal 2019
INFOCESVAM, BOLLETINO DI INFORMAZIONI SULLE Attività DEL CESVAM, edito in forma
didascalica. Fino al 2021 era a cadenza mensile, dal 1 gennaio 2022 a cadenza
bimestrale. INFOCESVAM, pubblicato sulle pagine CESVAM del Periodico Nazionale
nelle pagine CESVAM aggiorna “ad horas” lo stato di avanzamento die progetti e
sulle attività del CESVAM. Tale INFOCESVAM
è pubblicato sul sito dell’Istituto (www.istitutonastroazziro.or/ al
comparto CESVAM) e sui blog di riferimento (info:
ricerca.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
ATTIVITA’ DI CARATTERE CULTURALE
In partnership con l’Università di Studi Nicolò Cusano sono
stati attivate:
-
la V Edizione del Master di 1° livello in “Storia militare
contemporanea 1796.1960”; (Per Laureati)
-
la IV Edizione del Master di 1° livello in “Politica Militare
Comparata dal 1960 ad oggi.” (Per Laureati)
-
la II edizione del Master di 1° livello in “Terrorismo
internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi. (Per Laureati
-
La II edizione del “Corso di perfezionamento ed aggiornamento
“in Terrorismo internazionale, Obiettivi, Piani e Mezzi,” riservato ai diplomati
di Scuola Media Superiore.
I master sono strutturati per moduli che sono stati svolti
nella modalità e-learning e supportati da apposite sinossi. La convenzione
prevede un ritorno economico-finanziario per l’Istituto, iniziativa che
diversifica le fonti di entrata dell’Istituto stesso. Anche per l’anno
Accademico 2021/2022 sono state attivate le sessioni di Laura come da Bando. In
corso le attività per l’anno accademico 2022/2023.
In Generale molti frequentatori decidono di continuare le
loro ricerche iscrivendosi al Nastro Azzurro. Questa attività prettamente
culturale si è trasformata in un allargamento della base associativa dell’Istituto,
Infine nel 2022, oltre partecipazione a convegni e presentazioni di volumi, il
CESVAM ha avviato la Campagna di
informazione e Divulgazione che nel 2022 è alla sua II Edizione, volta a far conoscere
le pubblicazioni e le realizzazioni dell’Istituto indirizzata specialmente all’interno,
verso le Federazioni ed i Soci come amalgama ed all’esterno verso le scuole soprattutto
quelle Superiori e medie nel quadro del progetto ”Storia in Laboratorio”
attivato dal 2008.
mercoledì 30 agosto 2023
Libano 1982. A quanta anni dalla prima missione
Si riporta la premessa la volume in corso di preparazione in sviluppi del progetto Libano 4a anni dopo
Premessa
Lo scopo di questo volume è quello di proporre delle
riflessioni a carattere generale, anche da parte di alcuni protagonisti, della
esperienza che l’Italia affrontò agli inizi degli anni ’80 nel contesto internazionale
come partecipazione alla stabilizzazione e riduzione dei conflitti. Dalla fine
della Seconda Guerra Mondiale le Forze Armate Italiane erano ispirate come
impiego, per una scelta di politica militare ben precisa, ad una decisa
politica di difesa imperniata sull’art.11 della Costituzione repubblicana del
1948 (L’Italia ripudia la guerra come soluzione dei contrasti tra gli Stati);
il corollario conseguente fu per decenni il “focus” di impiego delle nostre
unità soprattutto terresti sarebbe stato incentrato sulla difesa del confine
orientale.
Poi la svolta degli anni ’80. Per contribuire alla stabilità
internazionale e comporre i conflitti in corso, in ambito ONU, si volle
iniziare con l’invio di contingenti militari in Libano quella stagione che
presso la pubblica opinione si accreditò come “missioni di pace”. Forze armate
impiegate come strumento di contrasto alla violenza bellica, come forza di
interposizione, utilizzata da parti che non riuscivano a trovare altra soluzione
che la violenza ai loro dissidi. Si intervenne nel conflitto tra israeliani ed
arabi, iniziato nel 1948 e che ancora oggi continua e perdura, nella convinzione
di portare un contributo volto a fornire elementi di stabilizzazione politica e
sociale alle due comunità.
Il volume nella sua prima parte da un ampio quadro delle
attività svolte dall’Italia, dall’Unità d’Italia ad oggi, ma anche dando cenni
agli decenni precedenti in merito alle iniziative dell’allora Regno di Sardegna,
fino ai nostri giorni come prova che le “missioni di pace” nelle sue varie
interpretazioni fanno parte del DNA delle nostre Forze Armate; nella sua
seconda parte riporta riflessioni di chi fu partecipe di quella esperienza, a
quaranta anni di distanza, nei suoi risvolti politici ma soprattutto come prima
esperienza delle Forze Armate italiane chiamate a confrontarsi con una realtà
che non era la guerra classica, ma che presentava risvolti diversi e variegati spesso
non conosciuti, in un contesto in cui non si poteva sbagliare. Iniziò con il Libano
una stagione in cui le Forze Armate italiane furono impiegate come forza di
interposizione e stabilizzazione, stagione che risultò poi essere uno strumento
di sempre migliore addestramento ed efficienza per le stesse Forze Armate,
quasi una “spovincializzazone” dello strumento militare sostanzialmente di
guarnigione, ma che fu pagato con un logoramento di materiali ed uomini ed un
allontanamento ordinativo, sul piano dottrinale, dal vero motivo per cui le
Forze Armate esistono. Alcune componenti terrestri (vedasi l’artiglieria e le
forze carriste), si ridussero a entità
trascurabili, la fanteria perse di molto il suo ruolo di arma base, a favore del
genio, che assunse, appunto, sempre più la funzione di arma base; inoltre componenti
logistiche come la sanità ed il commissariato assunsero una dimensione che andò
oltre quella tradizione di sostegno all’arma base. Uno strumento militare che
si avvicinava a più ad una forza paragonabile alle “constatabulary forces” che
realmente militare. Non per altro per fronteggiare alla emergenza Covid-19 il
Paese si affido, per la vaccinazione di massa della popolazione ad una
struttura gestita e approntata dalla organizzazione militare.
Tutto questo venne a confrontarsi con gli eventi del 24
febbraio 2022 in Ucraina, in cui le Forze Armate sono chiamate a sostenere non
più missioni di interposizione e stabilizzazione, ma, nella sostanza, a ritornare
al loro ruolo di fronteggiare una guerra classica, in un contesto di una coalizione
come la Nato, in un contesto “dual use” il cui si sta ripristinando l’”use”
primario.
Il volume quindi offre momenti di riflessione di questo arco
temporale di quarant’anni anni come evoluzione ed impiego delle nostre Forze
Armate, vero riverbero della situazione in cui l’Italia è chiamata ad operare
I limiti di spazio sono quelli del territorio nazionale, del
mediterraneo orientale e dei territori libanese e a nord dello Stato di Israele
I limiti di tempo vanno per la prima parte visti in quelli
dell’età contemporanea, dalla Santa Alleanza ad oggi, in particolare dalla
prima missione di interposizione che si ebbe a meta dell’ottocento, con una
particolare attenzione agli anni ottanta del secolo scorso.
sabato 19 agosto 2023
Rivista QUADERNI
SOMMARIO
“QUADERNI” DEL NASTRO AZZURRO”
Anno LXXXIV,
Supplemento XXIX, 2023, n. 2,
28° della Rivista.
Aprile – Giugno 2023
www.istitutodelnastroazzurro.org,
www.cesvam.org
Editoriale del Presidente Carlo Maria Magnan
IL MONDO DA CUI
VENIAMO: LA MEMORIA
APPROFONDIMENTI
Francesco Maria
Atanasio, La presenza italiana in Estremo
Oriente XIX e XX secolo: diplomazia
e forze armate.
Giovanni
Riccardo Baldelli, Il Valore Militare e
la Divisione “Perugia”…
DIBATTITI
Sergio Pirolozzi,Giulio Douhet, il generale che conquistò il
cielo.
Giorgio Madeddu, Quando gli iglesiensi persero la medaglia
d’oro al Valore Militare e né ricevettero in cambio,
quattro
d’argento. Il fatto dei Ponti di Santa Caterina del 17 gennaio 1973
ARCHIVIO
Massimiliano
Monti, Origine, Sviluppo ed Organizzazione
delle SS in Germania.
MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
Valentina Trogu, L’urbicidio di Civitavecchia, racconto di
una storia attualizzabile.
Giorgio
Madeddu, Il Cimitero Militare Italiano
dell’Asinara. Anno 1916. Necessità di un restauro per una
questione di
dignità.
IL
MONDO IN CUI VIVIAMO: LA REALTA’ DI OGGI
UNA FINESTRA SUL MONDO
Antonio
Trogu, New Start. La Russia ne sospendete
l’applicazione
GEOPOLITICA DELLE
PROSSIME SFIDE
Massimo
Coltrinari, Lo Stato. Analisi
parametrale. LO schema analitico degli scenari
Parte II
SCENARI, REGIONI QUADRANTI
Nicolò
Paganelli, Lo Stato. Analisi Parametrale. Il Messico
Posteditoriale
Segnalazioni
Librarie. …
Autori.
Hanno collaborato a questo numero.
Articoli
di Prossima Pubblicazione.
•
CESVAM NOTIZIE
I
“Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno LXXXIII, VII, 2022, Luglio 2022,
n. 78
I
“Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno LXXXIII, VIII, 2022, Agosto 2022, n. 79
I
“Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno LXXXIII, IX, 2022, Settembre
2022, n. 80
“Quaderni”
on line sono su: www.valoremilitare.blogspot.com
PER FINIRE
Massimo Coltrinari, Il
Valore Militare attraverso le Cartoline Militari ed oltre
INFO contatti e
richieste a : segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
giovedì 10 agosto 2023
INFOCESVAM MAGGIO - GIUGNO 2023
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO X, 41/42 N. 3, Maggio – Giugno
2023, 1 luglio 2023
X/3/701 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di
edizione di INFOCESVAM, 701 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi.
Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes”
dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro
Azzurro. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento
delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale
Dei Decorati al Valor Militare. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la
precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente dedicato
all’aggiornamento dei progetti in corso e alla situazione dei master.
X/3/702 – Il dott. M.B.,
Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e
Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Dalla legge
801/1977 alla legge 124/2007. L’evoluzione dell’Intelligence e
dell’Antiterrorismo”.
X/3/703 Progetto 2015/1
Dizionario minimo della Grande Guerra. Il progetto è stato realizzato. È nella
fase di divulgazione. Sono disponibili a chi ne fa richiesta 15 serie di 12
Volumi. Le Federazioni possono chiedere l’invio gratuito previo rimborso spese
postali
X/3/704 Il dott. R.G.,
Master in Storia Militare Contemporanea dal 1792 - 1960, la prossima sessione
estiva di laurea discuterà la tesi “Le prime fasi della battaglia di Francia.
L’Attacco al forte di Eben Email 10-11 maggio 1940”
X/3/705 Progetto 2016/1.
Dizionario mino della Guerra di Liberazione 1943-1945. Il progetto ha
realizzato 7 volumi su 8. I volumi editi possono essere richiesti per l’invio
gratuito dalle Federazioni, previo rimborso spese postali. Il Volume n. 1 sarà
edito in occasione dell’80° anniversario il prossimo settembre
X/3/706– Il dott. DP.
A.., Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e
Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Ricorso alle
nuove tecnologie e l’uso di Internet nella lotta al Terrorismo”.
X/3/707. Progetto 2017/1
La prigionia e l’Internamento. Pubblicati 4 volumi che sono a disposizione
anche singolarmente. Il Vol. IV dedicato alla memoria è nella sua fase di
manoscritto 5. Prevista pubblicazione per il mese di luglio 2023.
X/3/708. Progetto 2017/2
“I Soldati Italiani sulla Testa di Ponte di Anzio”. Pubblicato il volume I. Il
Volume due è nella fase finale di manoscritto 5. Prevista pubblicazione a
luglio 2023 o settembre ottobre 2023.
X/3/709. Con il mese di
luglio iniziano le pubblicazioni della Collana I Libri del Nastro Azzurro –
Serie Università con la pubblicazione di opere predisposte dai frequentatori di
Master. I Volume sarà quello di Monica Apostoli “Il Genio Telegrafisti. Il 3°
ed il 7° Reggimento Genio Telegrafisti
X/3/710. Il Dott. Roberto
Olevano, già frequentatore di Master, ha predisposto la ricerca su “La prima
Ritirata di Russia. 1812. (Titolo provvisorio) con la finalità mdi pubblicare
un volume nella serie della Collana I Libri del Nastro Azzurro Serie
Università.
X/3/711 – Il dott. A.S.., Master in Terrorismo
ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima
sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Terrorismo. Un fenomeno che non
riesce a fermarsi”.
X/3/712 – Marco
Montagnani, Presidente della Federazione di Asti, Consigliere Nazionale, ha
predisposto come manoscritto 4 la ricerca “L’affondamento del Pirografo
requisiti Conte Rosso24 MAGGIO 1941. La
pubblicazione del volume è prevista per il prossimo ottobre 2023
X/3/713. Progetto 2017/2
Capire la Grande Guerra. Concluso. Sono stati pubblicati tre volumi (,13, n.14,
n.15) La serie di tre volumi è disponibile alle Federazioni che ne fanno
richiesta, salvo rimborso spese postali.
X/3/714 – La Dott.ssa G.M.,
., Master in “Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina,
Strategia, armamenti”, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi
“La Legione romana attraverso “L’arte della Guerra” di N. Macchiavelli”.
X/3/715 – Progetto
2018/1. Le Leggi Raziali ed il Valore Militare. Progetto concluso. Sono stati
prodotti tre volumi La serie è disponibile alle Federazioni che ne fanno
richiesta, salvo rimborso spese postali
X/3/716 – Progetto 2019/1
“Il Corpo Italiano di Liberazione ed il Valore Militare. La ricerca è conclusa.
Il volume è nella fase di predisposizione di Bozza 2. Sarà edito nel mese di
luglio 2023. Le Federazioni possono chiederne 5 Copie ciascuna, salvo il
rimborso delle spese postali. Sarà data comunicazione tramite la email
“ricerca.cesva@istitutonastroazzurro.org
3/717 – Il dott. PP.S.,
Coeso di Aggiornamento e perfezionamento in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale.
Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la
tesi “HUMIT. Tecniche di interrogatorio negli Stati Democratici. Una
riflessione etica alla luce del diritto umanitario internazionale”
X/3/718 - Progetto 2019/2
Le Vicende dei Militari Italian in Russia 1941-1953. È stato pubblicato il
primo volume dalla serie. Il Volume 2 ed il Volume 3 sono terminati come
manoscritto n. 5. Si attende la disponibilità della Tipografia al fine di
procedere alla loro stampa e pubblicazione
X/3/719 il Dott L.A.,
Master in “Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, Strategia,
armamenti”, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Sistema
Nike Hercules in Italia nel periodo della guerra fredda”.
X/3/720 – Progetto 2020/1
“La prigionai Italiana in mano britannica Kenya. Il Volume è nella fase di
manoscritto 4. Si prevede che per
settembre p.v. si completa il manoscritto 5 e si avvii la fase di editing
X/3/721 – Progetto 2020/2
Le Riforme Militari tra il 1919 ed il 1919. Sono stati pubblicati Tre volumi
che sono disponibili a richiesta, e come prassi, saranno inviati gratuitamente,
salvo rimborso delle spese postali. Il Volume dedicato agli ordinamenti dal
1940 al 1946 è approdato alla fase del manoscritto 3
X/3/722 – Progetto 2021/2
Centenario della Traslazione del Milite Ignoto. Il progetto è concluso. Sono
disponibili la medaglia coniata nell’occasione che si può richiedere a
segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
X/3/723 – Progetto 2022/1
Implementazione Archivio Digitale. Vds Annesso a questo bollettino
X/3/724 – È in corso la
definizione delle proposte per i titoli dei progetti 2024 al fine di aderire
alla prevedibile richiesta del Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro.
X/3/725 – Prossimo INFOCESVAM
sarà pubblicato il 1 settembre 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal
gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org
e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.
sabato 29 luglio 2023
mercoledì 19 luglio 2023
lunedì 10 luglio 2023
venerdì 30 giugno 2023
Monica Apostoli: Il Genio "Telegrafisti" nella Grande Guerra. il 3° ed il 7° Reggimento
Si riporta la prefazione al volume , di prossima pubblicazione:
Basato sulla tesi di laurea del Master di 1° Liv. in “Storia Militare Contemporanea dal 1796 al 1960”, il volume porta un contributo di tutto rilievo alla conoscenza di una componente del nostro Esercito, l’Arma delle Trasmissioni. Lo sviluppo della tecnologia, che parte da fine Ottocento con l’invenzione della Radio da parte di Guglielmo Marconi, ha assunto un peso sempre maggiore sia in pace che in guerra nel campo della comunicazione, e di conseguenza ha fatto si che le dimensioni di tale sviluppo siano andate ad incidere anche sugli Ordinamenti. Comunicare, o impedire di comunicare, è stato sempre, sul campo di battaglia, una attività fondamentale. Gli sforzi messi in campo per avere situazioni aggiornate per evitare la sorpresa o basare le proprie decisioni su dati errati od obsoleti sono continui: di pari passo ingannare il nemico, fuorviarlo o carpirgli ogni dato utile intercettando le sue comunicazioni ha contribuito a rendere sempre più autonomo questo particolare settore. In questo volume sono descritti quelli che si misero in essere al momento dello scoppio della Grande Guerra. Dal 1915 al 1918; sotto l’incalzare delle esigenze operative, lo sviluppo delle compagnie trasmissioni è stato veramente notevole. Di pari passo il volume coglie gli aspetti dell’impiego dell’uomo che, oltre che soldato, doveva anche essere uno specialista, un tecnico capace di saper usare la tecnologia che via via veniva messa a disposizione dall’industria. Prendeva quindi consistenza una corrispondenza biunivoca che, nata con la Grande Guerra, è continuata negli anni successivi fino ai nostri giorni, cambiandone ovviamente il grado ma non la sua natura. Il volume, quindi, ci dà un contributo documentale che merita di essere sottolineato e che va ad alimentare una letteratura che si arricchisce sempre più, nel quado di una conoscenza della Grande Guerra, che ha generato, come noto, l’attuale ordine mondiale.
Il Collegio dei Redattori della Rivista “QUADERNI” dell’Istituto del Nastro Azzurro
martedì 20 giugno 2023
Quadro di Battaglia dell'Esercito Italiano
Riportiamo, per chiarezza di intenti, quello che si può definire l’Ordine di Battaglia del Regio Esercito al 10 giugno 1940, premessa alla presentazione del Quadro di Battaglia in forma iconografico.storica, oggetto di questo volume.
Alto Comando -
Comandante supremo di tutte le Forze Armate Vittorio Emanuele III, Re d’Italia e d’Albania, Imperatore d’Etiopia. - Comandante supremo di tutte le Forze Armate, su delega del Re d’Italia
Benito Mussolini, 1° Maresciallo dell’Impero, Capo del Governo -
Capo di Stato Maggiore Generale Pietro Badoglio, Maresciallo d’Italia1 -
Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito Rodolfo Graziani, Maresciallo d’Italia2 -
Capo di Stato Maggiore della Regia Marina Domenico Cavagnari, Ammiraglio di Sq.3 -
Capo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica Francesco Pricolo, Generale S.A.4
Regio Esercito Comando Gruppo d’Armate Ovest S.A.R. Principe di Piemonte Umberto di Savoia. 12.500 Ufficiali, 300.000 Sottufficiali e truppa 188 Battaglioni (113 Fanteria, 47 Alpini, 28 Camicie Nere, 5 Bersaglieri), 4 Gruppi di Squadroni di cavalleria 4a Armata (Gen. A. Guzzoni). Dal confine svizzero a Monte Granero. Corpi d’Armata I C.d.A Div. Fanteria Cagliari Div. Fanteria Pinerolo Div. Fanteria Superga 3° Reggimento alpini IV C.d.A. Div. Fanteria Assietta Div Fanteria Sforzesca Corpo D’Armata Alpino Div. Alpina Taurinense Div. Alpina Tridentina 1 Marchese del Sabotino dal 1928, Collare dell’Annunziata dal 1929, Duca di Adis Abeba dal 1936 2 Da 3 novembre 1939 3 Dal 1934 al 1941 4 Dal 1939 al 1941 23 Raggruppamento Alpino Levanna Riserva d’Armata Div. Fanteria Brennero Div Fanteria Legnano 1° Raggruppamento celere 1a Armata (Gen. P. Pintor). Dal Monte Granero a Tirreno. Corpi d’Armata II C.d.A Div. Fanteria Acqui Div. Fanteria Forli Div. Fanteria Livorno Div. Alpina Cuneense Raggruppamento Alpini Varaita-Po III C.d.A. Div. Fanteria Cuneo Div Fanteria Ravenna Raggruppamento Alpino Gessi XV C.d.A. Div. Fanteria Cosseria Div. Fanteria Cremona Div Fanteria Modena Riserva d’Armata Div. Fanteria Cacciatore delle Alpi Div Fanteria Lupi di Toscana Div. Fanteria Pistoia Div. Alpina Pusteria 2° Raggruppamento celere 7a Armata (S.A.R. Il Duca di Pistoia). In Riserva a disposizione dello S.M.R.E In Piemonte, zona Acqui - Asti. 2.200 Ufficiali e 42.000 sottufficiali e truppa. Corpi d’Armata VII C.d.A Div. Fanteria Firenze Div. Fanteria Friuli VIII C.d.A. Div. Fanteria Granatieri di Sardegna Div Fanteria Siena Comando Gruppo d’Armate Est Gen. C.d.A. Camillo Grossi. 8.500 Ufficiali, 195.000 Sottufficiali e truppa 144 Battaglioni (94 Fanteria, 5 Alpini, 24 Camicie Nere, 21 Bersaglieri), 30 Squadroni di cavalleria 2a Armata (Gen. Vittorio Ambrosio). Nel settore da Tarvisio a Fiume. Corpi d’Armata 24 V C.d.A Div. Fanteria Bergamo Div. Fanteria Lombardia Div. Fanteria Sassari XI C.d.A. Div. Fanteria Re Div. Fanteria Isonzo I Raggruppamento Alpino A disposizione del Comando d’Armata 2° Reggimento Piemonte Reale 2° Reggimento Bersaglieri 3° Raggruppamento Artiglieria 3° Raggruppamento genio 4° Reggimento Genova Cavalleria 19° Reggimento Cavalleria Guide 6a Armata o Armata del Po (Gen. Mario Vercellino). Nella Pianura Padana. Corpi d’Armata Corpo d’Armata Corazzato Div. Corazzata Ariete Div. Corazzata Littorio Div. Motorizzata Trento Div Motorizzata Trieste Corpo d’Armata Celere 1a Div. celere Eugenio di Savoia 2a Div. celere Emanuele Filiberto 3a Div. celere Amedeo d’Aosta Corpo d’Armata autotrasportabile Div. Autotrasportabile Pasubio Div. Autotrasportabile Piave Div. Autotrasportabile Torino A disposizione del Comando d’Armata 5° Reggimento artiglieria contraerea carrato 9° Raggruppamento genio motorizzato 8a Armata (S.A.R. Il Duca di Bergamo). In via di formazione nel Veneto e in Romagna Corpi d’Armata XIV C.d.A Div. Fanteria da montagna Marche Div. Fanteria da montagna Puglie VI C.d.A. Div. Fanteria Casale Div. Fanteria Messina Div. Fanteria Parma 25 Comando Gruppo d’Armate Sud Maresciallo d’Italia Camillo de Bono. 3000 Ufficiali, 65.000 Sottufficiali e truppa 56 Battaglioni (42 Fanteria, 14 Camicie Nere,) Forze in Sicilia (Gen. Angelo Rosi). Corpi d’Armata XII C.d.A Div. Fanteria Aosta Div. Fanteria Napoli Rgt Cavalleggeri Palermo 10° Reggimento Bersaglieri 12° Reggimento artiglieria 12° raggruppamento genio Forze in Sardegna (Gen. Augusto de Pignier). Corpi d’Armata XIII C.d.A Div. Fanteria Calabria Div. Fanteria Sabauda 13° Raggruppamento artiglieria 13° raggruppamento genio 3° Armata (Gen Carlo Geloso) Italia meridionale. Riserva Genera-le IX C.d.A. Div. Fanteria Bari Div. Fanteria Piemonte Div. Fanteria Taro. Comando Superiore Truppe in Albania Gen. C.d.A. Sebastiano Conti Prasca 2200 Ufficiali, 57.000 Sottufficiali e truppa, 11 soldati Albanesi Forze in Albania. Corpi d’Armata XXVI C.d.A Div. Fanteria Arezzo Div. Fanteria Ferrara Div. Fanteria Venezia Div. Corazzata Centauro Div. Alpina Julia Unità indipendenti Reggimento Granatieri d’Albania Reggimento lancieri d’Aosta Reggimento lancieri di Milano 26 26° Reggimento artiglieria 26° raggruppamento genio Comando Forze Armate dell’Egeo Gen. Cesare Maria DE Vecchi 916 Ufficiali, 24150 Sottufficiali e truppa Forze-Isole dell’Egeo Div. Fanteria Regina CCCXII Battaglione carri Batterie di artiglieria Comando Superiore Forze Armate Africa settentrionale Maresciallo d’Italia Italo Balbo 8900 Ufficiali, 184.000 Sottufficiali e truppa, 28.500 soldati libici. 5a Armata (Gen. Italo Gariboldi). In Tripolitania Corpi d’Armata X C.d.A Div. Fanteria Bologna Div. Fanteria Sabratha Div. Fanteria Savona XX C.d.A. Div. Fanteria Brescia Div Fanteria Pavia Div. Fanteria Sirte XXIII C.d.A. 1a Legione della Milizia 23 marzo 2a Legione della Milizia 28 ottobre Unità Indipendenti 2a Div. Libica truppe di copertura alla frontiera tunisina e Piazzaforte di Tripoli 10a Armata (Gen. Mario Berti). In Cirenaica XXI C.d.A. Div. Fanteria Cirene Div Fanteria Marmarica 4a Legione della Milizia 3 gennaio Unità Indipendenti 1a Div. Libica truppe di copertura alla frontiera orientale e Piazzaforte di Tobruk Nello scacchiere sahariano settori di copertura a Cufra Gadames e Serdemes 6 compagnie di mitraglieri libici e truppe mobili Comando Forze Armate dell’Africa Orientale Italiana Viceré S.A.R. Amedeo d’Aosta 27 5.900 Ufficiali, 68.000 Sottufficiali e truppa, 182 soldati coloniali Unità Indipendenti Reggimento Granatieri di Savoia Div. Fanteria Africa 16 battaglioni nazionali non indivisionati con: 3 compagnie carri armati 10 gruppi di artiglieria 1 squadriglia autoblinde 29 Brigate coloniali con 17 battaglioni coloniali autonomi 8 gruppi squadroni di cavalleria 22 gruppi bande 2 gruppi di artiglieria










