Atto Costitutivo e Statuto della Associazione

L'Atto Costitutivo, lo Statuto della Associazione, la Scheda di Adesione sono pubblicati sotto la data del 2 febbraio 2013 di questo Blog

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lunedì 25 maggio 2020

Da Grifo Arciere, Custode Massimo Iacopi. Ricette



Anche per questo mese di dicembre, il nostro bravissimo confratello poeta, Nicola ZITELLI da OSTIA, nonostante il forzato periodo di convalescenza e di quarantena forzata, ci ha inviato il suo consueto apporto di sonetti romaneschi che, secondo una prassi ormai consolidata, mi sono permesso di scegliere e commentare, per facilitarne la comprensione per i nostri confratelli, settentrionali e meridionali, meno assidui con la lingua di Trilussa. Ecco di seguito i sonetti di questo mese:


- “ZAMPETTI DE MAIALE A LA ROMANA” Con questo sonetto caudato (un sonetto classico a rima ABBA, ABBA, CDC, EDE più una terzina a rima EFF), il nostro confratello torna a cimentarsi nel campo di uno dei suoi soggetti preferiti della cultura popolare romana, quello enogastronomico. Nello specifico, il sonetto ci parla di un piatto popolare romano, quello degli Zampetti di maiale alla romana.

Se qualcuno, con la “puzza al naso”, ti dice che questa ricetta è superata, non dargli ascolto perché è solo una fanfaronata: basta solo non farci caso. Ti conviene fare come San Tommaso e parlare solo quando l’hai provata: vedrai che si tratta di una ricetta prelibata che, più ne mangi e più te ne convinci. Pulisci bene due zampetti di maiale e mettili a bollire per un paio d’ore, con grani di pepe nero, alloro e sale. Disossa la polpa e metti da parte la cotenna, tenera come il burro e con un sapore che con olio ed aceto diventa una cosa stupenda. Non ti serve una penna per ricordare o … un nodo al fazzoletto, perché questa specialità è più antica e facile come il brodetto.

- “PUNTARELLE” Con questo sonetto classico (rima ABBA, ABBA, CDC, EDE), il nostro poeta ci fornisce la ricetta di un ulteriore piatto tradizionale della cucina popolare romana: quello delle Puntarelle.

Si tratta solamente di cicorione e chi è romano ci si impegna per fare le puntarelle: solo costine, bianche e croccanti, perché gli viene tolto, a mano, il verde dalla foglia. Queste vengono quindi messe a bagno nel lavandino, tagliate in quattro, a croce, a listarelle e, come queste si arricciano come girelle, gli viene spremuta l’acqua con un asciugamano. Poi, pesta aglio ed alici nel mortaio, fanne un miscuglio, una ghiotta marinata con un goccio d’olio, aceto, pepe e sale. E così, di “punto in bianco”, questa pietanza, condita e ricoperta con una patina di salsetta, entra di prepotenza nella storia.

- “GARGAROZZONI (Avidi, Ingordi)”. Con questo sonetto classico (rima ABBA, ABBA, CDC, EDE), il nostro non perde l’occasione di fare della satira politica e di colpire, senza esclusioni, la classe politica, mettendone in evidenza la prevalente tendenza all’avidità ed all’ingordigia.

Gli puoi dire truffatore e bandito, tanto questi “zozzoni” non gliene importa nulla: a colui che pratica l’arte del furto non saresti neanche in grado di fargli venire il rossore in volto; per contro a chi ha ancora il senso dell’onore, quest’offesa suona peggio di uno schiaffo che gli farebbe bloccare in bocca la voglia di fare il falso o il … senatore. E questi ingordi fanno finta di non vedere quanta povera gente stringe sempre di più la loro cintura ed un giorno gli stessi avidi, se gliene venisse la tentazione, sarebbero persino capaci di tappezzare le loro poltrone con la “pellaccia” del contribuente;

- “PACCOTTIJA E FUFFA”. Il nostro confratello, con questo ulteriore sonetto caudato (un sonetto classico a rima ABBA, ABBA, CDC, EDE più una terzina a rima EFF), se la prende, senza peraltro nominarlo, con un noto personaggio del nostro attuale firmamento politico, che opera spavaldamente in un ambiente di Ciarpame ed Imbrogli.

In qualsiasi Paese di questo mondo (per non parlare del mondo mussulmano) gli avrebbero già tagliato le mani o il collo e la testa … a tutto tondo. C’è da chiedersi, da quale bassofondo sono andati a raccogliere un sacrestano, allo stesso tempo calamitoso e ciarlatano: il più tonto di tutto il mappamondo. Qualcuno la chiama professore o, forse, da megalomane, ci si chiama da solo, per darsi un’aria di … superiorità. In questo contesto, l’Europa, nata da una truffa, oggi ci ha dato la dimostrazione di essere un insieme di Ciarpame ed Imbrogli. Il cieco non canta mica per nulla: chissà quanto è fruttato sottobanco il tradimento al popolo italiano.

- “BISOMMINI”. Il nostro poeta si ripromette con questo sonetto classico (rima ABBA, ABBA, CDC, EDE), di fare un omaggio ai suoi concittadini, reagendo alla denigratoria campagna di stampa che, recentemente ha presentato la città di Ostia come il covo delle mafie.

Sono solo 70 anni che mi trovo qui, vivendo in questa città con soddisfazione e con la convinzione che gli Ostiensi siano gente per bene … di prima categoria e non si fanno di certo “infinocchiare” dalle fandonie o dalle false sceneggiate di quattro “scribacchini” a pagamento che non sanno neanche di che cosa stanno … a parlare; gente che ha visto Ostia in cartolina e si permette di sputare sentenze, pagate a quattro soldi alla dozzina; ma questi personaggi, più che “pennaroli” sono dei Caini, col pelo sul cuore e sulla coscienza, che sparano nel mucchio … per quattrini;

- “LI FIJI DE L’OCA BIANCA”. Con questo sonetto classico (rima ABBA, ABBA, CDC, EDE), il nostro Nicola rende omaggio ad un’Associazione Benemerita culturale romana, il Centro Romanesco Trilussa, che da anni mantiene viva la fiamma della tradizione, della poesia e della prosa in “romana lingua”.

A Roma l’antico Teatro dei Comici è separato da una porta da un pensatoio in mezzo alla città: una ventata di romanità in mezzo a libri e carte, dove il dialetto si trasforma in arte. Il Centro Romanesco Trilussa può vantare una caterva di celebrità, una cerchia ristretta (“fiji de l’oca bianca”), un mondo a parte. Quando Giorgio Roberti, il fondatore, l’ha impostato con i massimi sapienti (“cacamme”) della rima, magari era proprio così che l’aveva sognato, poiché al Centro, per chissà quale alchimia, come mi sembra di aver detto sopra, il dialetto si veste di poesia;

- “ETERNITA’”. Con questa poesia in sestine (rima ABBACC), il nostro confratello offre uno spunto di meditazione su un concetto legato alla nostra esistenza, difficile da “inquadrare” nelle nostre categorie del pensiero: l’Eternità.

Eternità vuol dire … mica lo so. Vuol dire senza principio e senza fine, cioè una cosa che non ha confine, che per certo non può essere misurata. Sarà già antica quanto … Dio lo sa, ma non soffre la mortalità. Ci si è intestardita la filosofia: da Platone a sant’Agostino, da Aristotele a Tommaso d’Aquino, per non parlare della Massoneria … e più credevano di averla in pugno più si accorgevano di “sbatterci il muso” (senza successo). I millenni sono polvere al confronto: alla fine del tempo … c’é altrettanto, ma non si riesce a pensarlo tutto quanto … L’eternità non tiene certamente il conto e neanche si capisce come concetto, perché un concetto ha delle fondamenta, mentre invece, a pensare all’eternità, per quanto grande la si possa rappresentare, non appoggiando su basi certe, non si sa da che parte incominciare: allora dico tutto e … non dico nulla, perché non ci ho capito nulla !!!

- “UN GRAMMO DE CERVELLO”. Con questo delicato sonetto classico (rima ABBA, ABBA, CDC, EDE), ci viene offerto uno spunto di meditazione, tratto da una simpatica esperienza autobiografica.
 Un passerotto, tutte le mattine, si accosta al tavolino del caffè: io fischio, lui zompetta e viene da me, per beccare alcune briciole di dolcetti. Ci viene spedito, senza fare moine: mi riconosce come un cliente assiduo che gli prepara molliche di “bigné”, senza pretendere troppe cerimonie. Un uccelletto: un grammo di cervello che gli è sufficiente per farci tutto quanto … per questo mi ci esaspero e mi arrovello di fronte a tanta gente, con un cervellone mille volte tanto, che non gli serve neanche ad un accidente !!!

- “ABBRUZZO”. Con questa dotta e delicata poesia in sestine (rima ABABCC), il nostro confratello ci dimostra come è possibile, con la sua ars poetica, coniugare, in rima, cultura, tecnica e sentimento. Il tema rappresentato è l’Abruzzo con i suoi paesaggi e la … transumanza.

Sono salite quassù da Barisciano, sotto il Gran Sasso, le bianche greggi di pecore “pagliarole”, un passo dopo l’altro, a poco a poco, brucando l’erba fra le mammole e le viole. Le groppe delle greggi, a saliscendi, sembrano come un’onda che, sul monte, risale e risprofonda. Fra gli aghi di ginepro e del biancospino, la lanuggine delle pecore, strappata dalle spine della bardana (Lappa), al pari dei sassolini di Pollicino, punteggiano il cammino, tappa per tappa e sotto il sole sembra argentata, poiché il vento pensa a farla tremolare. Ma quando, in autunno, le ombre del monte tendono ad allungarsi, l’acero si veste di rosso, il faggio si veste d’oro e, senza la forza del sole di agosto (le moresche di Fetonte), l’erba non è più sufficiente ad alimentare il gregge; a quel punto si scende dal monte per allontanarlo dall’inverno, alla volta dei tratturi che conducono ai pascoli invernali, come quello della valle dell’Aterno. Ecco dunque che il pecoraro, mentre si assesta il mantello,  emette il suo tipico fischio doppio, in modo che il cane possa radunare il gregge, che si disperde trotterellando: quel cane maremmano ombroso, in mezzo al gregge, che quando si intestardisce non si regge. Quando il freddo dell’inverno mette in fila uomini e bestie verso il mare, dove il pascolare diventa meno avaro, in questa regione ricomincia un sonno secolare … solo la notte è attraversata dal lamento dei lupi che “mettono in musica” il vento.

- “A OGNUNO L’ARTE SUA …”. Questo sonetto classico (rima ABAB, ABAB, CDC, EDE) conclude il contributo del nostro confratello Nicola che, con grande simpatia ed altrettanta ironia, ha voluto esprimere un canto alla gioia di vivere ed al sapersi contentare di quello che la vita ti offre.

Mi sarebbe piaciuto fare il pittore, perché sei bella e ti avrei dipinto … Peccato: non sono neanche uno scultore, poiché nel marmo ti avrei modellato, o un poeta, fine dicitore: ti avrei dedicato un sonetto … o magari, persino, un cantautore e ti avrei cantato una canzone. Ma, se la cosa ti può fare piacere, ti faccio una proposta “malandrina”: io per mestiere faccio il “trombettiere” … Non è probabilmente un mestiere blasonato, che permette di procurarsi il superfluo … però il divertimento è assicurato !!!

Anche questo mese, a conclusione della presentazione delle poesie e dei sonetti del nostro confratello Nicola, mi sento, come al solito, obbligato a rinnovare, a nome vostro e mio personale, i più affettuosi sentimenti di sincera ammirazione e di gratitudine per il suo consueto, generoso, prezioso apporto mensile. Ma non posso mancare di trasmettere al nostro valoroso confratello gli auguri e gli auspici più affettuosi per un pronto ristabilimento, dopo il recente intervento chirurgico subito.



Anche in questo periodo, il Vostro Reggente ha avuto il piacere di pubblicare alcuni saggi, sulla:


venerdì 15 maggio 2020

Grico ARciere, Assisi 7 maggio 2020


Da Massimo Iacopi Reggente della Custodia il Grifo Arciere riceviamo e pubblichiamo 


Cari Amici,

continuiamo a resistere di fronte a questa pandemia, con una certa stanchezza psicologica e comunque felici perché, a parte qualche rara eccezione, nessun membro dell’Associazione è stato interessato dal “Corona Virus”. In effetti, il generale Agostino BIANCAFARINA, il nostro confratello, Comandante del Comando Roma Capitale, è stato ricoverato in terapia intensiva, una quindicina di giorni fa, ma le notizie inizialmente ferali, sembrano ora volgere al meglio. Giungano, in ogni caso, al nostro confratello le preghiere ed i voti più sinceri per un pronto ristabilimento.

Spero vivamente, entro la metà di questo mese, una volta che la curva dei contagi abbia decisamente imboccato la tendenza ad una diminuzione in tutta l’Italia (in effetti, in UMBRIA, la curva dei contagi si è praticamente azzerata da qualche giorno !!) che si possano prendere alcune decisioni per il prossimo futuro. Rimane in piedi l’ipotesi dell’indizione della già rimandata Assemblea annuale e delle elezioni delle cariche sociali per la fine del prossimo mese di settembre prossimo venturo, sempre che i decreti a raffica della Presidenza del Consiglio, oltre a confonderci le idee già poco chiare, non ci tengano imprigionati fino a tutta l’estate (spero proprio di no !!). In ogni caso, entro questo mese, avendo recuperato buona parte degli anticipi del viaggio in Francia, provvederò alla restituzione ai partecipante del viaggio la quasi totalità delle quote versate come anticipo. Al momento, per quanto riguarda le altre attività programmate, rimane in piedi l’ipotesi della Campania Felix 13, per la fine di ottobre, mentre ci sono legittimi sospetti che i soggiorni montani militari quest’anno non verranno aperti, in quanto già requisiti dalle autorità per ospitare parte del personale in quarantena. In ogni caso, “mala tempora currunt” e di questi problemi ne parleremo più diffusamente, sperando con prospettive migliori, nella news del prossimo mese.  Comunque sia, chi fosse interessato ad usufruire dei soggiorni presso le basi logistiche estive dell’Esercito è pregato di segnalarmi, comunque, il suo eventuale interesse.
continua con post in data 25 maggio 2020

domenica 10 maggio 2020

Quando si poteva viaggiare liberamente


Alla scoperta del West
Appunti di un viaggio on the road
di Giovanni Cecini

Il viaggio dai tempi di Ulisse e Marco Polo ha sempre spinto l’uomo alla ricerca dell’ignoto, del diverso, ma anche di quel minimo comune denominatore che l’individuo riesce a percepire come simile a se stesso e al suo mondo, tanto da identificarlo come proprio. Il sempre verde sogno di approdare su nuovi e lontani lidi, l’ebbrezza della partenza e del ritorno rimangono elementi fissi, se non senza eccezione identici del vecchio o del nuovo pellegrino, che in autostop, in bicicletta, in nave, in treno, in auto o in aereo gira il mondo con una meta precisa oppure da valutar per l’occasione cammin facendo.
Ecco quindi che le motivazioni, come la genesi e l’evolversi di un viaggio possono cambiare e trovare nuovi ispirazioni anche tra gli stessi partecipanti al medesimo itinerario.
Quello che mi accingo a raccontare probabilmente è un viaggio come tanti, che trova il suo svolgimento tra l’altro in un paese come gli Stati Uniti, che da alcuni anni a questa parte è sempre più gettonato, per viaggi di nozze, gite sociali o in modo più classico per piccoli gruppi alla ricerca del mitico clima on the road, che le major hollywoodiane hanno proposto ormai in salse e tonalità diverse da «Duel» a «Thelma & Louise».
Il mio gruppo, composto da quattro persone, sin da principio voleva spingersi un po’ all’avventura, anche perché per quasi tutti l’impatto con il continente nordamericano era già avvenuto in precedenza. Tuttavia il programma si è andato formando con velocità, fissando nella prima metà di ottobre l’arco temporale dell’itinerario, stabilendo e prenotando anche con esuberanza di zelo e con grosso anticipo tutte le tappe e molte delle attività che si sarebbero dovute svolgere. Un semplice ritardo o imprevisto avrebbe quasi rovinato il tutto; per fortuna, benché come normale qualche imprevisto può capitare, il viaggio è proseguito nel migliore dei modi.
La prima tappa è stata la città di Chicago, oggi meglio nota come la patria di Barack Obama. Proprio in quei giorni essa si contendeva, insieme ad altre agguerrite località, la designazione per  le Olimpiadi del 2016. Purtroppo per i sostenitori a stelle e strisce, la candidata sul podio è stata Rio de Janeiro, ma il clima di euforia non si è spento in questo modo, anche perché la città che si affaccia sul lago Michigan risulta piena di vita e il suo eclettismo ha radici lontane.
Sorta come città di frontiera, divenuta centro urbano di riferimento per la zona, come araba fenice rinacque dalle ceneri di un terribile incendio che nel 1871 ne segnò profondamente la struttura edilizia. La catastrofe divenne un’opportunità: la comunità cittadina seppe investire sull’innovazione e sulla fantasia, tanto da divenire la patria dei grattacieli. Oggi Chicago è di sicuro battuta da New York o dalla recente fioritura orientale, tuttavia gli storici imponenti edifici, che si ergono tra le nuvole dell’Illinois, mostrano ancora il loro smalto.
Per questi motivi è stato d’obbligo salire almeno sulle cime dei due grattacieli principali: la Sears Tower e il John Hancock Center. Il primo, che fu tra gli anni ’70 e gli anni ’90 l’edificio più alto del mondo, ancora oggi rapisce per le sue impressionanti balconate trasparenti, che ad oltre 400 metri di altezza danno ai temerari visitatori l’impressione di camminare nel “nulla”. Il John Hancock, seppur più modesto per altezza, colpisce per la vista mozzafiato del lago dal suo ristorante panoramico al 95° piano.
Altre attrazioni della città sono stati il molo dove è possibile fare un giro in battello, magari nelle sere del finesettimana quando il cielo si illumina di colorati fuochi d’artificio, o il Millenium Park, caratteristico per le imponenti fontane che proiettano immagini oltre che acqua e per il “Fagiolo”. Questa enorme scultura argentata trova la sua fortuna nelle caratteristiche di specchio della superficie. In essa si riflettono in modo alquanto buffo e parzialmente distorto non solo le persone, che vi si avvicinano, ma anche l’imponenza degli edifici e della vegetazione circostante.
A conclusione della visita cittadina, si può menzionare il curioso giro organizzato in bicicletta per le strade urbane con un eccentrico capogruppo dai modi insoliti e giocherelloni. Folkloristici gli addobbi di Halloween sulle case e nei negozi, come la vendita di confezioni giganti di ghiottonerie già ai primi di ottobre, sintomo della popolarità di questa festa, che da alcuni anni cerca di inserirsi nel calendario italiano, senza sapere che in realtà discende da tradizioni pre-cristiane, assimilate nel Medio Evo dalla Chiesa, di cui ancora oggi si trova traccia nel Mezzogiorno italiano.
Partiti in auto da Chicago la strada ci porta verso ovest. La nostra destinazione è il Monte Rushmore, ma prima di arrivarvi il percorso è lungo tanto da superare il Wisconsin, il Minnesota ed entrare nel Dakota del Sud. Qui ci fermiamo prima a Sioux Falls e poi a Rapid City. Queste città sono tipici agglomerati provinciali, dove la gente è molto espansiva e cordiale (come del resto in tutti gli Stati Uniti), purché si rispetti la pronuncia esatta delle parole in inglese. Anche una lieve inflessione comporta la non comprensione da parte dei nostri interlocutori di ciò che diciamo e questo ci stupisce non poco, perché quando una volta che riusciamo a farci capire e veniamo corretti con la pronuncia esatta, diciamo tra noi: «E io che ho detto?»
A parte queste curiosità linguistiche, la cosa che viene apprezzata di più, soprattutto dopo una lunga giornata di viaggio, è sedersi di fronte a un buon piatto di saporita carne, magari accompagnata dai tipici anelli di cipolla fritti o da altri contorni molto diffusi come il chili. La cucina americana, conosciuta oltreoceano prevalentemente per gli ormai invasivi fast food, sa offrire in realtà una varietà di piatti prelibati e se di sicuro ipercalorici, senz’altro appetibili per tutti i gusti. Notevole anche il folkloristico arredamento di molti locali che passano da un ambiente classico a quello più tipico “western” o a quello d’ispirazione anni ’50 con cartelloni pubblicitari metallici e pompe di benzina in disuso tra i tavoli.
L’arrivo al Monte Rushmore, luogo in cui sono scolpiti nella roccia i volti dei quattro presidenti della Repubblica più rappresentativi della storia statunitense fino al primo dopoguerra, non è stato dei migliori. Una fitta nebbia impediva la vista della montagna e un principio di nevischio non prometteva nulla di buono. Tristi e sconsolati abbiamo ripiegato sul “Crazy Horse Memorial”, altra imponente scultura nella roccia, ancora incompiuta, che una volta completata rappresenterà il capo indiano dei Sioux “Cavallo Pazzo” sopra al suo destriero. Questo progetto, che prevede un’altezza e una larghezza di poco meno di 200 metri, è la risposta dei nativi americani alla provocazione “bianca” di scolpire nella pietra sacra della terra indiana le effigie dei principali colonizzatori del continente nord americano.
Il giorno successivo, intenzionati a riprovare a vedere il Monte Rushmore, ci siamo svegliati in mezzo alla neve, esperienza esilarante, ma dai risvolti pratici preoccupanti, trovandoci in una zona dove le strade innevate, per quanto ripulite in modo rapido, rappresentano comunque un’incognita. L’alzataccia nel freddo secco delle Black Hills è stata tuttavia ben ripagata: la visita delle effigie dei presidenti in mezzo alla neve, esperienza più unica che rara, tra l’altro in un momento della giornata con un numero irrisorio di turisti. Ecco quindi in un’insolita cornice pre-invernale una versione ancora più bianca di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.
Non potendo fare un giro per le incantate strade panoramiche delle Black Hills, per via della neve, ci dirigiamo nei pressi della Devil’s Tower, una massiccia formazione vulcanica che svetta tra la prateria e spesso è pervasa da una tenebrosa nebbia.
Continuando nel nostro percorso attraverso la grande pianura americana ci imbattiamo sull’autostrada in un mirabile avvistamento. Nel bel mezzo della carreggiata sopra due tir neanche troppo protetti viaggiavano le due metà di una casa, in un incredibile trasloco immobiliare. La visione è stata accolta con profonda ilarità, ulteriore esempio dell’abbondanza e della ricerca dell’eccesso presenti negli Stati Uniti. Se le autostrade possono arrivare a 6 corsie per senso di marcia, se le bottiglie delle bibite possono essere di 1 gallone (circa 4 litri) al supermercato, se i pacchi di caramelle e cioccolate arrivano normalmente sopra al kilo, non è neppure difficile immaginare che il trasporto di un intero appartamento sia cosa normale da queste parti.
In serata si arriva a Cody in Wyoming, piccolo centro dove non è difficile distinguere il clima di un tempo con le tipiche palazzine basse di legno dal sapore western. Non a caso essa è patria di Buffalo Bill, di cui si va notevole vanto con l’organizzazione di acclamati rodei. E’ tuttavia da precisare che negli Stati Uniti molti elementi sono posticci e per un europeo anche troppo kitsch, ma alcuni elementi di ricostruzione storica non vanno sottovalutati, anche se la storia americana (nell’accezione di quella dei figli dei coloni venuti d’oltreoceano) non può vantare la tradizione e la cultura espressi in millenni da altri popoli.
Da Cody, dove la specialità tipica è la carne di bufalo, si entra a Yellowstone, forse il parco nazionale più famoso nel mondo. La neve rende tutto più caratteristico, anche se le acque cristalline dei suoi laghetti e fiumi, le pareti gialle del suo canyon (che danno il nome alla zona), il borbottio delle solfatare ribollenti, la potenza dei geyser che spingono il loro getto anche a decine di metri sono tutti elementi affascinanti in ogni stagione dell’anno. Elemento non comune è tuttavia la poca affluenza che in questo periodo il parco attrae, rispetto ai mesi estivi, dove un po’ in tutti i parchi c’è molta più calca.
Il territorio di Yellowstone è molto ampio e anche per via si alcune strade chiuse, per forza di cose i percorsi sono molto più dilatati, ma da un certo punto di vista ciò permette di godere di scorci sempre più insoliti anche nel percorrere la medesima strada in entrambi i sensi di marcia all’andata e al ritorno. A dispetto del previsto non si rintracciano orsi, probabilmente già in letargo o comunque poco propensi a incrociare le strade asfaltate, anche per la frequente moria dovuta alla non sempre moderata velocità delle auto. In compenso sono molti i cerbiatti, le alci e i bufali che si avvicinano al manto stradale, per la buona pace dei turisti che non di rado si fermano per scattare fotografie, con relativi rimbrotti dei ranger a causa dell’inevitabile intralcio del traffico.
Passiamo la notte in un albergo nel parco, prenotato da mesi vista la scarsezza di alloggi all’interno di queste riserve naturali. Il freddo è ancora più pungente dei giorni passati. Il termometro arriva anche a otto gradi sotto lo zero e facciamo tesoro di tutto il nostro armamentario invernale per attenuare i morsi del gelo.
Lasciato Yellowstone ci si dirige verso sud, attraverso il parco Teton, che nella sostanza è il proseguimento naturale del parco precedente. Si stagliano montagne massicce e dal sapore alpestre, tanto da imbatterci sulla strada proprio in un paesello dal nome indicativo: Alpine. Fattasi ora di pranzo ci fermiamo in un piccolo locale che prepara hamburger. La sistemazione è molto familiare; infatti il cuoco con tanto di cappello da cowboy in testa, uscendo da dietro il bancone, intrattiene piacevoli conversazioni con gli avventori. I panini preparati sono ottimi, molto ricchi (la loro altezza ci è apparsa imbarazzante, tanto da fare difficoltà ad afferrarli) e veramente saporiti. Non a caso lo slogan del ristoro recita: «Gli hamburger che hanno fatto l’America».
Proseguendo il cammino, entrando nello Stato dello Utah, si arriva nella sua capitale Salt Lake City. La città, che prende il nome dal lago salato omonimo, è un centro dalla vivace storia culturale e civile. Fiorita alla metà dell’Ottocento ad opera dei perseguitati mormoni, divenne il loro centro spirituale, rappresentato dall’imponente Tempio. Arrivati in serata e come quasi unica attrazione della città, ci dirigiamo verso di esso. Qui, presso il centro di accoglienza, veniamo ricevuti da alcuni credenti, molto disponibili (che parlano anche in italiano) nell’introdurre il turista e il curioso alla storia e alla fede della «Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni». In effetti il loro racconto ha molto di epico, ripercorrendo in parte quel cammino affrontato da molti temerari in cerca di fortuna o sopravvivenza verso il lontano Occidente del continente.
Per quando fossimo già stati abituati alla diffusa cordialità delle persone incontrate, i “mormoni” rappresentano una gradita ulteriore sorpresa. Probabilmente per una particolare propensione al proselitismo o più semplicemente per una pura vocazione alla filantropia, gli aderenti a questa confessione religiosa – come ci spiegano le due missionarie “laiche” che ci accompagnano nella visita – offrono alcuni anni della loro vita al servizio della Chiesa, per tornare al termine di questo periodo alla vita quotidiana. In questo modo la comunità non ha bisogno di un clero come è comune nelle altre istituzioni religiose e allo stesso modo la gerarchia è molto fluida e aperta.
La visita suscita in alcuni di noi una forte simpatia per i mormoni, magari anche perché non sempre abbiamo ritrovato nei precetti e nelle istituzioni cattoliche un senso di identità e di fede costanti. La serata si può dire chiusa qui, perché alle ore 21 (o meglio 9 PM come si usa dire da queste parti) la quasi totalità di locali ed esercizi pubblici è ormai chiusa, non potendo che ripiegare come emergenza in un simpatico ristorante cinese, che ci offre almeno una zuppa per riscaldarci. Non c’è la temperatura dei giorni precedenti, ma i pochi gradi sopra lo zero trovati a Salt Lake City non ci permettono di scoprirci troppo.
La tappa successiva è il Bryce Canyon, parco molto più piccolo di Yellowstone, ma altrettanto suggestivo. Prima di arrivarci, percorriamo una strada panoramica in cui già siamo introdotti in quell’ambiente surreale di rocce e pietre polverose tipiche del paesaggio West; strapiombi, archi, pinnacoli e vallate dai colori ocra e rosso. Questo paesaggio si infittisce fino all’apoteosi nel parco vero e proprio, che a dispetto del nome si prefigura più in ampi e coreografici anfiteatri dalla composizione variabile e frastagliata. I punti di osservazione dall’alto, che si popolano ancora di più durante l’alba e il tramonto per via di particolari tonalità del terreno sprigionate dalla tenue luce del sole, mostrano gli elementi stratificati, che compongono questo spettacolo della natura. Per immergersi in questa meraviglia, oltre alle balconate, si può proseguire per i tortuosi percorsi, che attraverso le ripide insenature introducono il visitatore all’interno stesso delle formazioni geologiche. Questi camminamenti, da dove si percepisce un’esperienza molto più intensa del parco, possono essere percorsi anche in sella a un cavallo o a un mulo. Il nostro gruppo ha optato per il secondo, confidando nella migliore stabilità di questo tipo di animale, anche se l’abitudine di camminare proprio in pizzo agli strapiombi ha reso la passeggiata intensa e sorprendente anche per una certa paura di poter cadere nei precipizi.
Lasciato questo parco, ci dirigiamo verso quello di Yosemite. Prima di arrivare passiamo per quella che tipicamente viene chiamata la “strada extraterrestre”, per via della sua attiguità con la fantomatica Area 51, che la leggenda vuole sede di esperimenti segreti su forme di vita provenienti dallo spazio. A uso e consumo dei turisti appassionati del genere, nel bel mezzo del deserto del Nevada, presso la piccola località sperduta di Rachel in un prefabbricato tutto addobbato con gadget e souvenir a tema, vengono serviti panini con presunta carne di alieno. Ennesima eccentricità della cultura americana, con tutte le sue contraddittorietà di tipo hollywoodiano.
Sempre sulla strada verso la California incontriamo la piccola cittadina di Tonopah, che offre un interessante museo civico, legato alla storia sociale e alla cultura anche rurale dello Stato. Interessante la sezione dedicata alle Forze Armate, dove si evince un particolare attaccamento della cittadinanza alla vita della locale base dell’aeronautica militare sia nel periodo bellico, sia in quello non meno importante del secondo dopoguerra.
Superato il passo Tioga si accede al parco Yosemite, già in territorio californiano. Questo vasta zona protetta è famosa per numerose attrattive naturalistiche. Imponenti le distese di vegetazione, intervallata da picchi montani e da fluenti cascate, attive soprattutto nel periodo primaverile-estivo per via dello scioglimento delle nevi. Il clima è ancora abbastanza rigido, essendo collocato sulla Sierra Nevada, anche se reso mite dalle temperature più dolci della California.
Le attrattive principali del parco sono le sue massicce cime granitiche, tra le più note El capitan e l’Half dome, e la foresta di sequoie nei pressi di Wawona nel Mariposa Grove. Qui gli alti e possenti alberi, risalenti a circa 2.000 anni fa e che arrivano anche all’altezza di 90 metri, rendono la zona molto caratteristica. La fitta vegetazione ne fa da cornice, anche se le sequoie sono le uniche protagoniste. Molte mostrano evidenti segni di danneggiamento sui tronchi, a causa dei frequenti incendi (alcuni programmati e guidati dai ranger per una questione di pulizia forestale), anche se per loro fortuna il nutrimento necessario passa dalle radici direttamente alla corteccia, senza nessun deterioramento alla vita dell’albero. Da sottolineare tuttavia che essi sono alquanto fragili, quindi appaiono molto frequenti i casi in cui tronchi abbattuti o morti possano diventare un attrazione per i turisti e le loro foto. Significativi gli esemplari di sequoie “gemelle” o “amanti”, ossia fusti sdoppiati o cresciuti così vicini da unirsi tra loro e rendere la pianta speculare.
Interessante poi la vista mozzafiato della vallata principale attraverso il punto d’osservazione Glacier Point, che sovrasta le principali cascate e si presenta come palcoscenico privilegiato per ammirare al tramonto le sfumature delle pareti di granito.
Lasciato Yosemite arriviamo all’altro importante parco della California: il Sequoia. In effetti una non accogliente pioggia e foschia e la precedente esperienza di Mariposa Grove non permette una sorpresa avvolgente di questo parco, che tuttavia ospita le sequoie più grandi al mondo: il Generale Grant e il Generale Sherman. Benché il tempo sia inclemente, ammiriamo comunque le sue bellezze, salendo anche sul Moro Rock, un imponente massiccio che dovrebbe affacciare sulla vallata. La nebbia ci impedisce di vederla, ma la soddisfazione è tanta arrivati in cima, anche se zuppi d’acqua e un po’ impauriti per i cartelli che avvertono di possibili fulmini in cima in caso di temporali.
La sera ci ritiriamo presso l’albergo al centro del parco, consumando una calda e ristoratrice cena a base di carne e legumi. Il giorno successivo ci alziamo come d’abitudine di buon mattino, per avere tutto il tempo di percorrere la strada costiera dell’Oceano Pacifico prima di arrivare a San Francisco. Tuttavia abbiamo una spiacevole sorpresa, perché in albergo ci dicono che l’unica strada che attraversa il parco è interrotta a nord per la caduta di un albero e a sud per una frana. Gli interventi per garantire la circolazione erano già in atto, ma il manto stradale era ancora precario. Solo nel pomeriggio tutto sarebbe tornato regolare. Noncuranti di questi ammonimenti ci mettiamo comunque in viaggio, con molta prudenza soprattutto per alcune parti dell’asfalto crollate sotto alla pressione della pioggia. Nonostante tali ostacoli riusciamo a raggiungere l’uscita del parco in meno di due ore, non prima di aver ammirato (spettacolo tanto atteso, a cui ormai ci eravamo rassegnati) l’attraversamento e la sosta sulla strada di un tranquillo orso bruno in cerca di cibo.
Raggiunta la costa occidentale degli Stati Uniti da subito non riusciamo a vedere un granché per via della solita nebbia, ma piano piano procedendo verso nord il cielo si apre, mostrando la bellezza più profonda delle onde che raggiungono la spiaggia o gli impervi strapiombi. Proseguendo verso settentrione, in serata, arriviamo nel circondario di San Francisco, immenso centro urbano intorno alla baia omonima.
La città mostra sin da subito la sua bellezza. Scendiamo verso l’embarcadero e poi di seguito tutti i moli, i pier, numerati ordinatamente nelle loro caratteristiche prevalentemente turistiche e commerciali. Il porto è un vero agglomerato di suoni, odori e sensazioni. Dai rumorosi versi delle maleodoranti foche “leoni di mare”, all’esotico profumo dei gamberi e delle fritture di pesce.
Il giorno seguente San Francisco ci si presenta a pieno così come la più europea delle città degli Stati Uniti, anche se la sua eredità asiatica è preponderante. Oltre ai quartieri cinesi e giapponesi, incastonati tra la zona finanziaria e quella delle celebri colline, l’intera città mostra i segni di una cultura di frontiera tra est e ovest, ma anche tra nord e sud. Il giro panoramico di 49 miglia evidenzia tutte le bellezze e le caratteristiche della cosmopoli, dalle sue origine ispaniche e barocche agli innovativi ed eclettici grattacieli del centro, il più famoso la Transamerica Pyramid. In questo modo le ripide discese e salite non rappresentano un ostacolo, ma piuttosto un’opportunità, che il turista raccoglie prendendo il tram “Cable car” o scendendo la ripidissima e pittoresca Lombard Street.
Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo al porto per imbarcarci sul battello con direzione l’isolotto di Alcatraz. Il carcere, ormai chiuso da anni e ora dedicato alle visite turistiche, mostra subito la sua aria tetra e paurosa, avvicinandosi a noi avvolto da un manto di nebbia. Sbarcati prendiamo confidenza con le strutture e una volta dentro il corpo centrale ci viene spiegata non solo la suddivisione dei bracci detentivi, ma anche la loro storia, nonché gli innumerevoli personaggi ed episodi che hanno reso famoso il nome di Alcatraz. Dalla misteriosa detenzione di Al Capone ai frequenti tentativi di fuga, la prigione offre una serie molto ampia di letture interpretative, non da ultima quella prettamente sociologica.
Ed eccoci arrivati all’ultimo giorno del viaggio, concluso con una simpatica passeggiata in bicicletta per il molo e, saliti sul Golden Gate, l’attraversamento della baia fino alla parte settentrionale della stessa. Un’esperienza molto forte, anche perché solo a piedi o in bici si riesce a percepire lo spazio e le sfumature dell’ampio panorama. A ritorno, prendendo il ferry-boat, sbarchiamo sempre all’embarcadero, da dove proseguiamo per gli ultimi fugaci istanti nella città californiana.
In conclusione le considerazioni sono d’obbligo, con un bagaglio di esperienze sicuramente ricco, vario e degno di essere raccontato. Di sicuro un viaggio non indicato per tutti, viste le frequenti lunghe tappe e ricorrenti alzatacce, ma al contempo ottimo per chi ama l’avventura, il desiderio continuo di scoprire e di non accontentarsi di quel che ci può proporre una semplice agenzia di viaggi. Il ricordo dei muli al Bryce Canyon, la casa trasportata sull’autostrada, la neve sui volti di Washington e Jefferson valgono ciascuno da soli un viaggio, figuriamoci tutte queste cose e altre ancora insieme.



martedì 28 aprile 2020

Il mondo e le altre minacce

Fonte: LIMES, rivsta di geopolitica                                                                                                           info:ilmioabbonamento.it                                                                                                                          Ormai è chiaro: dopo la epidemia di Coronavirus19 che ha sorpreso il mondo, ha messo in crisi le due pricnipali economie del mondo quella cinese e e quella statunitense, ha praticamente messo all'angolo l'Europa, una delle aree pi civilizzate del globo, ed in attesa di conoscere gli effetti devastanti di tale epidemia in sud America ed in Africa, rimane presente la minaccia della alterazione del clima. Le forme che questa minaccia può assumere sono la desertificazione, le ondate di calore, la siccità, e le inondazioni, con il seguito di carestie e squilibri di ogni tipo. Il tempo di ripensare a come gestire questo pianete è arrivato (m.c.)

domenica 19 aprile 2020

QUADERNI .1 del 2020


Per richiedere la rivista scrivere a: segreteriageneraleòistitutonastroazzurro.org
Info:www.cesvam.org                                                                                                                                Collaborazione e contributi:quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org                                                 QUADERNI ON LINE: www.valoremilitare.blogspot.com

sabato 11 aprile 2020

Tesi di Laurea. Dalla guerra dell'Asse alla Guerra di Liberazione. Esperienze personali su vari fronti

Il Dott. Sergio Benedetto Sabetta ha discusso nella sessione invernale dell'anno Accademico 2018-2019 del Master di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796-1960 la tesi: Dalla guerra dell'Asse alla guerra di Liberazione. Esperienze personali su vari fronti.                                                 La tesi è consultabile, previa autorizzazione scritta dell'autore presso l'Emeroteca dell'Istituto del Nastro Azzurro, Roma, Piazza Galeno 1. (info:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

domenica 29 marzo 2020

Da Presidente della Associazione Storia Contemporanea


il Normale bollettino della Associazione di Storia Contemporanea non viene emessi in relazione alla emergenza sanitaria in essere. Il presidente invia a tutti i soci ila seguente lettera                                  Vi invitiamo:
- a stare in casa;
- a mantenervi allenati a livello culturale (in diversi ci hanno scritto per chiedere consigli e suggerimenti, anche solo sui libri da leggere);
- a leggere e occupare il tempo in una qualche attività che sviluppi la capacità critica e intellettiva;
- a diffidare delle tante notizie menzognere che circolano (oggi hanno pure copiato il sito della Protezione Civile)
- a girare il meno possibile e comunque con debita autocertificazione;
- a rispettare le norme emanate dai governi nazionale e locali (senza dimenticare che il nostro Paese ha 160.000 norme; 71.000 delle quali promulgate a livello centrale e le altre sul piano regionale e locale; in Francia esistono 7.000 normative, in Germania 5.500 e in Gran Bretagna 3.000: fonte The European House-Ambrosetti,  primo "Think Tank" italiano e settimo d'Europa);
- a ricordarvi che, in ogni caso, nel nostro Paese si vive abbastanza bene (circostanza al momento invidiata non da pochi nel resto del mondo);
- a non dimenticare l'importanza della storia nella nostra vita: tanto più in tempi in cui quasi tutti paragonano la pandemia a una guerra (che è però tutt'altra cosa) e funzionari annunciano
che abbiamo ricevuto aiuti dall'Unione Sovietica (che è morta e defunta nel 1991...) dopo aver detto
che tutti abbiamo studiato la storia (!!!).

Torneranno tempi migliori. Sotto ogni altro punto di vista.
Un caro saluto

Marco Severini
Presidente ASC

sabato 21 marzo 2020

Inquinamento Atmosferico. Asia Italia

Interessante notare nella cartina che l'inquinamento atmosferico al centro della Cina e nel Nord Italia è pi consistente rispetto alle aeree limitrofe. Non vi è però alcuna correlazione dimostrata  nel rapporto dello sviluppo della epidemia di coronavirus che hanno visto i massimi picchi di intensita in queste aeree

venerdì 13 marzo 2020

QUADERNI n. 4 del 2019


Per richiedere la rivista scrivere a: segreteriageneraleòistitutonastroazzurro.org
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giovedì 5 marzo 2020

Società di Storia MIlitare

NAM Primo Rapporto Quadrimestrale al Consiglio Scientifico e al Comitato tecnico di Nuova Antologia Militare (NAM)                                                                                                                                                                                                                                                                                                        Cari amici,                                                                                                                         la nostra rivista NAM inizia oggi il sesto mese dal giorno in cui è stata concepita (6 novembre 2019) e il terzo mese da quando è online (3 febbraio 2020). www.nam-sism.org La quarantena non ci ha fermato e anzi, grazie alle sue devastanti ricadute sul sistema editoriale, il lavoro della nostra “Arca di Noé”, varata a passo di carica e appena in tempo, si è enormemente intensificato. • Articoli. Oltre ai 9 articoli già pubblicati (numeri 0/20 Nascita di una rivista e 1/20 Cartografia militare) abbiamo finora ricevuto 21 articoli, di cui 13 già approvati e pubblicati provvisoriamente online (https://www.nam-sism.org/3.1%20articoli.html), 2 approvati e in corso di revisione da parte degli autori e 6 sotto doppia valutazione cieca. Entro la fine di aprile arriveranno altri 10 articoli, che porteranno il totale a 40. Allego, tra i 13 che abbiamo recentemente aggiunto online, i 2 (di Yann Le Bohec e Jeremy Black), che per il loro contenuto e il prestigio internazionale degli autori qualificano meglio i Fascicoli 2 / 20 e 3/20. • Fascicoli. Per il mese di giugno prevediamo di pubblicare i NN. 2/20 SM Antica (9 articoli e 3 recensioni) e 3/20 SM Moderna (9 articoli e 5 recensioni). Il N. 4/20 SM Contemporanea (10/12 articoli e 4/6 recensioni) è previsto per settembre. Abbiamo incaricato i Prof. Settia, Musarra e Merlo di pianificazione del Numero 1/21 SM medievale. • Come studiare. Due riviste ci hanno gentilmente permesso di ripubblicare nella sezione "Come studiare la storia militare" (How to study MH) due importanti articoli (di Floribert Baudet e Ian van der Waag) sulla storia e l’epistemologia della SM. • Rete internazionale. Abbiamo preso ulteriori contatti con numerosi studiosi di vari paesi e la Commissione britannica di storia militare ha gentilmente segnalato il nostro diario ai suoi membri. Siamo molto grati a Je - remy Martin Black e Luigi Loreto per l'incoraggiamento quotidiano e il supporto nella promozione della NAM e siamo grati a quanti altri membri del consiglio scientifico e del comitato consultivo vorranno seguire il loro esempio. • Recensioni di libri. Abbiamo anche ricevuto 6 ampie recensioni e numerose altre sono in fase di elaborazione da parte dei gruppi studenteschi delle università di Padova (Ars Militaris) e Bologna (Casus Belli) che si sono organizzati per lo studio scientifico autogestito di MH, purtroppo non praticabile né nell’ambito delle Università italiane né nel sistema formativo dei Quadri della Difesa e della Sicurezza del nostro paese. Abbiamo messo a disposizione di Ars Militaris e Casus Belli una pagina del nostro sito (https://www.namsism.org/7.1%20cadet%20corps.html) • Collana "Fvcina di Marte". Il 3 marzo abbiamo consegnato all'editore Aracne il PDF pronto per la stampa del secondo volume della serie, a cura della Prof. Elina Gugliuzzo e Giuseppe Restifo (Una battaglia europea: Francavilla di Sicilia, 20 giugno 1719). La pubblicazione è prevista per il 9 maggio. Il prof. Yann Le Bohec sta ultimando il montaggio del terzo volume, una raccolta dei suoi scritti sulla guerra gallica. Per settembre prevediamo di poter preparare il PDF pronto per la stampa. Come quarto volume, prevediamo di pubblicare entro il 2020 la tesi di dottorato del dott. Andrea Tanganelli sui reggimenti austro-italiani (Clerici e Toskanisches IR) nella guerra dei sette anni. • Cellula operativa. la nostra cellula operativa, incaricata di gestire l'editing e la messa online, è composta da sole tre persone: me stesso, il nostro grafico Antonio "Tippy" Nacca e il nostro webmaster Massimiliano "Max" Italiano (il nostro benemerito consocio Sism che cura gratuitamente anche il nostro sito associativo www.societaitalianastoriamilitare.org). Negli ultimi due mesi abbiamo ricevuto migliaia di suggerimenti e centinaia di rimproveri. Ci scusiamo se il ritmo vertiginoso del nostro lavoro quotidiano non ci ha sempre permesso di seguire i primi e di fare ammenda per gli altri. Virgilio Ilari, Presidente della SISM e Direttore di NAM PS Collaborazioni a NAM. Chi vuole collaborare con NAM deve presentare proposte di articoli conformi, nel contenuto e nella forma (inclusi i criteri di citazione) alle “regole di ingaggio” pubblicate sul nostro sito. https://www.nam-sism.org/2.1%20linee%20guida.html Non ci sono preclusioni di alcun genere: anzi NAM è nata anche per promuovere e far evolvere la ricerca storico-militare italiana, che è per la quasi totalità amatoriale o incidentale1 e perciò non riesce a essere presa in considerazione dalla comunità internazionale del settore. Tuttavia occorre che gli aspiranti autori tengano conto che le loro proposte, anche se ammesse dalla direzione, dovranno essere sottoposte a doppia valutazione cieca da parte di docenti che generosamente si sobbarcano a questo impegno. Preghiamo quindi di non inviare lavori di carattere compilativo, o che non faccia - no aumentare in modo significativo le nostre conoscenze o non segnalino lacune, scritti in italiano aggrovigliato e ridondante o in inglese approssimativo. Requisito pregiudiziale per l’ammissione alla valutazione sarà dimostrare la completa padronanza dello stato della ricerca, con bibliografia internazionale (in tutte le lingue), pertinente, completa e aggiornata alla data della proposta. Naturalmente la Direzione resta come sempre disponibile per consulenze bibliografiche e consigli, nei limiti delle sue possibilità.

venerdì 21 febbraio 2020

COMUNICATO UTE CESENA



Carissimi
la data in cui butto giù queste righe è di quelle che si ricorderanno: non forse per eventi di portata storica, quanto per la sua particolarità per così dire ”numerica”, con quel singolarissimo succedersi e alternarsi di “0” e di “2”. Eccoci dunque al ‘palindromo’ applicato alla data che è leggibile nei due sensi: 02 02 2020.
Ma curiosità a parte, la data segna il passaggio del nostro programma nell’intenso mese di febbraio, sfogliando ancora un petalo della nostra rosa. Desidero ringraziare gli amici relatori che hanno fatto “volare” gli appuntamenti di gennaio: da Valter Vecellio (che tornerà a febbraio), ad Antonio Maraldi con una bellissima conversazione sulle “donne inquiete” di Antonio Pietrangeli, alle istantanee di un viaggio in Libia di Giordano Conti, parecchi anni or sono, alle ‘bibliotecarie’ di Loretta Righetti, a Paolo Turroni con un poco noto saggio storico di Quirico Filopanti su “Cesare al Rubicone”. Difficile dimenticare poi le emozioni che Maria Assunta Biondi ha trasmesso riprendendo un suo saggio sui “contrasti” di Giustiniano Villa (La moglie del contadine e le voglie del padrone), nell’arco di un felice pomeriggio di parole e di musica e di poesia contrassegnato dalla voce e dalle armonie all’organetto diatonico del caro amico Mino Savadori che ha fatto risuonare i versi (cantati) di Walter Galli e Cino Pedrelli, preceduti da un brano dedicato ai lager, nel giorno di gennaio dedicato “al Ricordo”.
E, da ultimo, ha chiuso gennaio l’intervento straordinario con il quale lo slavista Giuseppe Ghini ha presentato in anteprima uno dei personaggi femminili di maggior rilievo della letteratura russa: Tatiana,  protagonista di Evgenij Onegin di Alexander Puskin. Del romanzo in versi Ghini sta lavorando a una nuova traduzione, attenta anche alla metrica e al “ritmo” dell’opera nella lingua originale: l’edizione è prevista nei prossimi mesi per Mondadori.

Vediamo con piacere che spesso nuovi amici entrano ad ascoltare e a fare domande e, in qualche caso ritornano e magari si associano all’UTE: come ho già scritto, ci affidiamo, come sempre, al passa-parola e al Vostro giudizio. Sapete che non godiamo di canali pubblicitari privilegiati o di contributi di Enti Pubblici a nessun livello: abbiamo però molti e bravissimi amici e collaboratori e questo ci consente di procedere privilegiando la qualità e salvaguardando la piena libertà delle scelte. Grazie.

Un cordiale saluto 
Daniele Vaienti – Presidente UTE di Cesena


N.B.:
- Rispetto al programma a stampa: inversione di data fra Davide Gnola e Paola Errani (di seguito sono riportate quelle corrette)
- Forfait per motivi di salute di Maria Grazia Maioli (Archeologo Emerito Soprintendenza Beni Archeologici di Bologna). Il 18 febbraio è sostituita da Valter Vecellio (Giornalista, vice-capo redattore TG2 RAI, saggista)
- il programma del secondo pomeriggio musicale al Conservatorio è quello che era previsto il 13 dicembre. Anche in questo caso ci fu un’inversione di programma con quello del 14 febbraio per problemi organizzativi del Conservatorio. Il programma sotto riportato è quello che verrà eseguito a febbraio.

IL NOSTRO MESE DI FEBBRAIO ALL’U.T.E. – ORE 15,30

4 FEBBRAIO - MARTEDÌ (CISL - Sala Vaienti)
Dr. Davide Gnola (Scrittore e saggista, Direttore del Museo della Marineria di Cesenatico)
“Anita Garibaldi: mito e storia di una donna d’oltre Oceano”


7 FEBBRAIO - VENERDÌ (Sala M. Fantini)
Prof. Giuseppe Gilberto Biondi (Prof. Emerito di Letteratura Latina, Direttore del Centro Studi Catulliani Università di Parma)
“Poeti e donne in amore, tra colpa e innocenza” - Parte Seconda


11 FEBBRAIO - MARTEDÌ (CISL - Sala Vaienti)
Dr.ssa Paola Errani (già Responsabile Servizio Conservazione Biblioteca Malatestiana, studiosa e saggista)
“Violante da Montefeltro, signora di Cesena”


14 FEBBRAIO – VENERDÌ (Conservatorio Statale di Musica “Bruno Maderna”, corso Ubaldo Comandini, 3 - Sala Dallapiccola)
“Antiche eroine. Arie e duetti dal repertorio barocco”
Lezione-concerto a cura del Dipartimento di Musica Antica
Relatore: Prof. Gabriele Raspanti


18 FEBBRAIO - MARTEDÌ (CISL - Sala Vaienti)
Valter Vecellio
(Giornalista, vice-capo redattore TG2 RAI, saggista)
“Leonardo Sciascia. La politica, il coraggio della solitudine”
A trent’anni dalla morte, “riflessioni” sullo Sciascia “civile”, più propriamente “politico”. Un Leonardo Sciascia troppo spesso rimosso e ignorato per le sue posizioni pubbliche, sempre scomode al potere


21 FEBBRAIO - VENERDÌ (Sala M. Fantini)
Dr. Antonio Castronuovo
(Scrittore, traduttore, saggista, studioso di aforismi, ultimo Direttore della spallicciana rivista La Piè)
“La Donna in sintesi: una breve storia dell’aforisma narrata dall’autore di Tutto il mondo è palese”


25 FEBBRAIO - MARTEDÌ GRASSO (Sala M. Fantini)
Gabriele Papi
(Giornalista, saggista, ricercatore)
“Donne romagnole: storie poco raccontate”
Con dolci di Carnevale…


28 FEBBRAIO - VENERDÌ (CISL - Sala Vaienti)
Dr. Daniele Tonti
(Medico specialista in medicina vascolare)
“Salute e medicina di genere: la nuova frontiera della medicina”



Come di consueto potrete accedere agli allegati dell’attività dell’UTE
CLICCANDO IL “LINK-COLLEGAMENTO”:





MATERIALI:
·         Registrazione vocale conferenza del 21 gennaio 2020 di Loretta Righetti (Bibliotecaria, saggista) su “Lei lavora in biblioteca? Storie di donne nelle case dei libri”.  PER LE REGISTRAZIONI VOCALI:nel caso di avviso “Impossibile riprodurre questo file audio con il tuo browser” CLICCARE sul BOTTONE “SCARICA”(quello con una freccia rivolta verso il basso e con un trattino sotto la punta della freccia),quindi aprire tranquillamente il file scaricato.
·         Slides utilizzate da Loretta Righetti
·         Traccia dell’intervento di Loretta Righetti
·         Registrazione vocale conferenza del 24 gennaio 2020 di Paolo Turroni (Insegnante di materie letterarie nei Licei, scrittore, pubblicista, saggista) su “Cesare al Rubicone, opera lirica cesenate (1725) e saggio storico di Quirico Filopanti (1865)”.
·         Opere dedicate a “Cesare al Rubicone” e slides su Quirico Filopanti
·         Per una biografia di Andrea Emiliani
·         Guida agli Archivi dell’Istituto Storico per la Resistenza e dell’Età Contemporanea di Forlì-Cesena
·         Un saggio da Neodemos sull’equità tra uomini e donne. Francesca Luppi e Alessandro Rosina esplorano i modelli di genere prevalenti in Europa e il tipo di politiche che li hanno sostenuti. Disparità nel mercato del lavoro e nella sfera familiare.
·         Le scandalose “pubbliche esibizioni” di atletica leggera femminile. Una polemica fra “L’Osservatore Romano” e “Il Littoriale” (1933). Marco Giani da Clionet
·         Link per accedere a L’Europa immaginata e l’Europa che c’è, intervista di Marco Damilano a David Sassoli
·         Avviso per eventuale partecipazione alla visita della Mostra dedicata a Federico Fellini, a Rimini, il prossimo 23 febbraio, in collaborazione con il Touring Club (dare conferma il prima possibile). Il costo per i Soci UTE è equiparato a quello dei Soci Touring




SUCCEDE A CESENA (e ... in giro):
·           3 febbraio – a Cesenatico, alla Legnaia di Casa Moretti, alle 16,00 – incontro con Fiorangela Arfelli, figlia di Dante Arfelli, autore de “I superflui”, caso letterario in Italia, Francia e Stati Uniti nel 1949 e negli anni Cinquanta.
·           da 3 febbraio – a Montenovo di Montiano e dintorni- appuntamenti all’Osteria dei Pavoni e Veglie.
·           7 febbraio – a Forlì, all’Istituto Storico della Resistenza- conferenza di Alessandro Cattunar “Storia di una linea bianca. Il confine italo-jugoslavo tra racconti, immagini e rappresentazioni.
·           7 febbraio – a Cesena Sala Lignea ore 17,00 – conferenza di Massimo Pulini su Giovanni Francesco Barbieri detto Il Guercino, organizzata da Associazione Zaccagnini
·           9 febbraio – a Cesena, palazzo del Ridotto, ore 16,30 – “Al centro della Musica” concerti curati dal Conservatorio Maderna
·           9 febbraio – a Cesena, al Circolo ENDAS di Viale Mazzini [alla Rimbomba]- concerto della giovane pianista Carla Sgoifo
·           9 febbraio – a Sorrivoli, al Castello, alle 15,00 – incontro promosso dal Gruppo “Ricerca e confronti” di Sorrivoli, con la prof. Vera Negri Zamagni su “L’Economia Civile – Con estratto volume di Luigino Bruni e Stefano Zamagni
·           5 febbraio – a Viserba Aula Magna Liceo “M.Valgimigli”- conferenza sull’Economia Ecosostenibile della prof. Anna Montini, docente di Economia dell’Ambiente presso l’Università di Bologna
·           da 14 febbraio – a Montenovo di Montiano e dintorni- Al Vegi, le Veglie. Programma
·           16 febbraio – a Savignano sul Rubicone, alla Rubiconia Accademia dei Filopatridi – Giornata Amaduzziana, con interventi di Andrea Battistini e Andrea Cristiani

mercoledì 12 febbraio 2020

QUADERNI n. 2 del 2019

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mercoledì 5 febbraio 2020

Mese di Febbraio 2020 ASSOCIAZIONE STORIA CONTEMPORANEA


FEBBRAIO 2020
LA FRASE del MESE
Quelli che vengono dopo sono
peggio di quelli che c’erano prima.
Valerio Massimo
Gent.me Socie e Soci,
trovate di seguito gli eventi del mese corrente.
Cordiali saluti.
Marco Severini
Presidente ASC

1)    Civitanova Marche, mercoledì 5, Biblioteca Zavatti, ore 17.00, presentazione della terza edizione del Dizionario biografico delle donne marchigiane, a cura di Lidia Pupilli e Marco Severini (Ed. il lavoro editoriale, 2019). Saranno presenti i relatori. NEWS
2)    Senigallia, lunedì 9, Sala “Chiostergi” del Centro Cooperativo Mazziniano, ore 18.00, in occasione del 171° anniversario della Repubblica Romana del 1849, presentazione del libro presentazione del libro La Repubblica Romana del 1849. Discorsi e scritti, a cura di Marco Severini (Ed. Zefiro, 2020). Intervengono i soci Alessandro D’Alessandro, Mauro Pierfederici, Lidia Pupilli e il curatore dell’opera. NEWS
3)    Senigallia, sabato 22, ore 18.00, Libreria Iobook (Via Cavour, 32), presentazione del libro Non solo un gioco. Le Marche del calcio di Andrea Pongetti (Ed. il lavoro editoriale, 2019). Dialogano con l’autore il giornalista Nicolò Scocchera e il presidente associativo. NEWS
4)    Montemarciano, lunedì 24, Sede Unitre (via Umberto I, n. 83), presentazione del libro Viaggiare nel mondo in guerra 1939-1945, a cura di Marco Severini (Ed. Marsilio, 2019). Intervengono il socio-prof. Goffredo Giraldi e il curatore dell’opera.
5)    Senigallia, mercoledì 26, ore 17.00, Sala conferenze della Biblioteca “Antonelliana”, presentazione della seconda edizione del volume Senigallia. Una storia contemporanea 1860-2000, a cura di Marco Severini (Ed. Ventura). Intervengono gli autori e le autrici dell’opera. NEWS