MORRA DI LAVRIANO E DELLA MONTÀ, Roberto Luigi Antonio Teresio Carlo Maria (1830-1817)
Ricerca a cura di Adele
Pizzullo

Nacque a Torino il 24
dicembre 1830 da Bonaventura, conte di Lavriano e della Montà, del quale
ereditò il titolo e i beni, e da Polissena Asinari di San Marzano. Fu avviato
molto giovane, come d’uso nelle famiglie dell’aristocrazia piemontese, alla
carriera militare, professione tradizionale della sua casata. Entrò
all’Accademia militare di Torino come cadetto nel luglio 1844. Sottotenente di
artiglieria nel 1848, partecipò alle campagne dell’indipendenza. Prese parte
alla battaglia di Custoza del 1866 con il grado di tenente colonnello di stato
maggiore e con il ruolo di aiutante di campo del principe Amedeo di Savoia,
comandante della brigata Granatieri di Lombardia, e ottenne la medaglia
d’argento al valor militare.
Colonnello nel 1868, nell’autunno del 1869 fu tra gli invitati
all’inaugurazione del canale di Suez. Di quell’esperienza e del viaggio di un
mese in Egitto lasciò una gustosa cronaca nel suo diario (Giornale di viaggio
in Egitto. Inaugurazione del canale di Suez, a cura di A. Siliotti - A.
Vidal-Naquet, Verona 1995). Maggior generale nel 1877, tenente generale nel
1883, fu successivamente al comando delle divisioni territoriali di Padova,
Milano e Roma, e del corpo d’armata di Napoli (dicembre 1891). Fu eletto
deputato per la prima volta nel 1874, rappresentando nel corso della XII
legislatura il collegio di Carmagnola; fu poi rappresentante di Avigliana
(Torino) per la XV e XVI legislatura. Fu proprio durante la XV legislatura
che partecipò alla seduta del 16
febbraio del 1883 con i colleghi Corazzi e Mocenni sostenendo l'opportunità
della fondazione del Collegio Militare a Roma. Nel 1890 fu nominato
senatore.
Fu aiutante di campo effettivo del re dal 1879 dopo esserlo stato per lunghi anni in qualità di onorario, e primo aiutante di campo onorario dall’ottobre 1900, alla fine del 1893 venne inviato a Palermo come comandante del corpo d’armata e regio commissario straordinario (incarico assunto ufficialmente nel gennaio 1894) con il compito di ripristinare l’ordine nell’isola, scossa dal violento conflitto sociale seguito alle proteste del movimento dei Fasci siciliani. Morra promulgò lo stato d’assedio in tutta la Sicilia (4 gennaio 1894) e procedette con brutalità alla repressione dei disordini e allo scioglimento del movimento dei Fasci. Dopo aver fatto arrestare i membri del comitato centrale, ordinò il fermo di centinaia di sospetti e simpatizzanti, tra contadini, intellettuali, professionisti e studenti; circa 1000 persone furono inviate al confino senza processo. Il compito di Morra in Sicilia si poté considerare concluso con le dure condanne inflitte ai promotori e ai simpatizzanti dei Fasci (che vennero definitivamente proibiti) e con il ripristino dell’ordine, sancito dalla cessazione dello stato d’assedio (agosto 1894).
A partire dal 1897, pur restando in servizio attivo, non ricoprì più incarichi di comando nell’esercito, cominciando una breve carriera di inviato plenipotenziario presso governi esteri: fu per più di due anni inviato straordinario alla corte dell’Impero russo a San Pietroburgo. Nel 1904, raggiunti i limiti di età, venne collocato a riposo, ma rivestì ancora incarichi perlopiù onorifici all’interno del Senato.
Morì a Roma il 20 marzo 1917.
Fu aiutante di campo effettivo del re dal 1879 dopo esserlo stato per lunghi anni in qualità di onorario, e primo aiutante di campo onorario dall’ottobre 1900, alla fine del 1893 venne inviato a Palermo come comandante del corpo d’armata e regio commissario straordinario (incarico assunto ufficialmente nel gennaio 1894) con il compito di ripristinare l’ordine nell’isola, scossa dal violento conflitto sociale seguito alle proteste del movimento dei Fasci siciliani. Morra promulgò lo stato d’assedio in tutta la Sicilia (4 gennaio 1894) e procedette con brutalità alla repressione dei disordini e allo scioglimento del movimento dei Fasci. Dopo aver fatto arrestare i membri del comitato centrale, ordinò il fermo di centinaia di sospetti e simpatizzanti, tra contadini, intellettuali, professionisti e studenti; circa 1000 persone furono inviate al confino senza processo. Il compito di Morra in Sicilia si poté considerare concluso con le dure condanne inflitte ai promotori e ai simpatizzanti dei Fasci (che vennero definitivamente proibiti) e con il ripristino dell’ordine, sancito dalla cessazione dello stato d’assedio (agosto 1894).
A partire dal 1897, pur restando in servizio attivo, non ricoprì più incarichi di comando nell’esercito, cominciando una breve carriera di inviato plenipotenziario presso governi esteri: fu per più di due anni inviato straordinario alla corte dell’Impero russo a San Pietroburgo. Nel 1904, raggiunti i limiti di età, venne collocato a riposo, ma rivestì ancora incarichi perlopiù onorifici all’interno del Senato.
Morì a Roma il 20 marzo 1917.
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